Bergamo si rinnova con il MICA mercato

 

Si è svolta a Bergamo il 23-24 luglio la prima edizione del MICA mercato, un progetto di Utopia s.r.l. che si propone di creare posti lavoro attraverso nuove forme di attività culturale, permettendo a giovani, volenterosi e intraprendenti, di mettersi alla prova in un ambiente alternativo. MICA “è un mercato fertile, dinamico e non tradizionale che accoglie i cittadini, i produttori e le organizzazioni per riscoprire e far accrescere l’identità culturale di Bergamo attraverso Musica, Intrattenimento, Cibo e Arti. Stimolando il dialogo e lo scambio unitario, MICA unisce le persone, creando coesione e sinergia, portando la città in vita. MICA è chi lo vive”. Così gli organizzatori hanno pensato questa nuova realtà sociale. Il MICA, quindi, vuole essere un mercato dinamico che permette di riscoprire i luoghi dimenticati della città per rivalorizzarli.

“Organizzare questo evento per alcuni giorni in una fabbrica, chiusa da quarant’anni, vuol dire rileggere completamente quel luogo, che passa da sito di attività di produzione a spazio di attività culturali, ricreative e di aggregazione” afferma Alberto Cattaneo, amministratore delegato e presidente di Utopia s.r.l. “Tale rilettura potrebbe permettere un interesse rinnovato, anche in termini di investimento, per quello stesso spazio”. L’obiettivo del MICA è tornare nelle piazze, nelle strade, riappropriarsi dei siti dismessi e meno frequentati della città tramite queste iniziative.

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Per ogni rivalorizzazione del posto che Utopia si propone di svolgere, si presenta la necessità di compiere una ricerca sull’identità del mercato che caratterizza quel luogo specifico, ma anche un’indagine sulla città all’interno della quale si intende intervenire. Per la prima edizione del MICA mercato è stato scelto lo spazio Edoné, un ex cimitero abbandonato di Redona rimesso a nuovo a seguito della vittoria di un bando comunale durato sei anni, dal 2010 al 2016. Utopia è stata poi riconfermata nella gestione dello stesso, a marzo di quest’anno, per una durata di altri otto anni. In linea con l’idea di creare una grande corporazione, la società infatti ha cambiato la propria ragione sociale, da s.n.c. a s.r.l, con l’obiettivo finale di diventare una benefit corporation. Il reinvestimento dell’utile rimane, comunque, uno degli scopi dell’impresa al fine di creare nuove proposte culturali, quali il Mica mercato.

Durante l’evento, MICA offre una serie di attività che si legano a quattro macroaree e dalle quali nasce l’acronimo stesso: musica, intrattenimento, cibo e arti. L’identità visiva è data dall’incrocio delle varie aree che lasciano al centro uno spazio bianco, il MICA. Il concetto di piazza, sul quale si costruisce l’intera idea del MICA mercato, si ricollega alla possibilità offerta al partecipante di scegliere il proprio percorso fra le varie attività proposte e inerenti alle quattro macroaree.

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Una delle proposte laboratoriali che si inseriscono all’interno della macroarea “Arti”, ha coinvolto lo street artist Roberto Ciredz che ha creato, insieme agli iscritti, un’opera in situ rimasta allo spazio Edoné.

Giulia Banchieri

Giorgia Perin

 

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