Edicola Radetzky: un ponte tra arte contemporanea e cultura popolare

Edicola Radetzky è un chiosco in stile liberty con un esotico tetto a pagoda, situato sulla Darsena, uno dei luoghi più amati dai milanesi, utilizzato nei primi anni del ‘900 per la vendita di quotidiani e riviste. Nella stessa area, mezzo secolo prima, vi era una struttura che accoglieva gli editti del governatorato Radetzky. Da qui il nome.

Oggi è stato convertito in spazio espositivo, sempre accessibile alla città grazie a illuminazione e apertura sempre attive, cambiando così lo spazio e il tempo di fruizione dell’arte: non più luogo chiuso e autoreferenziale, ma realtà capace di attrarre lo stupore e la meraviglia di un pubblico allargato.
Il restauro e la gestione del bene, sottoposto a vincolo paesaggistico, sono state affidate tramite un bando della Zona 6 del comune di Milano a Progetto Città Ideale, un’associazione finalizzata alla sperimentazione di nuove connessioni tra l’arte contemporanea e i luoghi della realtà quotidiana, fondata nel 2014 da tre artisti: Mirko Canesi, Fiorella Fontana e Stefano Serusi. I fondatori hanno affidato la direzione artistica dell’Edicola ad Andrea Lacarpia, già direttore a Milano di Dimora Artica. La sua volontà è quella di creare un’identità precisa per questo luogo particolare, un’unica narrazione che unisce le diverse mostre, che hanno durata mensile, tutti i mesi dell’anno, 24 ore su 24. A lui si deve l’intuizione di rendere la fase finale di restauro un progetto artistico,“Cantieri Radetzky”. Insieme, Lacarpia e Progetto Città Ideale, ci hanno raccontato il progetto.

Cantieri Radetzky, Edicola Radetzky Milano, 2015 (foto Liligutt Studio

Cantieri Radetzky, Edicola Radetzky, Milano. 2015 (foto Liligutt Studio)

 

Come hanno interagito artisti e restauratori nella fase di conversione dell’edicola?

Andrea Lacarpia:  L’attrito generato dalla convivenza nello stesso luogo della dimensione contemplativa dell’arte e della dimensione lavorativa del cantiere ha innescato una sorta di narrazione mitica in cui un nuovo immaginario s’imponeva oltre la fisicità del lavoro di restauro. Il restauro si è svolto nell’arco di tre mesi e gli artisti coinvolti, che hanno prodotto delle opere inedite appositamente per questo momento specifico, si sono occupati anche di lavorare concretamente alle varie fasi di recupero della struttura.

In che modo svolge il suo ruolo di direttore artistico e quale medium meglio si adatta allo spazio?

Andrea Lacarpia: Il mio ruolo è legato alla formazione di connessioni formali e semantiche tra artisti, opere, pubblico (specializzato e non), struttura dell’Edicola e finalità di Progetto Città Ideale. In questo processo è fondamentale l’utilizzo di modalità di comunicazione che facciano da legante tra i diversi progetti, creando un sottofondo di immagini e parole condivise.
Vista la particolarità della struttura, che si inserisce nella città come una teca vetrata sui quattro lati, è importante che gli artisti coinvolti abbiano un approccio site specific. La scultura e l’installazione sono i mezzi più adatti, ma anche la pittura se sviluppata con modalità installativa.

Daniele Carpi - L'imperatore era un vecchio, aprile 2016, particolare dell'installazione, Edicola Radetzky Milano (foto Maurangelo Quagliarella)

Daniele Carpi, “L’imperatore era un vecchio”. Aprile 2016. Particolare dell’installazione. photo credit Maurangelo Quagliarella.

Qual è l’identità dell’edicola, le sue finalità, cosa aggiunge alla città e come le opere dialogano con lo spazio circostante?

Andrea Lacarpia: Edicola Radetzky è fulcro di una sorta di narrazione che rimanda ad un altrove immaginale, in cui la realtà contingente non viene subita passivamente, ma viene elaborata per delineare i segni di un seducente immaginario condiviso che fa da ponte tra la produzione artistica contemporanea e la cultura popolare.
Le opere degli artisti non restano isolate, ma contribuiscono all’attivazione di processi di aggregazione collettiva, in una mitografia fatta di immagini, oggetti, azioni e parole, che forniscono alla città un nuovo sistema simbolico, legato alla contemporaneità, che nel contempo rinnova alcuni dei temi ricorrenti del linguaggio mitico di ogni epoca.

Mi parla del progetto Declinazioni dell’altrove e dei progetti in cantiere per il futuro?

Andrea Lacarpia: Declinazioni dell’altrove è il concetto alla base di Prima Stagione, un ciclo di mostre che avvia l’attività espositiva di Edicola Radetzky.
L’idea si basa su una visione dell’Edicola come tempietto dedicato alla rappresentazione metaforica degli elementi naturali: un altrove selvatico che, elaborato culturalmente, entra nella città come apparizione esotica. All’interno di Declinazioni dell’altrove, il 15 settembre si è inaugurata la mostra di Giovanni De Francesco, per la quale l’artista ha trasformato l’interno dell’Edicola in un ninfeo con una sorgente d’acqua.

Vincenzo Simone - Ho visto il sole basso macchiato di errori, giugno 2016, Edicola Radetzky Milano (foto Maurangelo Quagliarella)

Vincenzo Simone, “Ho visto il sole basso macchiato di errori”. Giugno 2016. Photo credit Maurangelo Quagliarella.

Le ristrette dimensioni sono un limite o una possibilità?

Andrea Lacarpia: La dimensione contenuta associata alla grande visibilità porta a percepire l’Edicola come un piccolo padiglione per l’arte, un’opportunità che consente agli artisti di condensare le proprie aree di ricerca portandoli alla creazione di un’opera particolarmente iconica.
Rispetto ai classici spazi espositivi, Edicola Radetzky crea un ribaltamento tra spazio chiuso e spazio esterno, per cui la città diviene uno spazio espositivo e l’Edicola è come una teca al suo interno, dentro alla quale si apre un’ulteriore dimensione spaziale infinitamente aperta: la dimensione dell’altrove.

Parliamo degli aspetti gestionali e di fundraising finalizzati alla riqualificazione dell’edicola, di come sia necessario pianificare la programmazione annuale di mostre, e sviluppare le linee guida per l’anno successivo con la definizione di assetti teorici e di sostenibilità economica del progetto…

Progetto Città Ideale: Edicola Radetzky si lega a tutta l’attività di Progetto Città Ideale nel suo farsi “dispositivo”, toccando il nostro interesse sia per i luoghi connotati, che per il supporto/display che costituisce il collegamento formale tra il luogo e l’opera, diventando metafora di ogni necessaria mediazione culturale.
L’Edicola non ha sinora usufruito di finanziamenti pubblici, anche perché non era previsto dal bando, pur non escludendo la possibilità di farne richiesta in futuro per progetti specifici. I privati che hanno dato supporto all’Edicola sono indispensabili, in particolare Enel Energia ha accompagnato ogni nostra attività, sia attraverso il sostegno economico che creando uno spazio appositamente progettato nel Punto Enel in via Broletto 44 a Milano, che in occasione di ogni mostra ospita un’opera dell’artista presente in Edicola.
Anche Cariplo ha patrocinato Edicola Radetzky permettendoci di gestire con maggiore stabilità la parte amministrativa della “Prima stagione”.
Durante il restauro l’associazione Casa Gialla e alcuni cittadini milanesi hanno dato più piccoli ma indispensabili contributi.

Spiaggia Radetzky, agosto 2016, Edicola Radetzky Milano (foto Maurangelo Quagliarella) (2)

Spiaggia Radetzky. Agosto 2016. Photo credit Maurangelo Quagliarella.

Come si svolge la collaborazione con altre istituzioni e con chi avete stretto partnership?

Progetto Città Ideale: Progetto Città Ideale oltre a rapportarsi con il Comune di Milano, e diventando già di per sé una realtà istituzionale, ha attivato una collaborazione con il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea e una partnership con Careof, a Milano. Con Careof ci sarà la possibilità di poter conoscere e integrare nelle nostre attività il lavoro di artisti internazionali per cui Careof è da molti anni punto di riferimento, nonché avere il supporto a garanzia della stabilità del progetto. Il Pac dal 15 ottobre e nei tre mesi successivi ospiterà in una sezione specifica dei suoi spazi Progetto Città Ideale con la mostra di Edicola Radetzky.
Ogni estate il Pac realizza una mostra sugli artisti di un territorio specifico, e metteremo a disposizione l’Edicola per ospitare un’opera site specific di uno degli artisti coinvolti. A luglio abbiamo avuto come ospite Luis Gómez Armenteros, proveniente da Cuba.

C’è l’idea di andare oltre gli spazi dell’edicola?

Progetto Città Ideale: Prossimamente al PAC verrà presentata la rigenerazione di Edicola Radetzky vista come mitografia contemporanea, in una mostra che comprenderà alcune opere, materiale informativo e display progettati appositamente. Inoltre, c’è la volontà di portare l’Edicola anche ad essere un HUB che metta in collegamento ulteriori situazioni e iniziative attivate in altre zone della città, in una sorta di continua espansione e dislocazione dalla Darsena ad altri luoghi.
Abbiamo in programma di aprire una nuova sede a Milano già nella primavera del 2017, uno spazio espositivo sperimentale nella zona ovest che ospiterà mostre a cadenza stagionale.

 

Emanuela Russo

In copertina: Immagine promozionale per la conferenza stampa di presentazione di Prima Stagione tenuta al PAC.

 

 

 

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