Islanda ad Art Basel 2016

Anche se rappresentata da un’unica galleria islandese, i8 Gallery, nel suo piccolo stand ha saputo ricreare l’atmosfera minimal e naturale del paesaggio nordico ad Art Basel 2016.

La galleria è stata aperta nel 1995 e da allora rappresenta una meta di riferimento per gli artisti e gli appassionati d’arte contemporanea di tutta Europa. A conferma di ciò si segnala la presenza in diverse esposizioni di un artista del calibro di Olafur Eliasson (1967).

Da diverso tempo si è cercato di dare un’impronta decisamente internazionale, tramite diverse partecipazioni alle più importanti fiere di settore: Art Basel di Miami, Market di Stoccolma, The Armory Show di New YorkThe Armory Show di New York, Chart di Copenhagen, Zona Maco di Città del Messico. Limitata la presenza nelle fiere di settore italiane: da segnalare soltanto la partecipazione a Torino per Artissima.

L’approccio seguito è sempre più improntato ad un mix eclettico di artisti islandesi e internazionali contemporanei, rappresentativi di un mondo in costante crescita.

Di forte impatto all’interno dello stand della Galleria è l’estetica adottata: infatti come riferito dal direttore e proprietario Börkur Arnarson, l’idea centrale è quella di ricreare un vero e proprio paesaggio, che possa essere sempre più scoperto ed apprezzato con l’avvicinamento fisico allo stand. Importante è anche la scelta dei colori e della composizione, con la ricreazione di un paesaggio nordico, tipicamente Islandese.

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Uno degli artisti contemporanei islandesi più conosciuti è sicuramente Birgir Andrésson (1955-2007).  Alla base dei suoi lavori è l’unione di concetti ed idee utili per esplorare gli aspetti della cultura islandese e dell’identità nazionale. Nello stand è stata esposta l’opera “All this and the earth as well” (2006), che ricopre un’intera parete dello stand, creando un effetto block of color.

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Altro artista in esposizione è Ragnar  Kjartansson, già famoso al pubblico italiano per aver esposto all’Hangar Bicocca l’opera “The Visitors” nel 2013. Quest’anno partecipa ad Art Basel con due opere, la prima “Seul celui qui connait le désir” (2015), divisa in diversi pezzi, che ricrea l’impatto di diversi iceberg, utilizzando la pittura su compensato. La seconda è “Scenes from Western Culture” (2015), una video installazione già presentata al Palais de Tokyo a Parigi. L’opera imita i set cinematografici con dei ritratti idilliaci, che allo stesso tempo celebrano e deplorano i desideri prodotti dalla cultura occidentale.

 

Per ricreare la stessa immagine terrestre, sono state scelte due opere di Ragna Robertsdottir (1945). Untitled (1986) e Untitled (1989) rispecchiano la predisposizione dell’artista al minimalismo e all’utilizzo di materiali naturali come la pietra lavica, ardesia e lino.

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Il pittore scozzese, Callum Innes (1962), si discosta dalle tematiche naturali.“Untitled No.8 2016 Vine Black” (2016) una tela dipinta con due colori diversi è una delle opere più apprezzate dello stand. Artista di punta Innes  è attualmente esposto presso la sede della galleria islandese fino al 6 agosto .

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Egill  Sæbjörnsson (1973) presenta forse la più particolare opera dello stand “The creature behind the drawing” (2016). L’artista ricrea l’atto della scrittura, ma nega la mano dell’autore, tant’è che le parole sembrano fuoriuscire dalla matita autonomamente.

Nonostante l’arte islandese non registri purtroppo ancora grandi numeri in termini di valore commerciale, il price range è fissato tra i 6000 e i 18000 euro, l’arte scandinava della Galleria i8 riesce a varcare gli stretti confini nazionali, venendo apprezzata anche da collezionisti europei ed internazionali.

A conclusione della fiera il direttore generale della galleria Börkur Arnarson, afferma che la maggior parte degli acquisti sono stati effettuati nei primi giorni mentre nel fine settimana hanno visitato lo stand prevalentemente curiosi, scarsamente interessati all’acquisto finale. I grandi numeri quindi confermano il grande successo dell’arte islandese ad Art Basel 2016.

 

Esther Ragnoli

© Photo credit of i8 Gallery, Reykjavik

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