AitArt – Associazione Italiana Archivi d’Artista

Una delle problematiche che affligge il mondo dell’arte è la mancanza complessiva di trasparenza.
Le falsificazioni delle opere e una mancanza di tutela per gli artisti di ieri e di oggi vanno a destabilizzare non solo l’aspetto economico dell’arte, intaccando la valorizzazione dell’artista e le sue opere, ma anche l’integrità stessa della cultura. Per far fronte a questi aspetti negativi è necessario che si avviino dei circuiti virtuosi di controllo e di gestione e che si creino delle “buone pratiche“, per garantire una tutela del patrimonio artistico.

Sostenitore di questa necessità è l’AitArt (Associazione Italiana Archivi d’Artista) costituitasi il 18 dicembre del 2014 presso il Museo del Novecento di Milano.
Si è parlato di questa nuova ed interessante realtà con il presidente di AitArt Filippo Tibertelli de Pisis, già componente del Consiglio Direttivo dell’Associazione Filippo de Pisis, che spiega come “Gli scopi principali di AitArt sono quelli di mantenere la memoria dell’artista, raccogliendo la documentazione che consenta la costituzione di un archivio, per la promozione della figura, con mostre e studi, certificando l’autenticità delle sue opere”. Ed aggiunge come queste operazioni siano legate indissolubilmente all’idea di “Adottare modalità e buone pratiche comuni agli altri Archivi, per ottenere autorevolezza referenziata, professionalità e che mirino alla creazione di un catalogo ragionato.”

Tutti gli archivi che aderiscono ad Aitart devono ispirarsi a principi di buonafede e trasparenza, consultabili sul sito ufficiale dell’Associazione. Lo scopo è quello di aggiornare e organizzare la più completa documentazione riguardo l’artista e le sue opere, al fine di realizzare un catalogo ragionato.
Buonafede e trasparenza dovranno essere applicate anche durante le fasi di documentazione dell’opera, durante l’aggiornamento dei cataloghi, ma soprattutto, sul giudizio dell’autenticità di un’opera d’arte e sulle attribuzioni di paternità di quest’ultima.
Ad oggi, però, quanti e quali sono gli archivi tutelati da Aitart?
A questa domanda il presidente tiene a precisare che: “gli Archivi, più che da noi tutelati, sono rappresentati e sono: Archivio Atanasio Soldati, Archivio Cesare Andreoni, Fondazione Remo Bianco, Comitato per il catalogo generale dell’opera di Bruno Cassinari, Associazione per Filippo de Pisis, Archivio e catalogo ragionato opere di Gianni Dova, Associazione Archivio Gallizio, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea Torino, Centro Studi Giorgio Morandi, Archivio Ennio Morlotti, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto Onlus, Archivio Enrico Prampolini.”

Filippo de Pisis_Naturamorta_col_martin_pescatore_1925

Filippo de Pisis, Natura morta col martin pescatore, 1925, Ferrara, Museo “Filippo de Pisis”

Se teniamo conto del mercato dell’arte e del collezionismo, AitArt diventa, come spiega de Pisis: “Una guida ed una garanzia sulla professionalità dell’Archivio specifico dell’artista di cui si desidera approfondire informazioni e autenticità dell’opera” e questo accade proprio perché gli archivi che aderiscono, sono contraddistinti dalla condivisione di principi e di interessi che, nelle pratiche comuni, garantiscono un vero e proprio principio deontologico.

L’Associazione esamina l’operato degli archivi e, in particolare, ci viene confermato che “possono aderire ad AitArt Archivi già strutturati con una certa attività già svolta e che adottino le buone pratiche che collegialmente abbiamo stabilito”. Inoltre il presidente ci spiega che necessariamente “Per aderire ad AitArt è necessario versare una quota annua associativa”.

Bisogna anche tenere in considerazione ciò che riguarda la consulenza che viene svolta e, a tal proposito, “Sono gradite le indicazioni, per trovare consulenze adatte alla risoluzione delle esigenze particolari che saranno pagate ai professionisti specifici”.
AitArt è un ente culturale che si definisce dinamico, attento alla realizzazione di nuove normative e procedure per la conservazione e la valorizzazione dell’arte contemporanea italiana, contrastando, con esperienza e metodologia, le falsificazioni delle opere. A tal proposito spiega de Pisis che “Uno dei metodi efficaci per contrastare le falsificazioni è la catalogazione delle opere già autentiche, ma anche la catalogazione delle opere ritenute false, facendo riferimento alla loro circolazione”.

Come però è possibile portare avanti tutte queste procedure e pratiche di ricerca e tutela? Le fonti che sostengono AitArt, spiega il presidente, sono divisibili in “fonti culturali, che sono i gestori dei singoli Archivi, Musei e Accademie”, e “fonti economiche che sono il volontariato e per ora le quote associative”; Con queste fonti si creano obiettivi per un futuro prossimo che si spingono in più direzioni.

Ciò che si è proposta AitArt è di porre le basi per “La diffusione delle buone pratiche, la modifica o l’integrazione normativa e la partecipazione a simili istituzioni a livello internazionale”; una leva vincente che trova il suo fulcro nel “dar certezza e ampiezza di riferimenti e autenticità al mercato” ed è proprio questo che AitArt punta a realizzare.

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