L’arte italiana “comunica” nella categoria Unlimited

Ad Art Basel 2016 (13 – 19 giugno) sono state 88 le opere esposte quest’anno ad Unlimited, categoria curata nuovamente da Gianni Jetzer e dedicata ai progetti più d’avanguardia e che non possono essere “costretti” nel classico stand fieristico. L’arte italiana è stata rappresentata da due grandi artisti, ovvero, Emilio Isgrò e Gilberto Zorio con due opere concettuali entrambe basate sulla comunicazione.

Per la Galleria Tornabuoni Arte, fondata a Firenze e attiva dal 1981 specializzata in arte italiana del ventesimo secolo, dopo aver partecipato inizialmente alle edizioni di ArtBasel Miami e Hong Kong, questo è il secondo anno alla fiera di Basilea e nella categoria Unlimited. La galleria porta e rappresenta principalmente artisti affermati dando
particolare rilevanza all’arte italiana e al suo mercato. ArtBasel_Tornabuoni_2016-3L’anno scorso ad Art Basel 2015 ha
proposto l’installazione “il movimento delle cose” di Dadamaino, mentre quest’anno ha presentato un’opera storicizzata di Emilio Isgrò del 1968, Encyclopædia Britannica che fa parte di una serie formata da tre enciclopedie quali Treccani e Larousse. Composta da 24 volumi, l’esposizione dell’opera raggiunge i 22 metri di lunghezza. L’enciclopedia presenta la sua celebre “cancellatura” a china indiana, utilizzata ormai dal 1964. L’idea alla base del lavoro non è quella di distruggere le parole ma bensì di preservarle e custodirle. In un mondo ormai abituato a “vedere” tante parole, Isgrò sostiene che non si è più in grado di leggerle e solo una volta cancellate si può riscoprirne la loro forza e potenza. Il prezzo stimato di ogni singolo volume varia dai 40.000 ai 50.000 € ma poiché non suddivisibile, l’intera opera è stata quotata 1 milione di euro.

Anche per la Galleria Lia Rumma la scelta quest’anno è ricaduta  su un lavoro storico: Microfoni di Gilberto Zorio del 1968. La Galleria, fondata a Napoli nel 1971, lavora da anni con artisti storicizzati ed il rapporto con Zorio è stato consolidato sempre più col passare degli anni. L’opera portata ad Unlimited èZorio_1968_Microfoni__CGAC_Santiago_de_Compostela__copia un installazione che fa parte di un gruppo di lavori basati sulla parola.  microfoni vengono posizionati in maniera differente ad ogni esposizione, e spesso  il loro posizionamento è influenzato dallo spazio che lo ospita. L’opera sembra in attesa, pronta per essere fruita dallo spettatore, e quest’ultimo può interagire con essa salendo fisicamente su blocchi di cemento inseriti per permettere alle persone di raggiungere i microfoni che pendono dal soffitto. Le parole e le frasi dette vengono amplificate e ripetute con un effetto eco che, espandendosi, riempie lo spazio e poi si disperdersi e sparire nel nulla, tornando allo stato iniziale di quiete e attesa. L’opera di Zorio è stata stimata 80.000€.

Per Enciclopedia Britannica, durante la fiera ci sono state diverse proposte. Anche istituzioni e musei si sono fatti avanti per aggiudicarsi il lavoro di Isgrò ed uno dei principali interessati è il Centre Pompidou di Parigi. Solo il tempo potrà confermarci l’aggiunta di un altro celebre nome italiano all’interno di un museo d’eccellenza per l’arte contemporanea, che darebbe grande risalto internazionale all’artista.

 

 

 

Photo Courtesy:

-General Impression © Art Basel

-Installation view of Tornabuoni Art’s booth at Art Basel Unlimited. Artwork: Emilio Isgrò, Encyclopædia Britannica, 1969, (detail). Courtesy Tornabuoni Art

-Artwork: Gilberto Zorio, Microfoni, 1968.© Art Basel

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