50 anni di storia, la Galleria De’ Foscherari si racconta

di Simona Costanzo

 

Le opere oscillano e fluidificano da un secolo al successivo” è il titolo della mostra attualmente allestita nella galleria bolognese De’ Foscherari. «La mostra vorrebbe essere articolata anche sui rapporti angolari tra le opere; un desiderio che mi accompagna da decenni è di unire i tempi, i contrasti, gli appoggi» dichiara  l’artista che ha curato la mostra, Giberto Zorio, uno dei principali esponenti dell’Arte Povera.

Il titolo di questa mostra rappresenta emblematicamente il fulcro dell’attività della storica galleria bolognese, orientata verso il lavoro dei principali artisti di Primo e Secondo Novecento.

Nei suoi cinquant’anni di storia, la galleria è rimasta fedele ad un tipo di programma consolidatosi nel corso degli anni attraverso due scelte principali: da una parte, una forte attenzione alla tradizione, scegliendo di valorizzare artisti che con le proprie opere hanno segnato i primi anni del Novecento, come Paul Klee, Giorgio Morandi, Max Ernst e George Grosz;  dall’altra, anche un interesse per la ricerca e la sperimentazione del Secondo Novecento, dove spiccano nomi come quelli di Domenico Gnoli, Piero Manzoni, Christo, Tancredi Parmeggiani, Gastone Novelli, Cy Twombly, Giosetta Fioroni, Franco Angeli, Cesare Tacchi, Tano Festa, Concetto Pozzati, Mario Schifano e Germano Sartelli.

Fondata negli anni Sessanta da Pasquale Ribuffo e Franco Bartoli, la Galleria De’ Foscherari partecipa attivamente alla vita culturale della città, tanto da rappresentare una delle poche gallerie storiche del territorio ad aver partecipato a tutte le quarantuno edizioni di ArteFiera Bologna.

Mantenendo una coerenza critica rispetto alla propria storia, per l’edizione di quest’anno la galleria ha puntato innanzitutto all’esaltazione dell’Arte Povera, un’arte che trova nell’anarchia linguistica e visuale il suo massimo grado di libertà ai fini della creazione. L’impostazione del programma seguito dalla galleria si rispecchia perfettamente nelle scelte prese per l’edizione di quest’anno. Uno stand rigoroso, in cui sono stati esposti numerosi artisti, tra cui spiccano Pier Paolo Calzolari, Claudio Parmiggiani, Mario Schifano e Luca Vitone, le cui opere hanno un price range molto composito che varia dai 5.000 ai 500.000 euro.

«Anno dopo anno la partecipazione alla fiera ha incrementato notevolmente il business della Galleria – ci racconta il gallerista Francesco Ribuffo –  soprattutto quando la fiera di Bologna era una delle più importanti d’Europa». Questa lunga e ricca esperienza di cui gode la galleria ha contribuito a migliorarne la visibilità a livello internazionale. Come conferma il gallerista, infatti, nonostante il mercato in cui si muove la galleria sia orientato maggiormente verso gli acquirenti locali, «gli acquirenti internazionali sono inferiori per numero, ma rappresentano circa il 50% del fatturato».

Ad averci guadagnato quindi, grazie alla partecipazione a tutte le edizioni, non è stato soltanto il business, ma soprattutto l’immagine della galleria, ormai riconosciuta a livello internazionale.

 

 

 

 

Photo Courtesy: Galleria De’ Foscherari – http://www.defoscherari.com/ 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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