Art Basel 2016: Cuba e le gallerie internazionali

Quest’anno la 47esima fiera di Basilea ha avuto ottimi riscontri da parte di tutte le gallerie internazionali che hanno presentato artisti di origine cubana. Secondo gli intervistati, nonostante la forte competizione e un mercato sfidante, in termini di affluenza e di vendite si può parlare di un vero successo.
A conferma del forte interesse che gli artisti cubani suscitano sia sul mercato che per il pubblico il PAC di Milano inaugurerà il 5 luglio 2016 una mostra – Cuba. Tatuare la storia –, nella quale figureranno fino al 12 settembre 2016 tra gli altri Carlos Garaicoa, Feliz Gonzalez-Torres, Los Carpinteros, Ana Mendieta e Wilfredo Prieto.

La galleria Gmurzynska ha presentato un’opera di Wifredo LamComposition, 1942 – che fonde elementi surrealisti e cubisti insieme ad evocazioni afro-cubane, provenienti dal sostrato culturale dello stesso artista. A detta della galleria, Lam è stato sottovalutato e sottostimato dal mercato, ma grazie ad un forte impegno con le istituzioni l’artista negli ultimi cinque anni ha avuto delle restrospettive al Centre Pompidou di Parigi, al Museo Reina Sofia di Madrid e sarà in programma alla Tate Modern  di Londra- The EY Exibition – dal 14 settembre 2016 all’8 gennaio 2017. Il collezionismo interessa dall’Europa all’Asia, fino al Sud America, e le sue opere sono stimate dai 700.000$ fino ai 2.000.000$. Attualmente sei opere dell’artista sono in vendita nelle case d’asta, ed è stato battuto a maggio per 4,6 milioni di dollari.

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Wilfredo Lam, Composition, 1942

 

Félix Gonzalez-Torres è presentato dalla galleria Andrea Rosen con tre opere – Untitled (The new plan), 1991, Untitled (Last light), 1993 e Untitled (Spaghetti), 1990 – che ha suscitato un forte interesse da parte del pubblico. L’artista è per la galleria tra i più importanti rappresentati, e caratterizza l’essenza del programma artistico fin dagli anni ’90,  con il suo lavoro storico e narrativo. Il collezionismo viene ritenuto globale, sebbene in questa occasione in maggior parte asiatico, per un valore che oscilla da 1.700.000$ a un massimo di 5.000.000$.

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Félix Gonzalez-Torres, Untitled (Last light), 1993

 

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Félix Gonzalez-Torres, Untitled (Spaghetti), 1990

 

Galleria Continua ha esposto un’opera di Carlos GaraicoaCasetonado-Cráneo/Coffered roof-skull, 2014 – venduta durante la fiera per una cifra che viene stimata dai 10.000€ ai 40.000€. L’artista è infatti consolidato nel progetto della galleria,  con il quale è impegnata ormai da molti anni: è in corso una mostra – Testigos/Las raices nel mundo – nella loro sede principale di San Gimignano dal 14 maggio 2016 al 4 settembre 2016, ed è esibito parte del suo lavoro in una collettiva all’Avana – Anclados en el Territorio – fino al 2 luglio 2016, essendo considerato di interesse internazionale.

 

Wilfredo Prieto è proposto dalla galleria Annet Gelink con un’opera in serie – Loophole, 2015 – venduta in 12 pezzi per 10.000€, che nasce dall’idea di creare una raccolta di lavori che documentino la quotidianità della vita – in questo caso il particolare di carta estratto da una foratrice come dettaglio della realtà. Questo tipo di opera può essere commissionata e riservata per l’acquirente, oltre ad essere già stata mostrata presso la sede della galleria. L’artista è rappresentato da 15 anni ed è il più esposto a livello internazionale da parte della galleria stessa, che presenta infatti anche l’opera Radio and Brick, 2015, come polemica al sistema di informazione globale.

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Wilfredo Prieto, Loophole, 2015

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Wilfredo Prieto, Radio and Brick, 2015

 

 

Galerie Lelong presenta alcune delle opere di Ana MendietaUntitled, 1981, La vivication de la carne, 1982/1994 ed Untitled (esculturas rupestres), 1981 – che si occupa dell’artista e della sua eredità culturale da 20 anni, in termini di mostre, film, ricerca e relazioni istituzionali, nello specifico con NSU in Florida – Covered in time and history: The films of Ana Mendieta – fino al 3 luglio 2016 e il Berkley museum. L’iniziativa ha origine dall’interesse della galleria stessa per la landart e l’arte femminile, per svilupparsi in un contesto culturale internazionale e più complesso.
E’ di stretta attualità la protesta avvenuta questo giugno per l’esclusione delle opere dell’artista in occasione dell’apertura della nuova ala della Tate Modern , che ha invece incluso opere del compagno Carl Andre.

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Ana Mendieta, La vivificaron de la carne, 1982/1994

 

Neugerriemschneider ha allestito uno spazio interamente dedicato a Jorge Pardo, che comprende un tavolo corredato di sedie, degli elementi luminosi e delle porte. Si è deciso di lavorare sulla trasposizione tridimensionale di concetti, attraverso lo studio delle forme e del colore, avvalendosi di tecniche sia storiche che avanzate. Il rapporto tra l’artista e la galleria nasce nel 1994 con una mostra inaugurale in cui si stabilì per entrambe le parti il nucleo creativo, e da allora continua la collaborazione tanto da farne progettualmente la più longeva. Lo stesso Pardo in quell’occasione ha pensato e disegnato i biglietti da visita dei collaboratori della galleria e ad un nuovo design per la nuova sede che proprio nel 1994 si spostò da Berlino Ovest a Mitte.
Lo stand della galleria è tematico, con un progetto curatoriale preciso: la natura nella sua organicità. Ed è qui che si inserisce Pardo con lo studio sui materiali, in special modo sul legno. L’artista è collezionato a livello globale, ma viene dichiarato che non si punta sull’advertising commerciale.
Lo stesso artista viene proposto dalla galleria Petzel, con le opere Untitled (Brian), 2009 e Untitled (Vero), 2009. Anche in questo caso la collaborazione dura dagli anni ’90, e viene riproposta ogni anno ai vari eventi fieristici. Le opere sono valutate 90.000€ ciascuna ma, sebbene godano di interesse internazionale da parte dei collezionisti, non sono state vendute.

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Jorge Pardo, Untitled (Brian), 2009

 

 

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Jorge Pardo, Untitled (Vero), 2009

 

Il collettivo artistico Los Carpinteros, presentato dalla galleria Peter Kilchmann, ha lavorato in occasione della fiera di Basilea su commissione su una serie di opere – Torres Blancas (Edificio Altavoces), 2016 – in parte ancora in fase di produzione, e lo stand espositivo è pensato appositamente per accoglierle. Il messaggio sociopolitico si rintraccia nell’installazione, allargando il concetto di scultura, tanto da includere elementi architettonici e il riuso di oggetti quotidiani. Il collezionismo è in questo caso radicato ed internazionale, con una buona domanda di mercato e reazioni positive: l’importo delle opere va dai 20.000$ fino ai 75.000$. Los Carpinteros saranno esposti al MUAC di Città del Messico fino al 4 settembre 2016 e al Museum Folkwang, Essen, Germania, fino al 30 ottobre 2016.
Anche Fortes Villaça propone Los Carpinteros, con l’opera Polen Amarillo, Diptico, 2016, venduto per un totale di 100.000€. In generale il riscontro europeo è positivo, con una risonanza internazionale.

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Los Carpinteros, Polen Amarillo, Diptico, 2016

 

 

Giulia Sorci

 

Photo:

– Wifredo Lam Ibaye 1950 © Tate

– Félix Gonzalez-Torres ©2016 Artnet Worldwide Corporation. All Rights Reserved

– Wilfredo Prieto © Art Basel

–  Wilfredo Prieto COPYRIGHT © 2016 ANNET GELINK GALLERY

– Ana Mendieta © 2016 Artsy

– Jorge Pardo © Petzel, New York NY

– Los Carpinteros ©2016 Artnet Worldwide Corporation. All Rights Reserved

 

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