Unicredit Art collection through Pixel Waves

È appena iniziata la seconda edizione di Lo Sguardo di…, la rassegna dedicata alle opere della collezione d’arte Gruppo Unicredit all’interno dello Unicredit Pavilion a Milano, che quest’anno presenta la mostra Onde Pixel di Miguel Chevalier (fino al 28 agosto).

La mostra nasce dall’incontro tra l’artista e le opere della collezione Unicredit che conta circa 60.000 pezzi d’arte moderna e contemporanea tra dipinti e fotografie, in parte acquisiti  dalle raccolte delle banche che nel tempo sono confluite nel Gruppo. Per ogni realtà bancaria che è stata assorbita da Unicredit, le opere d’arte che erano in collezione sono sottoposte ad un efficace sistema di conteggio, inventario, catalogazione e archiviazione digitale. La nascita di una collezione d’arte conferma la filosofia di pensiero del Gruppo, ovvero intendere la cultura  come  leva di sviluppo: obiettivo è di porsi in dialogo costante con gli stakeholder e, in una logica di sistema, realizzare con loro progetti di valore per i quali implementano le competenze progettuali, tipiche dell’impresa. Il saper fare impresa si traduce in questo caso nel fare cultura.

Composta da opere di arte moderna e di artisti storicizzati, negli ultimi anni la collezione si è arricchita di produzione di arte contemporanea, di artisti viventi e proattivi.  Un posto speciale, al suo interno, è stato dedicato alla fotografia sia storica che contemporanea con oltre 4000 opere, in particolare alla collezione “Fotografis” ospitata al Museum der Moderne di Salisburgo, che comprende oltre 400 fotografie delle origini agli anni Settanta.

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Janus scultura in plexigas di Chevalier tra le opere di Mimmo Jodice. Courtesy of Press Office Unicredit

Oggi è una tra le maggiori collezioni corporate in Europa, nata dalla passione per l’arte che storicamente ha contraddistinto l’impegno delle banche e il forte legame con il territorio e fortemente orientata alla valorizzazione attraverso progetti espositivi, prestiti di opere e produzioni di mostre in collaborazione con realtà museali internazionali. La collezione viene gestita in sintonia con la corporate identity di Unicredit, ovvero un riconoscimento al territorio ospitante attraverso azioni culturali e costituzione di luoghi di pubblica fruizione ed utilità.

L’8 agosto 2015 il Gruppo Unicredit ha dato uno spazio fisico alla collezione, consentendo  al pubblico di fruirne gratuitamente e sempre in una chiave innovativa, fresca e seducente poiché le opere non sono permanenti all’ interno della struttura.

Si tratta del Pavilion in piazza Gae Aulenti a Milano, progettato  da Michele de Lucchi: un padiglione che ha la forma di un seme piantato in un luogo fiorente e fervente della realtà milanese, rivolto alla città e alle persone, con particolare attenzione ai giovani, e che ha come scopo la diffusione di cultura protesa alla costante ricerca, alla sperimentazione e all’innovazione. La struttura è versatile sia architettonicamente, sia progettualmente; infatti, nel suo auditorium si è svolta una rassegna jazz, il Crescendo in Nota della Filarmonica della Scala e il Festival Internazionale del Documentario.  

Apertura, inclusione, sperimentazione e innovazione sono temi chiave per Unicredit Pavilion e sono trasmessi in tutte le manifestazioni che organizza. Nel caso attuale di Onde Pixel, tali principi sono stati interpretati in maniera completa e avvincente da Chevalier, come sostiene Serena Massimi, Head of Unicredit Pavilion, Events and Art Management.

Lo sguardo di un artista eclettico e innovativo come Miguel Chevalier ha selezionato venti opere della collezione in un dialogo che pone lo spettatore al centro dell’osservazione. Accuratezza alla ricerca di vocabolari visivi e di riferimenti simbolici  hanno ispirato Chevalier e la sua elaborazione.

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Onde Pixel. Courtesy of Press Office Unicredit

Castellani, Schifano, Vasarely, Barbieri, Veronesi, tra gli altri artisti della raccolta, hanno dato alcuni motivi del caleidoscopio infinito Onde Pixel che si amplia a ogni occasione, fagocitando tutti i sistemi simbolici della nostra cultura. L’artista ha dichiarato di aver scelto opere che  hanno consentito di approfondire il suo interesse per gli effetti ottici e il cinetismo dell’immagine. Luigi Veronesi è stato un riferimento obbligato in Onde Pixel per la continua convivenza tra arte e musica, sinestesia che assume un ruolo cruciale nell’installazione, grazie alla collaborazione di Jacopo Baboni Schilingi, musicista con il quale collabora da quindici anni.

Onde Pixel,dunque, è  un’installazione pavimentale di forme e disegni digitali relativi alle opere della collezione, ma trasformabili e mutanti con il passaggio del visitatore. Il pixel è l’elemento minimo che compone un’immagine digitale e nasce da un codice binario, cioè un’astrazione linguistica che fa di ogni immagine un flusso di dati che non ha mai una configurazione stabile, bensì per essere fruita deve essere performata: un’opera immersiva e partecipativa che esiste grazie a chi la vive.

Chevalier definisce le sue opere come espressione del mondo contemporaneo: i suoi sono pensieri digitali in cui l’uomo è presente sia come metro di riferimento sia come fulcro da cui l’immaginario dell’installazione sembra emanare. Lo spazio del Pavilion si è convertito in una camera oscura adattata al medium prediletto della proiezione che abbatte le pareti e le trasforma, dove l’unico vero attore protagonista è lo spettatore.

UniCredit si rivela quindi un grande network, non solo finanziario, collaborando con prestigiosi musei e Istituzioni nei paesi in cui è presente, e partecipando attivamente nel consolidamento della cultura anche contemporanea.

Uno dei primi esperimenti in questo senso è stato, nel 2009, PastPresentFuture, una mostra itinerante partita da Vienna, quella che il gruppo definisce città cerniera, passando per Verona e approdando infine ad Istanbul. Nella primavera del 2011, invece, una selezione di ottanta opere è stata presentata al MARTa di Herford nella mostra Things are Queer, mentre l’anno successivo opere della collezione sono giunte in Polonia al CoCA di Torun per la mostra People and the City , un viaggio artistico attraverso settanta opere dalla UniCredit Art Collection. Nel 2014 le opere raggiungono  Mosca nella mostra Facts and Figures  e Bologna con l’esposizione La Grande Magia.

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