Deutsche Bank e il collezionismo aziendale

Come si sviluppa il collezionismo aziendale di una banca e per quale motivo una banca dovrebbe investire in arte ? Sono queste alcune delle domande che abbiamo posto a Federica Iaia, Communication & Corporate Responsibility presso Deutsche Bank Milano (Piazza del Calendario 3) che possiede una delle più importanti collezioni corporate al mondo. La collezione, che nasce negli anni Settanta da un’idea di un consiglio d’amministrazione “illuminato”, conta oggi circa 60.000 opere d’arte contemporanea su carta sparse nelle 800 sedi della banca. Soltanto nella sede di Francoforte si contano più di 5000 opere, di cui molte fotografie, esposte nelle due torri di Taunusanlage, simbolo della sede e della città, ristrutturate nel 2011 dallo studio Mario Bellini Architects, nelle quali ad ogni artista è stato dedicato un piano. “Grazie al prezzo ridotto rispetto ad altri supporti e alla minore necessità di manutenzione, le opere su carta, che rispecchiano il vero spirito della creatività, costituiscono il topic della nostra collezione” ci spiega Federica Iaia. Soltanto in Italia nelle sedi di Milano e Roma già all’inizio del 2007 la collezione contava più di 200 opere, a oggi sono più di 500. “In Italia non esiste una figura o un team destinato a un lavoro di ricerca e sviluppo di progetti volto all’acquisizione e all’esposizione di opere, mentre a Francoforte troviamo i Global Head Of Art e il suo team” ci dice Iaia. Il motto della collezione, ART WORK, ART QUESTIONS, ART TRASCEND BORDERS, si propone di trovare soluzioni innovative per la fruizione delle opere allestite nei luoghi comuni della sede di Deutsche Bank non soltanto per coloro che gravitano all’interno della struttura ma anche per il pubblico esterno. Ad accompagnare i visitatori alla scoperta della Deutsche Bank nei giorni dell’Open Day sono guide specializzate, esperti d’arte e dipendenti che trasformandosi in “Ciceroni per un giorno” raccontano la collezione dal punto di vista di chi la vive tutti i giorni. La banca si propone, nel caso delle sedi di Milano e Roma, di acquisire opere principalmente di artisti italiani come Moira Ricci, Marcello Maloberti, Gabriele Basilico, tra i tanti. Questo per sostenere il tessuto del paese attuando una poetica di Corporate Responsibility che vede l’istituzione restituire valore al cittadino. Tra le opere della collezione cinque sono state realizzate appositamente per la sede di Milano.

 

lara favaretto

Lara Favaretto, Una delle tante, 2007 Courtesy: Rcs Mediagroup S.p.A

Si tratta di X-Flag, un’installazione al neon di Patrick Tuttofuoco, (2007) – spesso spenta per una politica interna di sostenibilità dell’ambiente – posizionata nel salone di ingresso, presto diventata il simbolo dell’edificio. Sempre nella hall troviamo un’opera di Alberto Garutti, Cosa succede nelle stanze quando gli uomini se ne vanno ? Opera dedicata a tutti coloro che qui si incontreranno (2006) prestata al Pac (Padiglione di Arte Contemporanea di Milano) per la mostra “Alberto Garutti. Didascalie” – 2012/2013- curata da Paola Nicolin e Hans Ulrich Obrist. Piccola giungla concreta di Roberta Silva (2007), Una delle tante di Lara Favaretto (1999-2007) e il murales Mare Nostrum

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Patrick Tuttofuoco, X-Flag, 2007 Courtesy: Paolo Valenti

(2004-2007) di Luca Vitone, sono le altre installazioni site specific. Le opere della collezione, acquistate principalmente in galleria e raramente all’asta, non superano generalmente il prezzo di acquisto compreso tra i 5.000 – 8.000 euro anche se, come afferma Federica Iaia “non esiste un budget fisso e predefinito”. Inoltre non essendoci l’intenzione di vendere le opere, se non in rari casi, la Deutsche Bank non ha interesse alla valutazione del patrimonio artistico in suo possesso del quale infatti non abbiamo una stima precisa, né l’aumento del loro valore negli anni. Novità in arrivo? L’uscita del catalogo della collezione di Deutsche Bank, edito da Skira, che sarà pubblicato tra Luglio e Settembre.

 

Vanessa Ghio

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