Thomas Hirschhorn ad Art Basel 2016

Thomas Hirschhorn (1957) continua a provocare e scioccare il suo pubblico. Anche ad Art Basel, dove sono stati esposti i suoi lavori più recenti sulla tragedia dei migranti. Temi attualissimi affrontati con una tecnica da sempre privilegiata dall’artista, quella del collage, scelta per questa edizione dalle gallerie, sia per presentare le ultime creazioni, sia per andare incontro alle possibilità di collezionisti ed istituzioni.

Fra gli artisti più rilevanti del panorama contemporaneo, l’artista svizzero ha rappresentato la sua nazione alla Biennale di Venezia del 2011 con l’opera Crystal of Resistance (2011). Noto per le forti implicazioni politiche delle sue opere e per l’impegno sociale, intende la provocazione come strumento indispensabile dell’arte.

Nonostante le idee contrarie alle logiche del mercato dell’arte, Hirschhorn scende a patti con questo mondo, rinunciando alla sua iniziale scelta di non partecipare alle fiere. È da pochi anni che i suoi lavori sono presenti anche ad Art Basel, grazie alla spinta dei galleristi, sebbene non si tratti di opere realizzate ad hoc. Hirschhorn infatti preferisce lavorare con le istituzioni, ma collabora anche con importanti gallerie internazionali come Chantal Crousel, Alfonso Artiaco, Barbara Gladstone, Stephen Friedman. I prezzi proposti dalle gallerie, sopra i 100 mila euro, sono significativamente più alti rispetto a quelli delle aste, fra i 5000 e i 50 mila. Questo non vale per i collage, che hanno un prezzo variabile soprattutto a seconda delle dimensioni.

Ad Art Basel 2016 Alfonso Artiaco presenta Easycollage n° 9, un collage del 2014 di grandi dimensioni (264 × 349 cm) in vendita a 40 mila euro (iva esclusa), già esposto l’anno scorso al MAN di Nuoro in una mostra monografica. Si tratta di un’opera realizzata su carta in cui i singoli fogli sono assemblati con del nastro adesivo. Immagini tratte dal mondo dell’alta moda sono accostate a scene di corpi morti distesi e avvolti in coperte colorate. Moda e guerra, sensualità e violenza, così Hirschhorn crea potenti ossimori. I collage di piccola dimensione rimangono invece i più accessibili, in vendita a 15 mila euro, come quelli presentati da Chantal Crousel di 47 × 27 cm. Si tratta di Pixel-Collage, realizzati nel 2015 ed esposti per la prima volta dalla galleria francese nel gennaio 2016. Moda e guerra costituiscono nuovamente il binomio su cui lavora l’artista, ma la parte riconoscibile rimane solamente quella di corpi straziati, mentre l’altra è un’indistinta nebulosa di pixel.

Questi ultimi collage sono esposti anche in alcune mostre, come Exquisite Corpse (fino al 2 luglio) nel centro The Mistake Room a Los Angeles. Sono inoltre presenti nella mostra intitolata And now the good news al LAC di Lugano (fino al 15 agosto) . Proprio in collaborazione con il LAC, il Corriere della Sera ha realizzato un progetto curato da Elio Schenini (curatore del MASI di Lugano) apparso domenica 5 giugno nel supplemento “La Lettura”, che ha dedicato le pagine interne all’artista. Un vero e proprio giornale nel giornale, in cui Hirschhorn ha mostrato 16 collage composti ogni giorno tra il 1° e il 16 maggio partendo da immagini pubblicate sul Corriere della Sera.

L’Italia sta mostrando grande interesse per l’artista, come dimostrano le scelte dell’imprenditore e collezionista bolognese Enea Righi. La sua collezione di arte contemporanea è ora in mostra a Palazzo Fortuny a Venezia (Quand fondra la neige, où ira le blanc, fino al 10 ottobre). Hirschhorn è presente con Break-Through del 2013, un’installazione che simula lo sfondamento del soffitto. L’opera era stata venduta al collezionista da Alfonso Artiaco, quotata fra gli 80 e i 100 mila euro. Le installazioni e le sculture di Hirschhorn, di grandi e piccole dimensioni sono più costose rispetto ai collage: ad esempio l’opera Tool Vitrine esposta da Artiaco ad Art Basel 2015 era in vendita a 90 mila euro.

Francesca Furini

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