LA GALLERIA CLAUDIO POLESCHI AL MIART: LA RISCOPERTA DI GIUSEPPE UNCINI

Un bilancio positivo sia dal punto di vista artistico che commerciale per Miart 2016. La XXI edizione della fiera dedicata all’arte moderna e contemporanea, la quarta e ultima sotto la curatela di Vincenzo De Bellis, insieme ai molteplici eventi collaterali organizzati in città per l’occasione, riconfermano Milano come un centro nevralgico della scena artistica a livello internazionale. L’attenta selezione delle gallerie, operata dal direttore artistico della fiera, ha dato immediato riscontro superando il tetto dei 45.000 visitatori, italiani e stranieri, con un incremento dell’11% di ingressi rispetto al 2015. La varietà delle proposte – artisti affermati presentati da gallerie storiche e artisti emergenti rappresentati da gallerie di ricerca – ha destato infatti un notevole interesse da parte del grande pubblico, degli appassionati, nonché dei collezionisti.

Tra le gallerie storiche immancabile la presenza di Claudio Poleschi, galleria d’arte lucchese che si distingue nel panorama italiano per lo studio e l’attenzione rivolta a celebri artisti italiani e stranieri operanti dagli anni ‘60 fino ai giorni nostri.  Abbiamo avuto il piacere di intervistare Claudio Poleschi e la sua assistente Ottavia Pertici, i quali ci hanno raccontato il loro Miart e ci hanno introdotto la mostra personale di Giuseppe Uncini che verrà inaugurata il prossimo 23 aprile a Lucca.

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Stand Galleria Claudio Poleschi, Miart 2016  

Courtesy: Galleria Claudio Poleschi

Quale impressione avete avuto di questa edizione di Miart?

Miart 2016 è stata una fiera interessante e di qualità, dove si è respirato un clima contemporaneo e sperimentale. Ottima soprattutto l’organizzazione e la selezione delle gallerie storiche, straniere e di ricerca che hanno sicuramente contribuito a collocare la fiera in una delle prime posizioni nel contesto internazionale.

Qual è stato il target dei vostri visitatori?

La nostra galleria propone un ampio range di prezzi. Di conseguenza anche il target di acquirenti è diversificato. Abbiamo clienti che comprano a prezzi contenuti, sotto i 10.000 euro, ma la maggior parte dei nostri fedeli si posiziona in una fascia di mercato medio alta.

Come galleria siete soddisfatti della fiera e delle vendite? Quali sono stati gli artisti più richiesti?

Siamo molto soddisfatti dei risultati di questa edizione Miart. Per quanto riguarda la logica espositiva, abbiamo dedicato parte del nostro stand alla presentazione di due esponenti fondamentali della Pittura Analitica, Claudio Olivieri e Pino Pinelli, messi a confronto con artisti della generazione italiana degli anni ’90, come Vittorio Corsini. Un’ ampia sezione è inoltre stata allestita con altri artisti di punta della nostra collezione. Per citarne alcuni Carla Accardi, Jannis Kounellis, Nicola De Maria, Peter Halley, Ettore Spalletti, Gian Marco Montesano, Stefano Arienti, Bizhan Bassiri, Bertozzi e Casoni. Notevole l’attenzione rivolta a Giuseppe Uncini, figura dalla carriera artistica di grande qualità, recentemente riscoperta da parte del collezionismo. L’artista negli anni ’60 è stato uno dei protagonisti della Giovane scuola romana insieme a Schifano, Tano Festa, Lo Savio e Angeli e nel ’61 ha esposto all’Attico di Sargentini. Particolarmente importante la sua partecipazione alla Biennale di Venezia del 1984 dove ha presenziato con una sala personale. È un momento florido per le opere dell’artista che hanno visto nelle ultime aste un notevole incremento nelle vendite e nelle quote di mercato.

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Stand Galleria Claudio Poleschi, Miart 2016

Courtesy: Galleria Claudio Poleschi

Visitando il vostro stand siamo venuti a conoscenza della mostra che inaugurerete il 23 aprile a Lucca, proprio una personale di Uncini. Quali motivi vi hanno spinto a dedicare una mostra a questo artista? Quali saranno il taglio e il concept della mostra?

La mostra “Le Dimore” inaugurerà il 23 aprile presso la chiesa sconsacrata di San Matteo, in Via Santa Giustina a Lucca.  Sotto la curatela di Bruno Corà, la mostra è nata grazie alla stretta collaborazione della galleria con l’Archivio Uncini e con la moglie dell’artista stesso. Saranno esposte opere monumentali della produzione artistica degli anni ‘80, Dimore  e Muri d’ombra, alla quale è stato dedicato un catalogo frutto della ricerca, dell’impegno e dalla sinergia creatasi tra i promotori.

Interessante per la realizzazione della mostra la collaborazione con la Galleria Tega di Milano. Come è nata questa collaborazione e in che cosa consiste?

Ci stimiamo a vicenda e non è la prima volta che collaboriamo per la realizzazione di una mostra. Ad esempio nel 2015 abbiamo presentato gli artisti Bertozzi & Casoni nella personale dal titolo “Tracce”. In questa edizione di Miart anche la Galleria Tega ha deciso di dedicare parte dello stand a Giuseppe Uncini, riconfermando i comuni interessi. Vi anticipiamo che dal 19 settembre 2016 “Dimore” verrà riproposta nello scenario milanese.

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G.UNCINI, Dimore n.25, 1982 cemento e laminato legno, cm253x184,5

Courtesy: Galleria Claudio Poleschi

Come sono valutate attualmente le opere di Uncini sul mercato?

Come anticipato, Giuseppe Uncini è oggetto di una nuova attenzione da parte del mercato; lo dimostrano i risultati dell’ultima asta delle Italian Sales di Christie’s a Londra nell’ottobre 2015 che per un “Cementoarmato”, cm 102 x 102 x 5, del 1959, ha raggiunto £ 278.500, partendo da una base d’asta di £ 150.000.

 

Si ringraziano Claudio Poleschi e Ottavia Pertici

Valentina Farace

Giulia Pardini

Federica Russo

 

 

 

 

 

 

 

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