Due anni di Art Bonus: il primo bilancio

Ai partecipanti del X Master in Management del’Arte e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore di Milano è stato affidato un importante progetto, in collaborazione con Ales S.p.A. e lo CSAC – Dipartimento di Management dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Parma: stilare un primo bilancio dei risultati ottenuti dall’Art Bonus, a partire dalla sua entrata in vigore nel giugno 2014 fino allo scorso 30 settembre, data in cui si è conclusa la raccolta dati dal sito artbonus.gov.it.

L’Art Bonus propone tre tipologie di beni pubblici verso cui rivolgere le donazioni: la tipologia A comprende beni culturali; la tipologia B istituti e luoghi della cultura, fondazioni lirico sinfoniche e teatri di tradizione; la tipologia C enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo. Fino al 30 settembre 2016 sono stati raccolti 122,7 milioni di euro, il 50% per la tipologia A, il 49% per la tipologia B e lo 0,1% per la C. Il numero di donazioni effettuate è di 3158, destinate in grande maggioranza al Nord (83%). La cifra più consistente è stata raccolta dalle imprese, che hanno donato il 49% della cifra totale raccolta, ma la maggior partecipazione proviene dalle persone fisiche, che hanno erogato il 66% del numero delle donazioni per un valore del 5% del totale.

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764 il totale degli interventi proposti – 122,7 milioni di euro la somma complessiva raccolta attraverso l’Art Bonus. Il Nord detiene le cifre più alte.

TIPOLOGIA A: beni culturali – La tipologia A ha raccolto 61,4 milioni di euro, di cui l’82% è stato donato ai beni culturali del Nord, il 17% al Centro e solo l’1% al Sud. La somma maggiore è stata devoluta ai musei (39%), cui seguono i monumenti (32%) e i palazzi storici e teatri (22%). La tipologia di mecenate che ha erogato la somma maggiore è quella delle fondazioni bancarie, che hanno devoluto 30,5 milioni di euro, quasi la metà del totale raccolto per i beni culturali, cui seguono le imprese che hanno donato 27 milioni di euro. L’analisi per zone geografiche ha rilevato quali sono state le regioni più o meno generose e “performanti” in questi due anni di Art Bonus: il Piemonte è la regione che ha ricevuto la cifra più consistente con 23 milioni di euro, dove si è distinta come principale mecenate la Compagnia di Sanpaolo, da sempre prodiga per il restauro, la manutenzione e la riqualificazione degli edifici storici piemontesi; la regione che invece ha raccolto la cifra minore è il Trentino Alto Adige, con 500 euro totali donati da due anonime persone fisiche. Basilicata, Calabria e Molise, invece, non hanno ricevuto alcuna donazione per gli interventi richiesti.

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Museo Egizio (TO) – Interventi di rifunzionalizzazione e restauro finanziati dalla Compagnia di Sanpaolo con 20,3 milioni di euro – Courtesy: http://www.artbonus.gov.it

Nella tipologia A si possono individuare due interventi agli antipodi fra loro per il successo dell’iniziativa e del coinvolgimento dei mecenati: il Palazzo dell’Accademia delle Scienze di Torino (sede del Museo Egizio), che avendo ricevuto la massima somma di donazioni erogate ha concluso la raccolta fondi richiesta di 20,3 milioni di euro grazie esclusivamente alla Compagnia di Sanpaolo, e il Real Albergo dei Poveri di Napoli, il bene che ha ricevuto la somma minima di donazione, con i 5 euro donati da una persona fisica a fronte dei 3,5 milioni di euro richiesti. Per il restauro e la valorizzazione di questo edificio storico interverrà però lo Stato stanziando 5 milioni di euro, come previsto dal Patto per Napoli siglato lo scorso 26 ottobre.

TIPOLOGIA B: istituti e luoghi della cultura, fondazioni lirico-sinfoniche, teatri di tradizione – Per questa tipologia di beni sono stati raccolti 60,9 milioni di euro, anche in questo caso concentrati in netta maggioranza al Nord. Le imprese si sono distinte come mecenate principale, donando da sole il 54% del valore raccolto.

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Teatro allaScala (MI) – sostegno alle attività della Fondazione con 23,6 milioni di euro raccolti da imprese e persone fisiche – Courtesy: http://www.artbonus.gov.it

Il bene che ha ricevuto maggiori donazioni è la Fondazione Teatro alla Scala di Milano che ha ricavato 23,6 milioni di euro (il 9,5% della cifra richiesta). Il bene che ha ricevuto la minima donazione invece è il Piccolo Museo del Diario di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo, che ha ricevuto 50 euro da una persona fisica.

TIPOLOGIA C: enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo – Solo dieci sono invece gli interventi richiesti dalla tipologia C, riguardanti teatri, auditorium e cinema di proprietà dello Stato ed Enti Locali. Alla data del 30 settembre la metà degli interventi richiesti ha ricevuto donazioni, in maggioranza concentrati al Nord. I mecenati hanno donato complessivamente 139.400 euro, di cui il 80% proviene dalle imprese e il 20% dalle persone fisiche.

I dati rilevati dalla nostra analisi delineano lo scenario tipicamente italiano di un paese nettamente spaccato nelle sue aree geografiche. Ad un Nord in cui sono massimamente concentrati i capitali, i mecenati e le richieste di intervento, si contrappone diametralmente un Sud che oltre alla scarsità di fondi raccolti ha richiesto un numero alquanto esiguo di interventi (il 10% delle richieste proviene dal Sud, rispetto al 38% del Centro e al 52% del Nord). Emerge dunque non solo la necessità di educare maggiormente i cittadini e le imprese alla cultura del dono e del mecenatismo, ma anche di spronare le istituzioni culturali pubbliche (quelle del Sud in particolare, dicono i dati) a una maggior conoscenza e dimestichezza dello strumento dell’Art Bonus.

Dal 30 settembre ad oggi, intanto, il numero e il valore delle donazioni sono cresciuti e le percentuali fortunatamente aumentate. Ad essere aumentate però sono anche le necessità di nuovi e urgenti interventi, visti gli ingenti danni al patrimonio storico-artistico causati dai continui eventi sismici che hanno scosso, e tuttora scuotono, il Centro Italia.

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Rieti – Patrimonio culturale pubblico colpito da sisma del 2016: interventi urgenti –              Courtesy: http://www.artbonus.gov.it

L’Art Bonus ha dedicato all’emergenza terremoto una sezione apposita, in cui il credito d’imposta (il 65% della somma donata) viene concesso anche alle donazioni rivolte a favore di dei beni culturali di interesse religioso appartenenti a “enti e istituzioni della Chiesa cattolica o di altre professioni, presenti nei comuni interessati dagli eventi sismici”.

Carla La Gatta

La ricerca è consultabile al seguente link: http://eventi.ilsole24ore.com/

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