I tesori nascosti del Museo delle Culture di Milano

Sono oltre ottomila le opere d’arte, gli oggetti, i documenti, i tessuti, provenienti da 4 continenti (Africa, Asia, Oceania, Sud America) che compongono la collezione permanente del Mudec (Museo delle culture, via Tortona, Milano), di cui circa 200 esposti e visibili gratuitamente al pubblico fino al 31 agosto 2017. La maggior parte dei pezzi si trova però custodita nei magazzini del museo. Come accade oggi per molti musei questi reperti non sono completamente nascosti ai visitatori; infatti il Mudec ha reso i propri magazzini visitabili su prenotazione. Abbiamo chiesto alla Dottoressa Carolina Orsini, conservatrice del Mudec, di illustrarci come viene gestito il patrimonio di opere in dotazione al museo.

Quante sono in percentuale le opere esposte al pubblico rispetto a quelle totali in dotazione al museo?

La collezione totale comprende circa 8000 pezzi, ma le opere in esposizione sono soltanto 200, circa il 2,5%. Ciò è dipeso dal fatto che, per ragioni di riallestimento, si è resa necessaria una riduzione degli spazi museali.

È prevista una rotazione delle opere in esposizione con quelle conservate all’interno dei depositi?

Sì, avviene già una rotazione per motivi conservativi. In particolare alcune opere vengono cambiate periodicamente a causa della loro fragilità, come le lacche o i tessuti che sono fotosensibili o manufatti che contengono piume di volatili che risultano particolarmente sensibili allo stress da esposizione.

Com’è organizzata la gestione del magazzino del Mudec?

La gestione prevede la registrazione di ogni nuovo oggetto che entra in collezione attraverso database e schede. Gli oggetti inoltre, sono sottoposti a frequenti campagne topografiche. Alcuni pezzi della collezione particolarmente importanti sono esposti su pedane in modo da risultare immediatamente visibili ai visitatori del deposito, mentre quelli più delicati sono riposti in cassettiere o armadi. Gli oggetti mostrati sono suddivisi a seconda dell’area geografica di provenienza. Il criterio alla base dell’esposizione resta, in ogni caso, vincolato alla conservazione dei pezzi.

_mg_0326

Cosa ha spinto il Mudec ad aprire la collezione del magazzino al pubblico?

Aprire i propri depositi al pubblico è la direzione intrapresa dai maggiori musei del mondo. Sicuramente una motivazione in più, per quanto riguarda il Mudec, è da ricercare nel ridotto spazio espositivo, inferiore a quello inizialmente previsto dal progetto. L’esposizione permanente ha l’obiettivo di raccontare storie attraverso il tempo seguendo un filo logico-tematico, invece i depositi sono organizzati secondo aree geografiche che permettono al visitatore di visionare le opere in maniera schematica.

Il Mudec chiede opere in prestito?

Sì, in occasione di mostre settoriali.

Le opere della collezione presenti in magazzino vengono prestate per eventi espositivi al di fuori del Mudec? Se sì, quali sono le opere più richieste?

Sì, una richiesta di prestito dipende solamente dal tipo di esposizione etnografica del museo richiedente. Viene prestata molto spesso, come tipologia di oggetto, la Freccia degli Indiani. La collezione giapponese resta comunque per ora la più nota e pertanto richiesta. Recentemente è stata prestata alla Fondazione Prada per un’esposizione.

_mg_0336

Qual è il valore economico totale delle opere contenute nel magazzino?

È impossibile quantificare il totale della collezione poiché è un valore che cambia nel tempo e non vi è una totale copertura dei valori assicurativi.

Tra le opere presenti in magazzino ce n’è una di valore superiore alle altre?

Esiste un’opera di maggiore valore ma non mi è possibile dichiararla per motivi di sicurezza.

Il Mudec porta avanti una campagna di acquisizione attiva? Se si, in quale direzione si sta muovendo?

La campagna di acquisizione è sempre attiva. Il Mudec sta cercando di ricostruire parte delle collezioni andate distrutte durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Negli ultimi anni le acquisizioni si sono orientate su pezzi provenienti dalla zona del Pacifico.

Il museo riceve donazioni? Se sì, qual è la tipologia dei donatori?

Sì, il museo riceve donazioni. I donatori sono di svariate tipologie, in gran parte sono persone che durante gli anni Cinquanta hanno effettuato viaggi per motivi professionali riportando con sè manufatti, oggetti, documenti dei paesi visitati.

 

P. Borrelli; F. Ceccherelli; O. Chita; S. Costantino; V. Ghio; F. Moia; N. Valenti.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...