MIART – INTERVISTA ALLA GALLERIA P420

Nella sezione THENnow di MiArt, le gallerie P420 e Marc Foxx hanno condiviso uno stand, esibendo le opere di Irma Blank e Maaike Schoorel. Entrambe le artiste si sono infatti dedicate alla realizzazione di opere basate sulla destrutturazione della realtà oggettiva: Maaike Schoorel utilizza colori tenui e pennellate minimali per ottenere dei quadri che sembrano monocromi se visti a distanza, mentre la figurazione si compone mano a mano che ci si avvicina all’opera; Irma Blank si è invece dedicata a indagare i rapporti tra linguaggi visuali e scritti, realizzando opere nelle quali la scrittura cessa di essere leggibile, e diventa un segno visivo indecifrabile. Abbiamo chiesto a Fabrizio Padovani della galleria P420 di raccontarci come è nata questa collaborazione e qual è il rapporto della sua galleria con MiArt.

 

Come è nata la collaborazione con la galleria Marc Foxx?

La collaborazione è nata su invito del team curatoriale della sezione THENnow. Noi abbiamo accettato molto volentieri perché l’abbinamento è molto intelligente e ben riuscito e stimiamo la galleria e l’artista con cui condividiamo lo spazio.

Ci può parlare della scelta degli artisti e di come questi si inseriscono nel mercato?

Entrambe le artiste partono da una realtà, una scrittura per IrmaBlank e una figura per MaaikeSchoorel, e attraverso la propria sensibilità la trasformano in qualcosa di indefinito, la scrittura diventa un segno e la figurazione un’ombra.

Per quello che riguarda il mercato, le due artiste si collocano in maniera differente, anche solo per la differenza di età. Entrambe hanno tuttavia un mercato internazionale.

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Installation view stand ThenNow Irma Blank – Maaike Schroorel. Photo credit: Lorenzo Palmieri

 

Chi è oggi “il collezionista”?

Non si può parlare di una categoria di collezionisti, si tratta di un insieme molto variegato, difficile da classificare. Per quanto ci riguarda, oltre alla figura più classica del grande collezionista, incontriamo spesso liberi professionisti o imprenditori, tra i 30 e i 50 anni, molto appassionati e che provengono non solo dalle grandi città ma anche da una provincia attenta e raffinata.

Da quante edizioni partecipate a MiArt e in quali altre fiere avete esposto?

Partecipiamo da diversi anni a Miart, almeno quattro. Prendiamo parte anche ad Artissima a Torino e ad ArteFiera a Bologna. A livello internazionale esponiamo a Frieze sia a New York che a Londra nella sezione Masters,  ARCO a Madrid, e a diverse fiere nei paesi latino-americani.

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Irma Blank, Radical Writings, Exercitium 9-8-94, 1994, oil on canvas, diptych, cm. 35×25 each (cm.35×50 overall), photo credit: Carlo Favero, courtesy:l’artista e P420, Milano

 

Che pubblico avete incontrato in questi anni a MiArt?

MiArtè cresciuta molto negli ultimi anni, Vincenzo De Bellis ha fatto un ottimo lavoro di ricollocazione della mostra in un panorama internazionale, e questo ha avuto ricadute sul pubblico. C’è un collezionismo internazionale che prima non prendeva parte alla mostra.

Siete soddisfatti della vostra partecipazione a MiArt?

Molto. Torneremo sicuramente l’anno prossimo, anche se ci sarà la perdita importante di De Bellis. Siamo comunque fiduciosi perché la squadra che lo affiancava era di estremo valore e sarà interessante vedere in che modo si riuscirà a dare continuità al suo lavoro.

 

Alessio Innocenti – Martina Mangialardi

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