Musei e social. Quando il web è a servizio della cultura.

Si concluderà domenica la settimana dedicata alle #Invasionidigitali (22 Aprile – 8 maggio), un progetto giunto alla quarta edizione che vuole promuovere attraverso il web il patrimonio culturale italiano. Lo fa invitando le persone che sostengono i musei ed il patrimonio culturale d’Italia a #liberarelacultura, invadendo oltre 1000 luoghi (programmati) per poi condividere l’esperienza sui social media. Obiettivo dell’iniziativa è quindi cercare di trasformare ogni visitatore in un testimonial, un ambasciatore del proprio territorio.

Crediamo.. – cita il Manifesto – che l’applicazione al settore dei beni culturali delle nuove forme di comunicazione partecipata e della multimedialità, sia da considerare una occasione irrinunciabile per garantire la trasformazione delle istituzioni culturali in piattaforme aperte di divulgazione, scambio e produzione di valore, in grado di consentire una comunicazione attiva con il proprio pubblico, e una fruizione del patrimonio culturale priva di confini geografici e proiettata verso un futuro nel quale la condivisione e il modello dell’open access saranno sempre maggiori.

invasioni_digitali

#Invasionidigitali è solo l’ultimo degli eventi mirati al rafforzamento del rapporto tra visitatori, Musei e Web, tra Istituzioni Culturali e Cultura Digitale. Solo nell’ultimo anno si è assistito ad una moltitudine di iniziative: attraverso il loro racconto, si delinea un panorama decisamente incoraggiante e che fa ben sperare i sostenitori della Cultura 3.0. Proverò a raccontarvene qualcuna.

Lo scorso giugno, in occasione della SocialMediaWeek Rome 2015, è stato presentato il progetto MuD Museo Digitale, nato dalla collaborazione tra la Direzione generale Musei del MiBACT e la Ales Spa Società in house dei Beni Culturali. Il progetto Museo Digitale sembra voler cogliere l’ opportunità della Riforma dei Beni Culturali per spingere sul tema della valorizzazione attraverso il digitale. Obiettivo del progetto è aumentare le performance dei Musei Italiani sul web, supportandoli nella progettazione della loro identità digitale, aiutandoli a potenziare in modo consapevole le loro strategie di comunicazione al fine di migliorare il loro audience engagement e la loro posizione in ambito nazionale e internazionale.

smwrome

La proposta è quella di un sito web che si ponga come luogo virtuale di incontro e di un dialogo sui temi del Museo Digitale, provando a creare una rete che unisca in modo efficace ed efficiente gli oltre 4000 musei diffusi sul territorio nazionale e promuovendo la ricerca e la diffusione delle informazioni relative al digitale in ambito museale .

Il 20 Gennaio 2016 è partito il progetto voluto dal MIBACT per monitorare la reputazione online dei 20 più importanti Musei statali. Il progetto consiste nel fornire a questi 20 musei INDEX: uno strumento di monitoraggio ideato e sviluppato da Travel Appeal (giovane start-up incubata presso H-Farm) che ha già riscosso un notevole successo in ambito turistico ed enogastronomico.

In occasione dell’accordo, Travel Appeal ha realizzato un’analisi sintetica dello stato attuale dei Musei coinvolti nel progetto, elaborando più di 31.000 contenuti provenienti da piattaforme di recensioni quali Tripadvisor (più del 90% dei contenuti), Foursquare, Facebook e alcuni altri.

travelappeal

Se quello che emerge è un sentiment positivo nei confronti dei musei italiani, c’è ancora qualcosa che non va: la gestione dei profili online, le risposte ai commenti dei turisti e l’interazione con il pubblico sono pressoché nulle. Ogni museo si è dotato di un sito web, ma con livelli di usabilità davvero bassi, e se l’ottimizzazione degli account sui social ha ottimi valori, la loro gestione risulta davvero scarsa.

Il 30 Marzo 2016 è stato presentato i X Rapporto Civita#Socialmuseums. Social Media e cultura, tra post e tweet”. Durante la presentazione, il Ministro Franceschini ha sottolineato con forza come “il museo non si possa misurare solo, come era prima, per importanza della collezione o numero di visitatori, ma anche per quello che fa ad esempio in termini di attività scientifica e didattica, e in questo i social possono diventare veicoli formidabili per costruire una comunità intorno ad ogni museo”, e come “i social siano fondamentali per il legame di fidelizzazione tra musei e territorio, in modo che gli stessi musei possano diventare soggetti attivi per una crescita cultura ed economica sostenibile e intelligente”.

L’indagine di Civita ha stimato che 39,6 milioni di italiani (circa il 60% della popolazione italiana) sono utenti dei social e che di essi 9 milioni utilizzano i social per entrare in contatto con le realtà culturali. Le funzioni prevalenti dei social media in ambito culturale sono legate alla fruizione virtuale e in parte a informazioni o prenotazioni, mentre rimane residuale la produzione e diffusione di contenuti generati dagli utenti (i cosidetti User Generated Content).

rapportocivita

Malgrado il crescente utilizzo sia da parte degli utenti che da parte delle istituzioni, anche dal rapporto Civita emerge un giudizio negativo sulla presenza delle realtà culturali sulle piattaforme social. Gli utenti sembrano impiegare i social soprattutto per la fruizione virtuale e per scaricare materiali messi a disposizione dalle organizzazioni culturali, mentre rinunciano all’acquisizione di informazioni per la prenotazione o l’acquisto del biglietto d’ingresso.

Secondo il rapporto, mancano le figure professionali specializzate in grado di andare oltre la comunicazione tradizionale verso un linguaggio inclusivo che crei una relazione bi-direzionale con il pubblico.  Emerge la necessità di strategie digitali definite e coerenti, finalizzate ad accrescere il ruolo identitario e valoriale dei singoli musei e delle realtà culturali, nonché di progettualità innovative che favoriscano una redistribuzione dell’accesso alla conoscenza ed assicurino la qualità della cultura trasmessa.

A conferma di quanto detto, si sta assistendo ad un crescendo di eventi il cui scopo comune è rispondere al bisogno di formazione sulle competenze digitali da parte degli operatori dei settori patrimonio culturale, arti e scienze umanistiche, trasformare la domanda da potenziale ad attuale, ottimizzare il contesto di mercato, orientando le scelte politiche in Italia e in Europa sulla base delle più avanzate attività di ricerca e innovazione. Esemplare è stata la Settimana delle Culture Digitali #SCUD2016, promossa dalla Digital Cultural Heritage, Arts & Humanities School (http://diculther.eu/): una nuova istituzione che riunisce oltre 60 soggetti tra università, enti di ricerca nazionali, istituti di cultura, associazioni e altre organizzazioni coinvolte nello sviluppo e promozione della Cultura Digitale.

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E’ rassicurante osservare come web e social vengano visti sempre di più come uno strumento di valorizzazione che conduce a nuove frontiere di partecipazione culturale: la #Museumweek, la settimana dei musei su Twitter giunta oramai alla sua 3 edizione, si è chiusa il 3 Aprile con numeri incoraggianti, contando più di 3,5 mila musei registrati a livello globale, di cui oltre 300 italiani. Sempre ad Aprile si è tenuto il primo #MuseumInstaSwap italiano: 14 musei torinesi si sono raccontati a vicenda su Instagram, incrociando patrimoni artistici, sensibilità, sguardi e punti di vista.

Per concludere, in un mondo permeato dall’uso del digitale nel quale chiediamo ai nostri devices di essere non solo la nostra memoria, ma anche la nostra voce e spesso le nostre mani, sembra sempre più auspicabile che anche i Musei e le Istituzioni Culturali si attivino affinché il web ed i nuovi media diventino parte integrante della loro progettualità.  Le recenti esperienze dimostrano che l’apertura strategica, la condivisione di contenuti culturali e la partecipazione degli utenti sono il modo più efficace affinché un museo riesca a farsi conoscere e, soprattutto, torni ad essere social(e)(1).

Giulia Masini

Riferimenti:

(1) Giuseppe Ariano

La copertina è un’elaborazione grafica dell’ autore.

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