Il caso Radicate: arte contemporanea tra global e local

Il mondo dell’arte e quello della scienza sono davvero due rette parallele destinate a non incontrarsi mai?  L’organizzazione no-profit Radicate, che si dedica alla Ricerca sull’Arte e la Cultura Contemporanea, sembra rispondere di no. Nata nel 2012, Radicate è una piattaforma online che cerca risposte ai grandi interrogativi del mondo globalizzato intrattenendo un continuo dialogo con la sperimentazione artistica contemporanea. Allo stesso tempo Radicate è attiva dal 2013 nella Smart City del Campus di Savona dell’Università degli Studi di Genova, eccellenza italiana dell’innovazione dove si progetta la città intelligente del futuro: di fatto un laboratorio a cielo aperto dove si studia una microrete per ottimizzare il consumo energetico e rendere le nostre città più sostenibili. Cosicché i progetti e gli eventi organizzati da Radicate hanno finito inevitabilmente per avvicinare arte contemporanea e ingegneria. Due mondi apparentemente distanti, ma in realtà affini: due mondi di cui progettazione, di sperimentazione e interdisciplinarietà sono elementi imprescindibili.

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Il logo del sito radicate.eu

Radicate contribuisce alla ricerca artistica contemporanea attraverso conversazioni con i più grandi esperti del mondo dell’arte a livello internazionale, indispensabili per tenersi costantemente aggiornati sull’evoluzione delle tendenze artistiche. L’associazione però non si limita alle attività di studio ma vuole anche attivamente partecipare alla ricerca. Per questo i temi che emergono nelle conversazioni sono poi il punto di partenza per una serie di progetti che Radicate organizza sul territorio. Il nome stesso dell’associazione non è infatti casuale. Come afferma Tiziana Casapietra, fondatrice del progetto: “Nel 2012 era ormai più di un decennio che il mondo dell’arte si definiva orgogliosamente globale, inebriato dalla possibilità di viaggiare per il mondo grazie a tariffe aeree sempre più convenienti. Eppure ci pareva che ciascuno di noi, di fatto, continuasse a mantenere un legame forte e imprescindibile con la cultura di provenienza. Da qui il nome del progetto: Radicate”. C’è quindi alla base di Radicate una lettura attenta della complessità dei processi di globalizzazione, che se da un lato rendono il mondo sempre più piccolo, dall’altro non finiscono per ridimensionare l’importanza delle identità locali, l’importanza del radicamento nei singoli territori d’origine.

Be/Smart è sicuramente tra le iniziative più interessanti che Radicate ha portato avanti in questi primi anni, un progetto nato con l’obiettivo di creare sinergie tra innovazione artistica e ricerca ingegneristica sui temi della Smart City. L’associazione ha coinvolto gli artisti del collettivo sardo Cherimus (Simone Berti, Derek Di Fabio, Isa Griese,  Isamit Morales, Andrea Rossi, Matteo Rubbi, Emiliana Sabiu e Carlo Spiga) che, dopo una fase di confronto con tutte le diverse anime scientifiche dal Campus, ha organizzato una serie di laboratori sperimentali sui temi dell’innovazione tecnologica, tra cui anche flash mob artistici durante le ore di lezione che hanno avuto un forte impatto mediatico sul Campus. Il collettivo ha portato sul campus anche  “30 a pedali”, un’opera illuminabile attraverso energia elettrica prodotta pedalando destinata a rimanere esposta permanentemente alla biblioteca del Campus universitario di Savona.

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30 a pedali e l’artista Simone Berti, 17 dicembre 2015, Campus Universitario di Savona. Courtesy Cherimus.

Tuttavia lavorare con il territorio non vuol dire limitarsi al rapporto con il Campus universitario che ospita Radicate, come nel caso del progetto Be/Smart 2, un programma di residenza per un artista selezionato tramite bando internazionale. Infatti Francesca Perona, designer che si è aggiudicata la gara, sarà chiamata a trascorre un periodo di residenza a Savona per elaborare un lavoro che coniughi la ricerca innovativa degli ingegneri al Campus e la tradizione artistica locale. Il territorio del savonese è infatti riconosciuto per la lavorazione tradizionale della ceramica e nel corso degli anni molti artisti si sono avvicendati a Savona e nella vicina Albisola per lavorare in modo sperimentale con gli artigiani ceramisti della zona. L’artista avrà inoltre la possibilità di vedere le proprie opere destinate in modo permanente o al Campus universitario stesso o al Museo della Ceramica di Savona.

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Sottocoppa traforata, fine XVII secolo, manifattura di Savona

In questi 3 anni di attività presso il Campus, Radicate ha avuto un notevole impatto sul territorio. Da un lato le sperimentazioni artistiche di Cherimus sono riuscite a suscitare la curiosità di centinaia di studenti tra le varie facoltà di ingegneria. Inoltre per quanto riguarda Be Sm/ART, Radicate è riuscita a coinvolgere attivamente più di dieci ingegneri nell’elaborazione del progetto. Allo stesso tempo la piattaforma Radicate si è rivelata uno strumento di formazione per una studentessa in Scienze della Comunicazione (anche questa è una facoltà attiva al Campus di Savona) che collabora ormai stabilmente da due anni come web editor, mentre quest’anno un’altra studentessa avrà la possibilità di trascorrere 150 ore in stage affiancando l’attività di redazione. Da due anni circa collabora con Radicate anche una giovane curatrice, Michela Alessandrini, dottoranda in Storia dell’Arte e delle Esposizioni presso l’Università di Bordeaux mentre negli anni passati hanno collaborato alla testata altri 5 studenti, per un totale quindi di 8 persone coinvolte. Aggiungendo un articolo de Il Venerdì di Repubblica che lo scorso anno ha dedicato un’intera pagina a Radicate in un articolo più ampio sul Campus di Savona, si tratta di numeri importanti, soprattutto per un ente no-profit così giovane nato in primo luogo intorno ad una piattaforma online.

Radicate si configura come associazione culturale e le sue attività sono state sostenute da enti locali e principalmente dalla Fondazione  A. de Mari di Savona così come da una decina di imprenditori locali che hanno sponsorizzato le sue attività. La stessa società che gestisce il Campus Universitario (Spes, S.c.p.A.) offre all’associazione lo spazio in cui lavora. Un altro tema di rilievo è la sostenibilità dei singoli progetti e non a caso quest’anno il progetto Be Sm/ART 2 si è candidato, aggiudicandosi la gara, al bando ORA! Linguaggi Contemporanei, Produzioni Innovative di Compagnia di San Paolo. Per quanto riguarda più nello specifico la piattaforma Radicate.eu e la ricerca portata avanti delle conversazioni, l’associazione sta cercando di coinvolgere anche gallerie private e istituzioni straniere. Infine tra gli ultimi progetti attivati sul territorio uno in particolare ha l’ambizione di avvicinare gli alunni delle scuole dell’obbligo alla sperimentazione artistica contemporanea ed è dunque sostenuto direttamente dalle famiglie o dai Comuni coinvolti come quello della vicina Albissola Marina. Radicate è quindi capace sia di lavorare a stretto contatto con il tessuto sociale savonese sia di cercare sostegno presso importanti realtà nazionali e internazionali per finanziare le proprie attività di ricerca per l’arte e la cultura contemporanea.

Il futuro prossimo dell’associazione sarà dunque il programma di residenza Be Sm/ART 2 di Francesca Perona che lavorerà a Savona dall’1 febbraio al 31 marzo 2017 sul progetto “Ceramica per l’Antropocene”. Poiché Radicate ha da poco attivato anche una collaborazione con il FabLab di Torino, l’artista selezionata dovrà interagire con lo stesso FabLab e le sue attività di ricerca orientata all’utilizzo di un braccio robotico nella lavorazione dei materiali. Ma senza dimenticare che il fulcro di Radicate restano la ricerca e la sperimentazione artistica perseguita tramite le conversazioni, proprio perché la forza del progetto risiede in questo dialogo continuo tra globale e locale, consci di quanto gli esseri umani siano ancora radicati al proprio territorio di riferimento.

Photo Credits

Radicate.eu
Cherimus

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