Miart. Gallerie giovani in territori emergenti

Si è appena conclusa la ventunesima edizione del MiArt. Come sempre, la sezione “Emergent“,per la prima volta curata dalla berlinese Nikola Dietrich, ha suscitato interesse tra visitatori e collezionisti.
In particolare, le gallerie Doppelgaenger di Bari e FuoriCampo di Siena, testimoniano come, focalizzando la propria attività sul rapporto con gli artisti e sulla creazione di una nuova generazione di collezionisti, ci si possa affermare solidamente sul mercato dell’arte contemporanea, anche in contesti non specializzati.

Entrambi i galleristi concordano sui pro e i contro affrontati nel lavorare in una realtà dove l’arte contemporanea non è presente. Aprire una galleria in un “territorio inesplorato” è stato di grande stimolo per entrambi.

Antonella Spano, co-fondatrice di Doppelgaenger, sottolinea il loro ruolo didattico, “per noi l’arte non ha limiti territoriali, quindi perché non Bari? Noi pensiamo che il modo migliore per appassionarsi all’arte contemporanea sia vederla, soprattutto in realtà dove non c’è”. Dello stesso avviso è Jacopo Figura, fondatore di FuoriCampo, “la scelta di aprire una galleria in provincia è stata piuttosto naturale, perché aprire in una grande piazza non avrebbe aggiunto niente, mentre in un territorio poco devoto al contemporaneo risultava più interessante”.

L’empatia è imprescindibile nella scelta degli artisti con cui collaborare. Le due gallerie hanno strutturato il loro lavoro su un condiviso desiderio di crescita ed affermazione.

Negli spazi di Doppelgaenger, che ha sede a Palazzo Verrone, dimora rinascimentale nel centro storico di Bari, nasce il progetto Xenia. Un programma in cui l’artista diventa a tutti gli effetti un inquilino temporaneo della galleria. Il luogo espositivo diventa spazio abitativo. “Dico sempre agli artisti che la galleria non è vostra madre. È vostra moglie” spiega A. Spano. All’interno della “casa-galleria”, artista e gallerista convivono ed insieme costruiscono la mostra. Da un lato si articola la galleria, composta da parti comuni che diventano spazi propulsivi, e luogo in cui il rapporto di simbiosi si trasforma in collaborazione professionale, dall’altro le camere di Antonella e di sua figlia. La galleria FuoriCampo ha, invece, sempre lavorato con uno sguardo costante sull’Europa, aprendo, contemporaneamente allo spazio in prossimità di Piazza del Campo, un temporary space a Bruxelles. Qui ha inaugurato il programma Artiste Domicilié(e), dove artista e collezionista coabitano in una nuova dimensione di residenza d’artista, non finalizzata al semplice possesso dell’opera, ma ispirata all’intesa che si instaura con la frequentazione quotidiana. “Non siamo dei mercanti. Lavoriamo con giovani artisti ponendoci nelle medesime condizioni, ritenendo di dover spingere tutti nella stessa direzione” sostiene J. Figura, sottolineando la volontà di porre l’artista al centro della sua attività.

Doppelgaenger, esordiente al MiArt, ha presentato opere dell’artista pugliese Tony Fiorentino, vincitore del Talent Prize 2015, e di Christian Rainer, variando i prezzi dai 15 mila euro dell’opera “Dominuium Melancholiae” ai 2-7 mila euro delle altre. Per la seconda volta al Miart, la galleria FuoriCampo ha presentato opere dell’artista Serena Vestrucci, vincitrice dell’ArtLine Milano nel 2016, vendute tra i 1500 – 9000 euro.

Abituate all’ambito fieristico, avendo partecipato ad altre fiere, entrambe le gallerie sono già proiettate verso il futuro. Oltre a candidarsi per Artissima di Torino, meditano di affacciarsi sul mercato internazionale, FuoriCampo con Art Bruxelles e Doppelgaenger con Young Art Taipei.

La contaminazione di territori vergini e la condivisione dell’ambiente domestico diventano, quindi, terreno fertile in cui far crescere nuove visioni e nuovi punti di vista, che come Miart ha dimostrato, il mercato è pronto a riconoscere ed apprezzare.

Irene Cormanni
Domenico Esposito

Immagini:
1. Copertina
Courtesy Vanessa Giaconia
2. Doppelgaenger. Facciata della casa-galleria
Courtesy http://www.artribune.com
3. FuoriCampo. Vista dell’ingresso e di Piazza del Campo
Courtesy http://www.galleriafuoricampo.com
4. Tony Fiorentino, Dominium Melancholiae, 2014
Courtesy Centro di Arte Contemporanea Villa Arson
5. Serena Vestrucci, Anelli fritti per sempre, 2015
Courtesy l’artista e galleria FuoriCampo

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