The Pool: l’Australia alla Biennale di Venezia 2016

La quindicesima edizione della Biennale Architettura di Venezia – dal 28/05 al 27/11- riporta col suo tema Reporting from the front come è nata la domanda di architettura. Il confronto è con la società civile e l’ambiente: come si sono espressi i desideri e le necessità abitative e quali processi logici e istituzionali sul territorio sono stati attuati.
L’architettura è un bene pubblico, così come la Biennale: parla a tutti i possibili responsabili delle azioni con le quali si realizza la nostra vita. È necessario uno sguardo più ampio e bisogna condividere storie riguardo i miglioramenti territoriali di dove si stanzia la vita, afferma il curatore Alejandro Aravena.

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Schema delle tematiche per affrontare le battaglie alla Biennale Architettura 2016, Alejandro Aravena.

L’installazione multisensoriale The Pool del padiglione Australia rappresenta l’integrazione tra architettura e ambiente circostante, come ispirazione e missione, comunicando attraverso il luogo della piscina, che si fonde col territorio, un forte elemento di identità culturale per la comunità australiana. È un ritratto di forte impatto nella vita sociale: consolida le comunità, crea uno spazio di integrazione e luoghi sociali democratici per accorciare le differenze culturali.

 

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Padiglione Australia – The Pool di Aileen Sage e Michelle Tabet

Il contesto narrativo, sia come piscina in quanto luogo di vita che come spazio espositivo,  è più ampio e meno superficiale di quanto potrebbe sembrare: riguarda la definizione dei concetti di città, urbanizzazione e società.
L’idea dello spazio pubblico è molto radicata nella cultura australiana: l’architettura deve tornare a dialogare con le comunità e a confrontarsi con complesse tematiche geopolitiche.

La piscina delimita un bordo sociale ed uno personale: è questa concezione di bordo che vuole essere esplorataThe Pool è un ponte tra le persone, un luogo: un tipico spazio pubblico australiano dove si intreccia personale e comunitario. Identifica dunque sia un vincolo fisico, ma anche una frontiera individuale, spiegata, attraverso la lente della piscina, da otto storytellers australiani d’eccezione – il musicista Paul Kelly, gli olimpionici Ian Thorpe e Shane Gould, l’attivista Hetti Perkins, i designers Romance was born, lo studioso Tim Flannery e gli scrittori Christos Tsiolkas e Anna Funder.
In Australia le piscine sono vere e proprie istituzioni sociali; hanno però alti costi di manutenzione e richiedono operazioni intensive, e questo implica che le piscine non resistono alla prova del razionalismo economico. Ciononostante ne vale la pena, perché  è ben più di quello che sembra: è un luogo significativo di valore comune.

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Padiglione Australia

The Pool dunque si identifica come un public asset territoriale, una piattaforma sociale e centro di dibattito sui valori che sottostanno alla comunità. L’obiettivo futuro sarà dunque creare luoghi pubblici culturalmente potenti, una architettura accessibile ai molti e non più per pochi.

Giulia Sorci

 

Photo credits

http://www.domusweb.it

– wp.architecture.com.au

– © 2016 The Design Files

 

 

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