“Kilometro Rosso Artist-in-Residence”. Intervista ad Alessandra Pioselli

“Creare un dialogo tra sperimentazione artistica e ricerca tecnologica”: è questo il messaggio centrale attorno a cui ruota Artist-in-residence Kilometro Rosso, progetto innovativo, nato nel 2012 presso la sede del parco tecnologico Kilometro Rosso di Bergamo, oggi alla sua seconda edizione.

Anche quest’anno sette giovani artisti e neo-diplomati dell’Accademia Carrara hanno avuto la possibilità (tramite un bando), da marzo a maggio 2016, di lavorare e collaborare nei laboratori di sette aziende e centri di ricerca tecnologica, con sede presso Kilometro Rosso: Brembo, Intellimech, Istituto Mario Negri, Petroceramics, Umania,Laboratorio di Meccatronica dell’Università degli Studi di Bergamo (novità di quest’anno) e lo stesso Kilometro Rosso.

L’obiettivo del progetto, infatti, è quello di mettere in connessione saperi di ambiti diversi (arte e tecnologica) per riuscire a creare alla fine del percorso dei progetti e delle opere innovative, da esporre in una vera e propria mostra collettiva organizzata presso Kilometro Rosso nel mese di ottobre (in concomitanza con Bergamoscienza). “Singolare” era il titolo della mostra di quest’anno, aperta al pubblico dal 3 al 15 ottobre.

Ne parliamo con Alessandra Pioselli, direttrice dell’ Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo e co-curatrice del progetto.

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Diego Caglioni nel laboratorio di Intellimech – Kilometro Rosso nella scorsa edizione. Photo credit: http://www.artribune.com/

Da chi è nata l’idea del progetto e perchè?

Il progetto è stato generato da una precedente esperienza, la mostra Bitgeneration, che si è tenuta nel 2012 al Kilometro Rosso, curata da Agustin Sanchez, docente dell’Accademia di belle arti G. Carrara, in occasione della X edizione di Bergamoscienza. Alcuni degli artisti invitati avevano avuto l’occasione di frequentare per qualche giorno alcuni laboratori che hanno sede al Kilometro Rosso. La direzione del Polo scientifico e tecnologico manifestò l’interesse a proseguire la collaborazione con l’Accademia e così rilanciammo con il progetto di residenza per giovani artisti, studenti o neo-diplomati e Kilometro Rosso lo accolse con entusiasmo. Il progetto è promosso dall’Accademia di belle arti G. Carrara e da Kilometro Rosso, insieme alle aziende partner.

Perché la scelta di unire ambiti così apparentemente lontani come arte e scienza?

Innanzi tutto, vorrei dire che il progetto formativo dell’Accademia di belle arti G. Carrara ha una impostazione cross-disciplinare. Con i miei colleghi, condivido l’idea che sia fondamentale per gli studenti e i giovani artisti avere l’opportunità di confrontarsi, fuori dall’aula scolastica, con differenti ambiti culturali, sociali e della produzione, e non soltanto con il sistema dell’arte. Significa condurli a pensare al proprio ruolo di artisti in altri contesti, a immaginare nuovi percorsi. È una necessità culturale. L’Accademia partecipa alla costruzione di reti territoriali con attori significativi dell’ambiente imprenditoriale e culturale in cui è situata. Kilometro Rosso è una di queste realtà, considerata dal Censis uno dei luoghi d’eccellenza per l’innovazione in Italia. Partendo da queste premesse e da questa lettura del territorio, si è stabilita una sinergia con Kilometro Rosso, con l’obiettivo formativo di provare a predisporre le condizioni affinché si incontrassero ricerca artistica, scientifica e tecnologica, rivolto ai giovani. Arte e scienza hanno sempre camminato assieme. Si tratta di creare le condizioni che agevolino la reciproca conoscenza e il dialogo effettivo. Il senso del progetto è facilitare lo scambio di visioni, invogliare a uscire dal proprio campo e dalle proprie certezze, sondare nuovi spazi del pensiero. La ricerca scientifica è una possibilità che chiama in causa riflessioni filosofiche che per gli studenti e i giovani artisti possono essere una linfa vitale.

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Marco Manzoni, “Tabula rasa”, 2016. Photo credit: http://www.artribune.com/

Da chi viene finanziato l’intero progetto?

La Banca Popolare di Bergamo ha sostenuto finanziariamente il progetto e permesso di dare ai sette artisti partecipanti le borse di studio per la realizzazione delle opere. Un aspetto importante del progetto è che le imprese sono intervenute non come sponsor ma come partner nella progettazione condivisa del percorso. Hanno messo a disposizione persone, tecnologie, materiali, know how. Per le imprese è un impegno notevole: gli artisti sono seguiti per tutta la durata della residenza da un tutor interno all’azienda. Credo che sia una strada interessante quella di non portare al privato un pacchetto già fatto “da pagare” ma trovare i modi di costruire assieme un programma che implichi l’integrazione delle rispettive competenze e obiettivi.

A chi viene affidata la scelta degli artisti coinvolti? Esiste un premio per l’artista che ha presentato il progetto migliore?

L’Accademia ha lanciato un bando interno rivolto ai suoi studenti e diplomati. I sette partecipanti sono stati selezionati da una commissione formata da docenti dell’Accademia sulla base del portfolio e di una lettera di motivazioni. Non è previsto un premio perché non è un concorso. Il progetto Artist-in-residence Kilometro Rosso ha un obiettivo formativo. Ancora più che l’opera e/o il progetto finale, conta il percorso, il processo che coinvolge l’artista e l’impresa, che deve essere per i giovani una reale opportunità formativa. A garanzia di questo, c’è il tutoraggio dell’Accademia e di un responsabile dell’azienda.

Quali vantaggi pensa possano derivare da questa collaborazione, sia dal punto di vista del mondo artistico che di quello aziendale?

Da parte dei ricercatori e dei tecnici, c’è stato l’interesse a capire come gli input dati dalle loro ricerche si sarebbero trasformati in un’opera, in un progetto artistico con una sua forma autonoma, attraverso quali processi di pensiero. Per loro è stato stimolante ampliare i confini della propria professione, come da loro dichiarato. Teniamo da conto che essi già lavorano in contesti multidisciplinari. È nato un confronto sui metodi della ricerca artistica e di quella scientifica, si sono riscontrate le analogie. Per gli artisti è un’opportunità per conoscere ricerche complesse e stimolanti in altri settori – dalla meccatronica all’ingegneria dei tessuti umani, alle scienze dei materiali, per esempio -, di confrontarsi con materiali innovativi e possibilità tecnologiche. È uno scambio di competenze ma anche e soprattutto di visioni.

 

Quali sono stati gli esiti dell’ultima mostra di quest’anno “Singolare”? Le opere create da questa collaborazione e qui esposte possono essere anche vendute?

Ti descrivo alcuni dei progetti emersi: Francesca Santambrogio, presso il Laboratorio di Meccatronica dell’Università degli Studi di Bergamo, ha realizzato un video d’animazione, sfruttando i software di progettazione ingegneristica: alcuni meccanismi virtuali, da lei disegnati ricomponendo le macchine presenti in laboratorio, si umanizzano sui ritmi di un brano che ne descrive la seduzione, il potere e il mistero. Federico Orlando ha sottoposto tre pinze per i dischi a freno della Brembo a trattamenti sperimentali di ramatura, bagno di piombo e magnetizzazione, eliminandone la funzione e trasformandole in oggetti scultorei, in modo che fosse il materiale forzato oltre natura a determinarne la forma. Il video di Sara Benaglia, girato presso Petroceramics, è l’astrazione di un luogo di ricerca industriale e una riflessione sull’idea di futuro, e traccia connessioni tra microcosmo e macrocosmo. Marco Manzoni, presso l’Istituto Mario Negri, ha realizzato una sfera con un terreno usato per la coltivazione cellulare in microbiologia, innestando un frammento di meteorite e batteri che ne perturbano l’equilibrio: il complesso vivo di muffe che ne risulta trasforma la sfera in un campo di lotte tra forze. Tutte le opere sono di proprietà degli artisti. Sta a loro decidere se e come venderle, eventualmente…

C’è l’idea di aumentare le partecipazioni al progetto in futuro, magari chiamando ad unirsi altre aziende, istituzioni o accademie?

Certamente. Finora abbiamo tenuto il numero di aziende fermo a sette, anche per ragioni organizzative. Anticipo che lanceremo la terza edizione, che partirà nell’autunno del 2017. D’accordo con Kilometro Rosso cercheremo di coinvolgere altri soggetti. Rispetto al coinvolgimento di altre accademie, mi piacerebbe. L’abbiamo pensato ma dipenderà da due fattori: dalle forze interne che l’Accademia potrà mettere in campo per l’organizzazione e dal coinvolgimento di sponsor. L’allargamento del progetto richiede anche un maggiore impegno, in tutti i sensi…

 

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“Champs Elysée”, Marco Manzoni. Photo credit: Marco Manzoni.

 

Chiara Assalve

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