NESXT: a Torino un nuovo progetto per promuovere la produzione artistica indipendente non profit

Il prossimo autunno a Torino, durante la settimana dell’arte contemporanea (28 ottobre – 6 novembre), debutterà “NESXT – Independent Art Network”, un progetto artistico, ideato e prodotto dall’Associazione ArteSera, che nasce dalla crasi di tre termini, NET + NEST + NEXT,  espressioni delle tre anime del progetto. NET è un osservatorio per analizzare e mappare il panorama internazionale degli spazi non profit dedicati all’arte contemporanea per costituire un database in progress; NEST è un festival (alla sua prima edizione dal 28 ottobre al 6 novembre 2016 a Torino) per restituire al pubblico quanto analizzato nel corso dell’anno dall’osservatorio NET; NEXT è un sistema di scambi e collaborazioni attivati tutto l’anno tra realtà non profit sul territorio nazionale ed internazionale.

“NESXT è un progetto ampio e composito, realizzato dalla collettività per la collettività”,  ci dice la direttrice artistica Olga Gambari, curatrice, critica d’arte e giornalista (nonché ex direttrice di The Others). “NESXT”, spiega Gambari, “nasce sostanzialmente dall’evidenza di un ambito, quello della produzione artistica indipendente, che nel sistema arte rappresenta la vera zona in fermento, il laboratorio, l’avanguardia”.

Primo appuntamento del progetto è, quindi, il festival NEST, che prevede un’esposizione principale di venti progetti presentati da centri indipendenti italiani di produzione artistica (spazi non profit, collettivi, artist run space e associazioni) e avrà luogo in un quartiere periferico di Torino recentemente interessato da forte fermento creativo e sperimentazione, gli spazi industriali di Via Quittengo che “diventeranno di fatto una sorta di quartiere generale anche dopo, nel corso dell’anno, ospitando altri progetti ed eventi”. Tuttavia, Olga Gambari precisa: “Nesxt è una realtà sovralocale, solo in parte legata a Torino e a una sede fisica fissa. Parte del progetto prevede proprio l’attivazione di una rete di eventi in spazi nazionali e non, moltiplicando il concetto di rete e collaborazione”. Infatti, già nella settimana antecedente al festival, ci sarà un circuito off di mostre ed eventi collaterali che coinvolgeranno spazi diversi in città, ancora in via di definizione.

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Gli spazi di Via Quittengo n.35 a Torino (credits Artribune)

La call per partecipare alla mostra è aperta dal 13 luglio al 10 settembre e per questa prima edizione si rivolge esclusivamente ad artisti italiani, con l’intenzione di guardare oltre i confini nazionali in futuro. I venti progetti vincitori saranno selezionati da una commissione, coordinata da Gambari e costituita da curatori e critici d’arte come Pietro Gaglianò, Andrea Lacarpia, Roberta Pagani e Marco Scotini.

Il bando di NEST si rivolge ai soli spazi non profit, escludendo quindi operatori profit e gallerie; per la direttrice artistica questa scelta, di certo uno degli aspetti peculiari del progetto, è dettata “dalla volontà di volersi occupare della produzione artistica indipendente, soggetto e mondo che non ha ancora una scena e degli eventi dedicati, mentre gli altri soggetti, per esempio le gallerie, ne hanno innumerevoli e vantano una storia al riguardo così come un’esperienza consolidata di pubblico e di riconoscimento”.

La qualità dei progetti artistici presentati, il riconoscimento della ricerca, della sperimentazione e dell’innovazione saranno i criteri di selezione, ma, ci dice Gambari, “da interpretare a largo raggio e non secondo clichè necessariamente forzati sul concetto di multimedialtà e novità. A noi interessano ambiti anche tradizionali, come la pittura”.

Per questa prima edizione non ci saranno premi che per la direttrice artistica “costituiscono uno dei nostri prossimi obbiettivi”.

E a proposito della gestione del festival e dell’intero progetto NESXT, quali sono le fonti di sostentamento? Gli artisti espongono gratuitamente e non c’è biglietto di ingresso per il pubblico; “è un progetto completamente non profit, gratuito per chiunque entri in contatto, dagli artisti al pubblico. Ci sono sponsor privati e istituzionali, bandi a cui stiamo partecipando e collaborazioni tecniche che diventano sponsorizzazioni di fatto”. CRT è uno degli sponsor e Q35, l’associazione che possiede gli spazi di Via Quittengo, è partner. Con le istituzioni è in corso un dialogo e un confronto, ma mantenendo un’autonomia dei soggetti.

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Gli spazi di Via Quittengo n.35 a Torino (credits Artribune)

NEST è, quindi, un festival nuovo che, tuttavia, non si pone tanto come alternativa in una settimana ricca di eventi a Torino, quanto come arricchimento del programma culturale cittadino. Gambari sottolinea che “non esistono progetti con questa identità, obiettivi e contenuti, a livello sia nazionale sia internazionale” e aggiunge: “per noi ‘l’attrattiva’ è costituire una buona qualità progettuale e contenutistica, avere un’onestà intellettuale completa e un’apertura a 360°”, lavorando sulla comunicazione ma evitando di creare un brand.

Un progetto sfaccettato, quindi, di cui il festival NEST costituisce solo una delle facce, con obiettivi complessi, a lungo termine e ad ampio raggio. Una vetrina per creare contatti tra tutti gli spazi indipendenti, con curatori, collezionisti e con pubblici diversi. Un’impresa ambiziosa, che tuttavia può contare sull’esperienza e sulla competenza della direzione artistica e del comitato scientifico. Sul web il sito è attivo, Artribune ed Exibart già ne parlano; non ci resta che aspettare il prossimo autunno.

Francesca Favaro

 

In copertina: foto di Michele d’Ottavio del quartiere Barriera di Milano, recentemente interessato da interventi di arte pubblica nell’ambito del piano di riqualificazione urbana del programma Urban Barriera di Milano di Torino. “Habitat” è il progetto dello street artist Millo su 13 facciate cieche del quartiere.

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