DOPPIA SFIDA A MIART 2016: gallerie Established a THENnow

L’impegno quadriennale del giovane e prorompente Vincenzo De Bellis si chiude con la ventunesima edizione di Miart e con un incremento del ben 11% degli ingressi alla fiera. I risultati sono esito dell’opera del direttore e del suo staff, che hanno portato la fiera milanese sulla scena internazionale grazie anche all’introduzione di sezioni con un approccio più curatoriale come THENnow, già presente nell’edizione passata di Miart, occasione di confronto e contatto fra moderno e contemporaneo.

Jarrett Gregory e Pavel Pyś, curatori della sezione, hanno invitato 16 gallerie a confrontarsi in 8 stand.

Di queste, ben 8 – Lia Rumma (Napoli), P420 (Bologna), A Palazzo Gallery (Brescia), Campoli Presti (Londra e Parigi), Clearing (New York e Brussels), Massimo Minini (Brescia), Tega (Milano), Vistamare (Pescara) – sono presenti anche tra le Established. Avere un doppio stand all’interno del Miart è una condizione particolare che comporta precise scelte sia sul piano economico sia sulle modalità espositive adottate.

TegaGalleria_MiartTega, PIETRO CONSAGRA – Lia Rumma, LUCA MONTERASTELLI. Courtesy: Miart.

La sezione THENnow è stata molto apprezzata da visitatori e galleristi per il suo mettere in evidenza il lavoro di ricerca svolto dagli artisti e dai curatori nella realizzazione degli stand, come sottolinea Francesca Migliorati, co-fondatrice della A Palazzo Gallery, da un decennio presente in fiera. L’approccio alla main section, rispetto a THENnow, è indubbiamente differente: nella prima predomina l’aspetto commerciale, nella seconda quello storico-critico, permettendo ai collezionisti di “approfondire la scelta curatoriale effettuata dalla galleria e conoscere meglio i diversi artisti grazie alla possibilità di avere più opere dello stesso autore esposte contemporaneamente”, come evidenziato da Fabrizio Padovani, co-fondatore della bolognese P420.

Apalazzo_Miart

A Palazzo Gallery, IBRAHIM MAHAMA- Lelong, JIŘĺ KOLÁŘ. Courtesy: Miart.

Emanuela Campoli, gallerista e storica dell’arte, si dimostra entusiasta della section tanto da aver scelto di partecipare alla fiera grazie all’invito di Jarrett Gregory e Pavel Pyś, considerando la sezione un fondamentale luogo di confronto e collaborazione. Da un punto di vista commerciale, THENnow permette alle gallerie di entrare in contatto con nuovi e diversi collezionisti; da un punto di vista più puramente culturale, porta inoltre nuovi stimoli al gallerista moderno e riporta quello contemporaneo ad una visione più storicizzata. Sempre la Galleria Campoli Presti sottolinea l’importanza di questa sfida per gli artisti. Significativa in tal senso l’esperienza di Nick Mauss ispirato da Gastone Novelli, nonché quella di Haris Epaminonda, della Galleria Massimo Minini: i due artisti hanno realizzato opere ad hoc invadendo lo spazio dello stand.

Andrea Rossetti, Courtesy the artist and vistamare benedettaspalletti, Pescamare, and the artist and Esther Schipper, Berlin

P420, IRMA BLANK – Marc Foxx, MAAIKE SCHOOREL. Courtesy: artisti e gallerie.

Sebbene alcune gallerie non siano alla prima esperienza nell’allestimento di un doppio stand, come nel caso di P420, l’invito alla sezione THENnow ha portato frequentemente al ripensamento della progettazione e dell’allestimento dei due stand. Interessante il caso di A Palazzo Gallery, il cui artista Ibrahim Mahama –inizialmente scelto per il main stand – è stato poi selezionato da Jarrett Gregory e Pavel Pyś per la sezione THENnow, con la conseguente necessità da parte dei galleristi di ripensare in toto lo spazio principale.

Differente l’approccio della Galleria Tega, che ha adottato invece una scelta inclusiva: l’artista Pietro Consagra è stato presentato a 360° sfruttando entrambi gli stand, in aggiunta ad una contemporanea retrospettiva nello spazio della galleria. Nella sezione THENnow, Pietro Consagra incontra il giovane artista Luca Monterastelli (Galleria Lia Rumma), intessendo un dialogo tutto giocato sulla complementarietà dei materiali. Interessante anche l’esperienza della Galleria Massimo Minini: l’approccio curatoriale, proprio della sezione THENnow, caratterizza anche il main stand, tessendo un file rouge tra i diversi artisti storici (Luigi Ghirri, Alberto Garutti, Sheila Hicks) e i giovani artisti rappresentati (Sabrina Mezzaqui, Landon Metz e Ariel Schelesinger).

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Martini & Ronchetti, FLORENCE HENRI, – Massimo Minini, HARIS EPAMINONDA. Courtesy: Fotografia di Elisa Ingrosso.

La Galleria Massimo Minini, dando voce ad una opinione condivisa, dichiara che “la scelta, potenzialmente rischiosa, di accomunare artisti, di cui uno storico ed uno contemporaneo, ha portato ad ottimi risultati all’interno della sezione THENnow, senza che venissero create forzature nei collegamenti tra gli artisti”, sottolineando come la ricerca formale e sperimentale, nonché gli allestimenti realizzati, trovino punti in comune assolutamente espliciti e individuabili anche da un visitatore inesperto.

E’ proprio l’introduzione di sezioni come quella di THENnow che ha portato, durante i quattro anni di mandato di De Bellis, ad un aumento dei visitatori da 32.000 nel 2013 a 45.000 nel 2016, nonché al posizionamento della fiera Miart sulla scena internazionale, approfittando anche del momento culturale particolarmente vivace che Milano si trova a vivere in questi ultimi anni.

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Campoli Presti, NICK MAUSS – Galleria dello Scudo, GASTONE NOVELLI. Courtesy: Galleria Campoli Presti.

Scelte che, peraltro, hanno attratto collezionisti attenti e dal respiro internazionale, provenienti per il 15% da Svizzera, Gran Bretagna, Francia, Germania, Belgio, Stati Uniti e Canada.

Risultati certamente positivi, quindi, anche per i galleristi, come testimonia la loro disponibilità ad accettare un doppio impiego di risorse (THENnow è una sezione su invito ma a pagamento) per l’allestimento di due stand.

Non possiamo quindi che augurarci che Miart, nonostante la collaborazione con De Bellis si sia interrotta con quest’ultima edizione, continui il proprio percorso nella direzione intrapresa.

Elisa Ingrosso, Federica Lamedica, Cristiana Vergobbi

(c) photo di copertina: Miart

 

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