Interattività e multimedialità: così il Mudec racconta l’evoluzione umana

Homo Sapiens. Le nuove storie dell’evoluzione umana è la mostra proposta dal Mudec, in apertura il 30 settembre 2016 fino al 26 febbraio 2017, curata da Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, e Luigi Luca Cavalli Sforza, genetista ed antropologo. L’esposizione raccoglie ricerche scientifiche multidisciplinari di genetisti, linguisti, climatologi e paleoantropologi, per raccontare l’origine del genere umano attraverso lo spazio ed il tempo.

La mostra itinerante, alla sua quarta tappa dopo Roma, Trento e Novara, verrà accolta negli spazi del Museo delle Culture in un’edizione rinnovata e arricchita dai reperti etnografici della collezione permanente.
L’intento dei curatori è quello di comunicare i contenuti della scienza ed il suo metodo attraverso una narrazione multimediale ed interattiva, con valenza anche didattica.

Dimentichiamo l’immagine della catena evolutiva lineare. Pievani propone una tesi controintuitiva più complessa e completa, un “albero cespuglioso” che rappresenta il processo di diversificazione delle specie umane. La nuova storia dell’evoluzione è un racconto di diversità,  migrazioni ed espansioni. Il nostro genoma non è puro: l’Homo Sapiens non è frutto di una evoluzione progressiva e lineare, ma in lui convivono specie diverse nate da incontri preistorici di tipo differente, stratificati nel tempo e nello spazio.

“C’è sempre qualcuno più nativo di te”, dice Pievani. L’insieme di donne e uomini che popolano oggi la Terra ha un’origine comune: non si parla più di razze, non siamo poi così distanti l’uno dall’altro. Discendiamo tutti da una piccola popolazione stanziata in una valle etiopica, e in 50-60 mila anni non ha avuto abbastanza tempo per diversificarsi.

Come raccontare al pubblico un insieme di ricerche scientifiche attraverso una mostra? L’esperienza di Pievani negli Stati Uniti è stata fondamentale. L’American Museum of  Natural History di New York, dove ha svolto il dottorato di ricerca, ha cambiato il suo approccio alla divulgazione: la ricerca deve uscire dalla sua torre d’avorio per essere raccontata e condivisa in modo interattivo ed emozionale. “Comunicare è il dovere civico e democratico della ricerca”, sostiene con passione il filosofo.

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Immersione a Laetoli, vista della mostra Homo Sapiens. La grande storia della diversità umana, Roma, Palazzo delle Esposizioni, novembre 2011-febbraio 2012.

 

Il percorso della mostra proporrà sale immersive in cinque sezioni. Il visitatore potrà confrontare diversi linguaggi espressivi: oggetti originari – fossili, manufatti, calchi morfologici – ricostruzioni di scenari, mappe interattive, video, luci e suoni, pannelli esplicativi semplici e sintetici per un coinvolgimento diretto ed emotivo continuo. Il progetto include inoltre laboratori didattici per bambini con l’obiettivo di stimolare la discussione nell’interpretazione dei reperti preistorici.

 

Giulia Sorci

Francesca Furini

 

Photo:

http://www.homosapiens.net/galleria-fotografica/lang/it/

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