Arte contemporanea a Budapest

La creazione di una propria identità ha permesso all’Ungheria di vivere una vera e propria Golden Age per il collezionismo dalla fine del XIX secolo.

L’arte infatti è stata un collante culturale in Ungheria fino alla creazione del blocco sovietico. Grandi personalità di fama internazionale sono nati qui. Tra i più celebri ci sono i fotografi Robert Capa, André Kertész, Martin Munkácsi, Gyula Halász, meglio noto come Brassai, che hanno reso l’Ungheria uno dei centri più floridi nel panorama artistico di inizio Novecento.

Tutto questo benessere ha però subito una notevole battuta d’arresto prima a causa delle Guerre e successivamente al regime instauratosi. Sebbene non fosse proibito collezionare opere d’arte, i canali di acquisto erano fortemente ristretti e limitati, tanto che vendite all’asta erano spesso sospese e la gestione del patrimonio culturale era passato in mano allo Stato, togliendo autonomia al privato collezionista. Il partito ha introdotto così un gusto popolare e un canone stabilito che mirava alla conservazione dei valore, relegando artisti progressisti alle periferie della città.

La caduta del Muro, e la conseguente fine del regime, ha permesso così di catalizzare i cambiamenti, che hanno portato i collezionisti a creare uno dei segmenti di cultura più dinamica nell’Ungheria di oggi.

L’arte contemporanea che si incontra a Budapest è giovane e le gallerie promuovono specialmente artisti ungheresi o facenti parte dell’ex blocco sovietico. Una nuova spinta artistica nasce dalla voglia di riscatto, in quanto queste popolazioni hanno vissuto per decenni un periodo buio dal punto di vista artistico.

Dagli anni 2000 nella mondana Pest, si può individuare un vero hotspot culturale ricco di eventi e di gallerie d’arte. Budapest è quindi una delle migliori città in cui ritrovare gli ultimi trend dell’arte ungherese e dell’est Europa.

Oggi le gallerie e gli artisti di spicco a Budapest si approcciano sempre più a calcare le scene delle Fiere internazionali. Alcune hanno partecipato alla più importante Art Basel, Liste, FIAC Paris, Frieze London, Art Cologne,Vienna Art Fair. Nonostante questo rinnovato interesse verso mercati esteri, la considerazione dell’arte contemporanea all’interno del paese è in costate crescita. Prova ne è la presenza di due fiere organizzate nella capitale ungherese, The Budapest Art Fair, aperta alla fine degli anni ‘90 e Art Market che si è stabilita dal 2010.

Inoltre la vitalità offerta dall’ambiente ungherese ha portato alla creazione di diversi eventi legati al mondo dell’arte, per avvicinare e rendere visibile a livello internazionale la scena artistica ungherese. Anche se in questi anni l’immagine e l’attività di Budapest sono notevolmente accresciute in campo artistico, rimane ancora un certo divario rispetto alle altre capitali europee, tra le quali Vienna spicca per vitalità ed eleganza.

Le possibilità di Budapest però sono sicuramente notevoli, da sempre porta verso l’Est e cuore in Europa, la capitale Ungherese può diventare un centro artistico di notevole interesse se porterà avanti le diverse attività culturali legate all’arte contemporanea.

 

PISS PARLIAMENT, 2009 SZABÓ Dezső

Szabo Dzebo, Parliament, © courtesy of the artist, Vintage Galeria

Esempio di questo grande successo è rappresentato ad esempio da Vintage Galéria che propone importanti artisti tra i quali spicca Dezső Szabò(1967), costantemente ispirato dalla natura e dalle catastrofi da essa scatenate, sarà in mostra con Exposed. Le sue opere si situano nella fascia di prezzo da 1500 e 2000 euro.

 

Arion Gábor Kudász (1978), primo vincitore del Robert Capa Photography Grand Prize nel 2015, con il progetto Human Scale, in mostra presso la Galleria Faur Zsofi Gallery, pone al centro della camera oggetti, che hanno il compito di porre interrogativi nell’osservatore.  Il tratto caratterizzante è soprattutto l’utilizzo del mattone come simbolo della simbiosi tra uomo e la tecnologia. Il range di prezzo delle sue opere va da 3000 a 5000 euro.

Artista di fama emergente, Katerina Belkina (1974) di origine russa, attualmente attiva in Ungheria, vincitrice nel 2016 del premio Hasselblad Masters Award in Art. Ha appena concluso la sua prima esposizione presso la galleria Faur Zsofi Gallery, intitolata “Katerina Belkina | Paint | Solo Show”. Questa giovane artista riprende la tradizione dell’autoritratto, ma lo rende attuale nei modi e nelle tematiche trattate,con l’intento di rendere l’effetto connessione tra passato e presente.  Le sue opere sono stimate tra 1500 e 8000 euro.

Zsófia Keresztes, Refreshening weekend in the purgatory (detail), 2016, mixes media © courtesy of the artist, B. Braun and GWB, photo Atos Bencsik

Zsófia Keresztes, Refreshening weekend in the purgatory (detail), © courtesy of the artist, B. Braun and GWB, photo Atos Bencsik

 

La prima ad essere stata creata nel 2014, è la Gallery Weekend Budapest, che si tiene all’inizio di settembre. Questo evento non è semplicemente un festival dedicato ad un pubblico più trasversale, ma è stato caratterizzato dai suoi ideatori per avere un’impronta maggiormente posh ed internazionale. Da segnalare all’interno del festival l’attivazione di un programma VIP, che in modo esclusivo permette di visitare studi, parlare con i curatori e partecipare a party esclusivi.

Più recenti sono OFF Biennale e la BudapestArtWeek, nate rispettivamente nel 2015 e nel 2016, che hanno avvicinato moltissime persone al panorama contemporaneo ungherese. Allontanandosi dal mondo for profit, riescono ad attrarre con diversi eventi sparsi per la città.

Nel suo complesso quindi il panorama artistico ungherese si presenta come un ottimo trampolino di lancio per artisti emergenti. La ritrovata libertà politica ed artistica ha permesso di sprigionare una nuova ondata di forze e di concetti. Il clima che si respira è di un’apertura verso l’esterno, non dimenticando le tradizioni e la storia del popolo ungherese.

Esther Ragnoli

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