La galleria Selma Feriani e il futuro dell’arte tunisina

Per la prima volta in fiera a Basilea, la giovane galleria Selma Feriani di Tunisi è riuscita in brevissimo tempo ad affermarsi a livello internazionale, ottenendo uno spazio nella sezione Statements di ArtBasel 2016. Fondata a Tunisi nel 2013, si propone di rappresentare artisti emergenti provenienti dal Nord Africa e dal Medio Oriente, una scelta coraggiosa in un periodo di drammatica recessione economica e in un contesto di grande instabilità politica, nello stesso paese che ha dato il via alle cosiddette “primavere arabe” nel dicembre 2010.

La galleria nasce dalla volontà di Selma Feriani di colmare un vuoto nel panorama artistico del paese. Infatti malgrado la Tunisia sia patria di una delle più antiche scuole di belle arti del mondo mediorientale, la maggior parte degli artisti emergenti non ha futuro in patria. E i giovani artisti, non appena laureati, fuggono all’estero – spesso in Francia – quasi sempre senza fare ritorno.

Selma Feriani è nata dunque per poter fornire supporto ai talenti prodotti dalla tradizione locale. La sede è un ex-convento, architettura tradizionale di Tunisi, una location particolarissima che si distanzia volutamente dal classico “white cube” e che si presta ad accogliere installazioni site-specific. Ragione per cui chi collabora con Selma Feriani non può prescindere dalla città in cui si trova e dallo spazio in cui si troverà ad esporre.

La galleria svolge un attività di supporto agli artisti a 360°: mette infatti a disposizione una residenza, dove gli artisti possono alloggiare mentre lavorano ai progetti espositivi. “Lavoro a stretto contatto con gli artisti” – afferma Selma Feriani – “Penso sia importante che la galleria prenda parte allo sviluppo dei progetti artistici, ed io voglio farne parte”. Da cui la scelta di lavorare con un numero limitato di artisti – un massimo di 15.

La galleria non si rivolge solamente ai propri artisti poiché si pone anche come punto di riferimento per la vita culturale di Tunisi. Questo perché in Tunisia mancano musei in grado di valorizzare gli artisti, mentre il governo non sembra essere interessato al panorama artistico. Selma Feriani ha così deciso di portare l’arte fuori dalla galleria perché “nelle strade non succede niente”, organizzando proiezioni nelle vie di Tunisi e coinvolgendo i luoghi pubblici. “Le persone rispondono positivamente” – afferma Selma Feriani, “e in un contesto dove le istituzioni non fanno la loro parte, la galleria si pone come hub culturale, un Think Tank che partecipa allo sviluppo della città, instaurando un forte legame con il territorio”.

La partecipazione a Basel è importantissima. “Amiamo la fiera, è un’incredibile piattaforma per incontrare collezionisti e istituzioni”. La galleria infatti, sebbene lavori anche con collezionisti locali e mediorientali, ha il cuore dei suoi contatti in Europa. Selma Feriani ha già partecipato ad ArtBasel Hong Kong 2016 per rivolgersi ai collezionisti asiatici mentre il mercato americano rappresenta il prossimo futuro.

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Per ArtBasel Selma Feriani ha deciso di presentare alcune opere di Massinissa Selmani, artista nato ad Algeri nel 1980, che lavora con disegni, fotomontaggi e cortometraggi. “Portiamo un artista in fiera solo quando un lavoro ci sembra abbastanza maturo. Nel caso di Massinissa, abbiamo deciso di lanciarlo dopo il grandissimo successo alla Biennale di Venezia dell’anno scorso. Adesso tra i collezionisti il nome di Massinissa inizia a circolare”. E l’artista sembra aver riscosso successo anche a Basilea dove due delle sue Serie sono state vendute per 15.000£ l’una, rispettivamente ad un collezionista svizzero e ad uno asiatico.

Senza limitarsi ai privati: perché per una galleria che ha a cuore gli artisti emergenti, lavorare con i musei e con le istituzioni è fondamentale. Selma Feriani sembra comunque essere sulla buona strada: è già riuscita a vendere opere di suoi artisti alla Tate Modern di Londra e al Centre Pompidou di Parigi.

Massinissa Selmani, Sally, 2016. Courtesy of Selma Feriani Gallery, ArtBasel.com

Massinissa Selmani, Shapeshifter No.VI (seven pieces in total), 2016. Courtesy of Selma Feriani Gallery, ArtBasel.com

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