Il Castello Gamba e il suo tesoro di arte contemporanea

Sorge su promontorio roccioso al centro della Valle d’Aosta, il Castello Gamba di Chatillon, commissionato dal barone torinese Carlo Maurizio Gamba come dono all’amata sposa Angélique Passerin d’Entrèves per permetterle di passare lunghi periodi vicino agli affetti della famiglia di origine. I lavori iniziarono così nel 1903 concludendosi nel 1905. Per disgrazia i due coniugi persero prematuramente e in tenera età la loro unica figlia, ed in mancanza di eredi diretti, alla morte di entrambi il castello passò in eredità alla famiglia Passerin d’Entrèves vendendolo nel 1982 alla Regione autonoma Valle d’Aosta.

Da quì nacque il progetto di trasformazione e restauro della dimora in polo museale per la ricca collezione di arte moderna e contemporanea regionale, curata dalla Soprintendenza per i beni e le attività culturali dell’Assessorato Istruzione e Cultura della Regione autonoma Valle d’Aosta. Una collezione che vanta 1200 opere di arte moderna e contemporanea che variano tra artisti locali valdostani come Mus, Nex, Balan, Chabod, ai quali viene data un’attenzione maggiore anche all’interno della mostra poichè del territorio, e grandi nomi dell’arte come TurnerPomodoro, Isgrò, Schifano, Casorati, Carrà.

Iniziata ormai da sessant’anni tramite acquisizioni e donazioni, la collezione vede la maggior parte delle opere di taglio moderno contemporaneo provenire dalla vendita della collezione d’arte della SITAV (Società di Incremento Turistico Alberghiero Valdostano) società che si occupava della gestione del Casinò di Saint-Vincent, nel 1984. Dopo l’acquisto della collezione del Casinò, importante fu anche la partecipazione della Regione Valle d’Aosta alla biennale Internazionale d’arte di Venezia nel 1988. La Regione propose sulla scena artistica le competenze dello stabilimento siderurgico della DeltaCogne in collaborazione con artisti affermati, creando modelli in acciaio e ottenendo gli stessi risultati che in passato venivano prodotti in bronzo. Entrarono così nella collezione regionale altri dieci lavori di grandi artisti quali Cascella, Pomodoro, Ceroli, Roca-Rey, IevolellaPaladino.

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I lavori di restauro del Castello iniziarono dagli anni 2000 sotto un elaborato progetto dell’architetto Aldo Piccato, affrontando il difficile tema del riuso cercando di valorizzare e rendere più fruibile l’edificio conservando il più possibile la struttura originale. A seguire i lavori di recupero del monumento, sono iniziati anche quelli di allestimento museale seguiti da Salvatore Simonetti Roberto Pagliero di Torino. Vengono così realizzate 13 sale espositive con un percorso molto preciso per ogni sala. Al piano terreno e al primo piano sono esposte 160 opere selezionate e posizionate secondo un criterio che evidenzia periodi, movimenti creativi e singoli autori, presenti sia a livello internazionale che della Valle. Al secondo piano invece si trova un’esposizione a rotazione di opere fotografiche e di grafica, riunioni e conferenze. All’ultimo è locato anche il deposito delle opere non esposte, visitabile su prenotazione. Di vitale importanza è anche la sala didattica fornita di tutte le attrezzature necessarie nelle quali vengono organizzati laboratori, ricerche o programmi specifici di approfondimento.

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Il castello è ormai aperto da quattro anni e conta negli ultimi due anni un affluenza di circa 7700 persone all’anno. Di questa affluenza però la maggior parte è composta dalle attività scolastiche e dagli eventi organizzati durante l’anno che raggruppano scuole dall’infanzia alle superiori. Per ogni fascia di età vengono organizzati programmi specifici per avvicinare i giovani al mondo dell’arte, sia valdostana che contemporanea. La gestione del museo è di tipo “museo-ufficio”, definizione coniata da Daniele Jallà nel suo volume Il museo contemporaneo. Introduzione al nuovo sistema museale italiano del 2003. Il museo-ufficio riconosce alla direzione dei maggiori musei statali italiani “la qualità di uffici autonomi”delle Soprintendenze che assicura ad ogni museo una necessaria autosufficienza per ciò che concerne i servizi essenziali e il personale specializzato. Per questo motivo il museo è composto da diverse personalità specializzate selezionate dalla Soprintendenza Regionale e non presenta un proprio organigramma né un bilancio a fine anno. A causa dei pochi fondi disponibili per la pubblicità e la sponsorizzazione, il castello ancora fatica a farsi spazio tra le varie attrazioni montane che lo circondano e che ogni weekend porta turisti nella vallata.

Nonostante il personale sia soddisfatto dell’andamento del museo durante questi quattro anni di apertura,  si augura che in futuro il castello venga apprezzato maggiormente dai visitatori come museo di arte contemporanea e non solo come dimora storica.

Elisabetta Martinetti

© Castello Gamba (allestimento interno)

-foto Pallù, 2013

-Archivi Soprintendenza per i beni e le attività culturali Assessorato Istruzione e Cultura _RAVA

One thought on “Il Castello Gamba e il suo tesoro di arte contemporanea

  1. Quindi è meglio togliere i 35.000€?? Loro mi han detto che sono pochi!!! e non riescono a coprire tutte le spese per una più vasta sponsorizzazione :/

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