Il tema del mercato dell’arte a Basilea

13493427_10208522649336201_2022224604_oDal 16 al 19 di giugno si è tenuta come da consuetudine la fiera di arte contemporanea svizzera, Art Basel, che quest’anno ha festeggiato il suo 46° anniversario. Quest’anno alcune gallerie hanno deciso di proporre al pubblico delle opere che affrontavano il tema del mercato dell’arte in chiave critica, noi le abbiamo intervistate.

La galleria  Skarstedt ha proposto un’opera di David Fischl, The Wall (2016), in cui è rappresentata una coppia che si trova di spalle ad un quadro, alludendo così alla poca importanza che a volte i collezionisti danno alle opere d’arte, l’opera ha un valore che si aggira intorno ai 500.000 $.

Le opere della sezione Unlimited sono Secondary degli artisti Elmgreen & Dragset, prodotta nel 2015 e portata a Basel da Galeria Helga de Alver. Secondary si presenta come un’istallazione in una stanza, all’interno della quale vi sono due podi di battitori speculari e delle sedie nere collocate davanti a questi. Non c’è nessun battitore ma solo l’eco delle loro voci che gridano, senza tregua, nomi e numeri.
In quest’opera i due artisti hanno voluto porre l’accento proprio sulla mercificazione delle opere del mercato secondario da parte delle case d’asta, che alimenta il gap tra valore culturale e valore economico. Il valore dell’opera è di 200 mila euro.
La Galeria Helga de Alver ci spiega inoltre che sceglie gli artisti in base a quanto tempo questi sono stati esposti, preferendo artisti più noti e in secondo luogo premendo su artisti spagnoli, a Basel nel suo stand quest’anno ha scelto di offrire al pubblico le opere di un solo artista spagnolo, il price range è fra i 12 ed i 38 mila euro, c’è stata una buona risposta da parte del pubblico nonostante abbia deciso di esporre la produzione di un solo artista.

David Nolan Gallery e Galeria Plan B, rispettivamente di New York e di Berlino, entrano ad Unlimited con l’opera Palimpsest di Ciprian Muresan.
Si tratta di una composizione realizzata attraverso la sovrapposizione di quindici grandi  disegni delle copertine delle riviste di Artforum, che hanno lo scopo di documentare la storia dell’arte contemporanea
La Galleria Plan B ci racconta che quest’opera è frutto di una stretta collaborazione tra le gallerie e l’artista, infatti una volta che questa è stata realizzata è stata subito proposta al curatore di Unlimited.
Il costo dell’opera è di 2.500.000 euro, tuttavia nonostante la somma sia ragguardevole e la trattativa è piuttosto lunga, ci sono diversi musei interessati. La presenza di quest’opera nella sezione Unlimited ha giovato alla Galleria stessa in termini di ricaduta di immagine, perché molti visitatori dopo aver visto Palimpsest hanno chiesto delle informazioni sul portfolio della galleria Plan B, recandosi nel suo stand per acquistare oggetti anche più piccoli.

Hans Op de Beeck realizza The Collector’s House, proposta dalle gallerie Marianne Boesky Gallerie di New York, Galleria Continua di San Gimignano e la galleria viennese Krinzinger.
Si tratta di una grande stanza, un salotto dove c’è un piano, una biblioteca e delle teche con opere d’arte, sparse per la stanza ci sono anche sculture, disegni ed un laghetto con delle ninfee, ma troviamo anche i resti di pasti di fast food e mozziconi di sigarette sparsi per l’ambiente, modelle a petto nudo che indossano soltanto un paio di jeans con delle cuffie nelle orecchie. Tutta l’opera è realizzata con del gesso grigio, è tutto pietrificato come se ci si trovasse dentro la città di Pompei. È questo il modo in cui Op de Beeck rappresenta la casa dei collezionisti.
L’opera ha un valore così elevato che al momento la galleria ha preferito mantenere il dato riservato ma ci ha rivelato che ci sono molti acquirenti interessati, in particolare i privati. Ha avuto un ottimo feedback da parte del pubblico, come si poteva notare dalle code che i visitatori facevano per entrare all’interno della Collector’s House.

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Roberta Giuliano

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