Art Basel 2016: Il bilancio delle gallerie italiane

Si è appena conclusa l’edizione 2016 di Art Basel, qual è stata l’esperienza delle gallerie italiane presenti quest’anno?

Tutti concordi nel confermare Basilea come la fiera più importante al mondo per l’arte moderna e contemporanea. “La qualità è ancora più alta rispetto al 2015” ci dicono alla Galleria Tega di Milano dove l’allestimento dello stand è stato studiato con grande cura. L’attenzione è stata focalizzata sui grandi artisti italiani quali Alberto Burri (1915-1955), Alighiero Boetti (1940-1994), Lucio Fontana (1899-1968), Piero Manzoni (1933-1963) con prezzi che oscillano tra 100mila-1 milione di euro. Tra le opere presentate un importante lavoro di Pistoletto (1933) del 1962 in cui l’artista ritrae la moglie Maria seduta su uno sgabello con l’espressione assorta.

<i>YOUNG MAN</i><br />
2014<br />
Wood<br />
Cm 160 x 142 x 138

Per la Galleria Tucci Russo “L’innalzamento della qualità è da legare alla flessione del mercato che ha spinto tutti a evitare speculazioni anche per far fronte ai grandi esborsi per la partecipazione ad Art Basel”. I lavori presentati disegnavano un percorso artistico dagli anni ’60 a oggi tra i quali spiccava una scultura lignea di Tony Cragg (1949), col quale la galleria collabora dal 1984, che testimonia la varietà dei materiali utilizzati dall’artista.

“È nella sezione Unlimited che c’è stato un ulteriore salto di qualità”, questa l’opinione della Galleria Alfonso Artiaco di Napoli, dove si dicono soddisfatti delle reazioni avute dai collezionisti riguardo alle opere esposte. Un’opera dell’artista statunitense Rita McBride (1960) ha ricevuto anche l’interesse da parte di un’istituzione austriaca.

La Galleria Lia Rumma partecipava a Unlimited con un’installazione di Gilberto Zorio (1944) incentrata sulla diffusione del suono, l’eco e la sua dispersione. “Ci fa molto piacere il riscontro di pubblico ottenuto a Unlimited” dove il lavoro presentato ha destato l’interesse di numerose istituzioni sia italiane sia straniere. Nella sezione Feature la galleria ha presentato Dormiveglia, un’installazione di Ettore Spalletti (1940) composta da otto elementi in impasto di colore e foglia d’oro. Le quotazioni per l’artista partono da 50mila euro.

Altra galleria presente nella sezione Feature era Tornabuoni con tre lavori di livello museale di Salvatore Scarpitta (1919-2007) inerenti alla sua ricerca sulle auto da corsa, quotati tra 500mila-1 milione di euro. Per la sua seconda partecipazione ad Art Basel ha anche presentato nella sezione Unlimited la storica installazione Encyclopaedia Britannica di Emilio Isgrò (1937), in cui le cancellature ridanno forza e potere alle parole.

https://i2.wp.com/www.collezionedatiffany.com/wordpress/wp-content/uploads/2016/06/isgro.jpg

https://i2.wp.com/fortuny.visitmuve.it/wp-content/uploads/2015/03/Fausto-Melotti-Scultura-n.-24-1935.jpg

Si dice soddisfatto Filippo Di Carlo della Galleria dello Scudo  di Verona. “È stata un’edizione meno sparkling ma più meditativa e riflessiva”, i collezionisti che hanno comprato sono stati americani e italiani. Vivo anche l’interesse da parte di fondazioni private italiane. Importante l’investimento fatto per partecipare alla fiera che si aggira tra i 130mila-150mila euro. “Abbiamo stabilito i record mondiali per Carla Accardi (1924-2014) e Leoncillo (1915-1968)” sostiene il gallerista. Inoltre sono state vendute opere di Fausto Melotti (1901-1986) e Antonio Sanfilippo (1923-1980). Tra i lavori esposti di particolare importanza una grande scultura di Melotti valutata 920mila euro e un raro gesso sempre dello scultore di cui esistono solamente 4 esemplari (3 + 1 p.a.).

Francesco Ceccherelli

Featured Image: Messeplatz Basilea. Oscar Tuazon, Zome Alloy, 2016. Courtesy http://artasiapacific.com

Immagine 1: Michelangelo Pistoletto, Maria, 1962. Serigrafia su acciaio stainless (230x125cm). Courtesy of https://farticulate.wordpress.com.

 Immagine 2: Tony Cragg, Young Man, 2014. Legno (160x142x138cm). Courtesy of Galleria Tucci Russo.

Immagine 3: Gilberto Zorio, Microfoni, 1968. Microfoni, mixer, amplificatore, effetto eco, casse, mattoni mobili, cavi (dimensioni variabili). Courtesy of Galleria Lia Rumma.

Immagine 4: Emilio Isgrò, Enciclopedia Britannica, 1969. Pagine dei volumi I-XIV, inchiostro su libro in scatola di plexiglass (50x70x8,7cm ciascuno). Courtesy of Archivio Emilio Isgrò.

Immagine 5: Fausto Melotti, Scultura n.24, 1968 (1935 prima versione). Gesso, metallo (90×90). Courtesy of http://fortuny.visitmuve.it.

 

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