Digitale e archeologia: la sfida del Catania Living Lab

 

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Daniele Malfitana

Daniele Malfitana, direttore dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (Ibam) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), è il responsabile scientifico per parte CNR del progetto “Smart Cities and Communities and Social Innovation” con il “Living Lab di cultura e tecnologia”,  che ha l’obiettivo di definire e realizzare processi e strumenti innovativi per lo sviluppo sostenibile di un territorio (Catania, in questo caso) attraverso la valorizzazione dei suoi beni culturali. Il Catania Living Lab di cultura e tecnologia garantisce, attraverso l’integrazione di contenuti scientifici e tecnologie open source, nuove opportunità di esplorazione culturale.

Lo sviluppo di nuove tecnologie digitali e delle moderne modalità di comunicazione tipiche del web 2.0 sta notevolmente influenzando l’intero settore dei beni culturali. Quanto è importante oggi il connubio tra cultura e tecnologia e in particolare tra digitale e archeologia?

Credo che il punto di partenza per un efficace connubio tra cultura e tecnologia debba essere quello di saper utilizzare la tecnologia in modo da evitare che, al contrario, sia la tecnologia ad utilizzare noi; oggi la tecnologia ci offre grandi possibilità di comunicazione e divulgazione ma se non siamo in grado di offrire alla tecnologia i giusti contenuti, rischiamo di creare attività in cui il contenuto culturale rischia di apparire sottodimensionato oppure non è sviluppato e colto come dovrebbe. Credo sia quindi necessario partire da una salda conoscenza dell’oggetto del contesto indagato e della realtà che si vuole far conoscere, comunicare e divulgare, e successivamente capire quali possono essere le migliori tecnologie e i giusti percorsi da utilizzare per ottenere questa virtuosa comunicazione.

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Catania Living Lab. Courtesy: Catania Living Lab

Da queste prerogative nasce il Catania Living Lab. Cosa è e come funziona?

È stato ideato un Living Lab di cultura e tecnologia su modelli già esistenti all’estero, ad esempio in Inghilterra e negli Stati Uniti. Il Living Lab è un luogo nel quale il cittadino coglie la portata dei risultati di una ricerca scientifica applicata al patrimonio culturale della città. È un contesto dinamico e multidisciplinare in cui la ricerca scientifica, elaborata dai ricercatori dell’istituto del CNR, frutto di competenze diverse quali archeologia, storia, architettura, geofisica, unita alle tecnologie riesce a produrre un’innovazione, consentendo al pubblico di accedere a contenuti di grande importanza e con un linguaggio accessibile.

Il primo obiettivo del team del Catania Living Lab è stato, dunque, la divulgazione della ricerca specialistica e l’individuazione di un filone in cui i risultati di questa ricerca venissero tradotti con un linguaggio accessibile per la gran parte della popolazione. La base del progetto prevede un saldo rigore scientifico nello studio del monumento e successivamente la divulgazione e comunicazione del prodotto. Il Catania Living Lab è il risultato in cui il connubio tra tecnologia e cultura avviene in maniera virtuosa e ottiene risultati di impatto notevole sulla società.

Il Lab ha il potere di coinvolgere il cittadino e renderlo partecipe dei contenuti culturali della città. Ci rifacciamo al concetto di cultural innovation, presente nella logica delle esperienze europee, in cui questa innovazione culturale viene intesa come momento di co-creazione di contenuti; nella realtà del Lab, il cittadino ha la possibilità di farlo perché stimolato a dare suggerimenti su zone da valorizzare: egli diventa così sensibile al tema culturale e vuole in prima persona co-creare i contenuti e diventare egli stesso protagonista.

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Ricostruzione dell’Anfiteatro romano di Catania. Courtesy: Catania Living Lab

Che impatto ha avuto il Catania Living Lab e i suoi eventi sulla città e sui cittadini?

 Il Living lab è stato molto utile per capire se la strategia comunicativa da noi adottata potesse rivelarsi vincente. In pochi mesi abbiamo avuto una risposta fortissima da parte della società e della città: all’interno del Catania Living Lab sono stati organizzati cicli di illustrazione per la promozione delle nostre attività con percorsi in cui al cittadino viene illustrata la struttura del progetto, la comunicazione, la ricerca scientifica e i principali risultati per poi concludere il percorso di visita con la visione di un prodotto finale della ricerca, che nel caso della ricostruzione dell’anfiteatro romano di Catania è un docuvideo di 8 minuti. Le prenotazioni delle visite sono gestite attraverso un sito web dedicato: siamo felici, ma allo stesso tempo preoccupati, quando alle ore 17.00 apriamo le prenotazioni e alle ore 17.10 c’è già il sold-out; l’alto tasso di partecipazione ha posto l’attenzione sull’interesse e sulla curiosità della cittadinanza nella comprensione del patrimonio della città. Altro significativo impatto è stato riscontrato con le scuole: abbiamo ricevuto richieste riguardo la visita delle attività prodotte nel Lab e la possibilità di realizzare dentro le strutture scolastiche alcuni laboratori specialistici e mirati sempre al giovanissimo pubblico. La risposta da parte dei cittadini è quindi molto evidente e stimola noi che produciamo ricerca scientifica a riflettere sull’impatto che può produrre la ricerca applicata al settore culturale.

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Catania Living Lab – Riproduzione del docuvideo. Courtesy: Catania Living Lab

Avete notato una frequentazione del Lab da parte di una precisa fascia d’età dei cittadini?

No, la frequentazione del Lab è, in genere, molto variegata: i giovani così come quarantenni e sessantenni sono molto interessati alla conoscenza del patrimonio della città.

E i turisti in che modo fruiscono delle attività del Catania Living Lab?

All’interno del Catania Living Lab vi sono tre schermi touch, utilizzabili con un’applicazione appositamente realizzata, attraverso cui il turista sulla base dei suoi specifici interessi può facilmente costruire un personale percorso di visita della città scegliendo ad esempio tra il percorso della Catania greca, romana o barocca; inoltre può salvare la pianta sul proprio dispositivo mobile e iniziare la visita della città.

Il progetto Living Lab di cultura e tecnologia è stato finanziato all’interno del Programma Operativo Nazionale (PON) di Ricerca e Competitività 2007-2013. Quali sono stati i costi per la realizzazione del Catania Living Lab?

Il progetto complessivo era un PON Ricerca e Competitività del MIUR che ha avuto diversi attori tra cui il CNR, l’Università del Salento e tre imprese che operano nei settori ICT. Come CNR abbiamo ricevuto un finanziamento di quasi 2.000.000 € che sono stati utilizzati per attività varie tra cui la costruzione di un GIS per le città di Catania e Lecce, la creazione di prodotti multimediali, la formazione del personale con investimento su giovani competenze e giovani ricercatori. Il Catania Living Lab è stato concepito sin dalla fase di scrittura del progetto perché l’intenzione era giungere alla valorizzazione del progetto di ricerca e dei suoi risultati e alla sua successiva fruizione; l’idea di costruire un Lab in cui il fruitore fosse, in primo luogo, la società di Catania è stata l’arma che ha consentito proprio la vittoria del progetto. I costi di realizzazione della struttura sono stati esigui perché il progetto è nato grazie a un protocollo d’intesa siglato tra il CNR e il Comune di Catania, con cui abbiamo un forte dialogo e che ci ha concesso gli spazi gratuitamente. Noi abbiamo provveduto a ristrutturare e riempire gli spazi di contenuti e tecnologie, come tavoli touch e schermi. L’intera struttura con tutte le apparecchiature è costata meno di 40.000 €.

Esistono canali di informazione, pubblicità e social network attivi del Catania Living Lab per i turisti o i cittadini che visitano le aree archeologiche di Catania?

I canali di informazione del Catania Living Lab sono eccellenti. Siamo attivi sul nostro sito web, sulla pagina Facebook, sul canale Twitter; i social networks sono gestiti da esperti nella comunicazione, G. Meli, S. Iachello, C. Pantellaro, L. Arena. La pagina Facebook è inoltre collegata alla pagina del sito web istituzionale dell’IBAM poiché si tratta sempre di un laboratorio di ricerca dell’istituto, decentralizzato e inserito in una posizione strategica nel centro storico di Catania.

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Catania Living Lab. Courtesy: Catania Living Lab

È stata prevista la possibilità di ricreare il Lab di cultura e tecnologia in altre città?

Assolutamente si. Il Catania Living Lab è diventato oggi un modello replicabile. Per citare un esempio, il comune di Acireale (provincia di Catania), è stato promotore di un bando sulla partecipazione sociale per la divulgazione del patrimonio culturale della città di Acireale e ha chiesto una nostra collaborazione per la realizzazione di una soluzione similare a quella ideata per la città di Catania. Il template del modello del Lab di Catania è stato ripreso e proposto al comune di Acireale; nei prossimi mesi inizieremo con la realizzazione del progetto, per cui creeremo i contenuti scientifici del patrimonio culturale di Acireale e realizzeremo un Lab grazie al quale la città potrà conoscere meglio il proprio patrimonio culturale e diventare partecipe in prima persona.

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