10 DOMANDE A RENATO SEBASTIANI

Renato Sebastiani è un archeologo della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma. Da giugno 2013 è anche direttore del Parco Archeologico demaniale del Porto di Traiano (Fiumicino).

IMG_3233.JPGDottor Sebastiani, ci racconta cos’è Porto?

Per secoli Porto ha rappresentato il principale punto di approdo al servizio della Roma imperiale. All’interno dell’area archeologica si trovano i resti del porto costruito dall’imperatore Claudio, poi ampliato da Traiano con la costruzione del nuovo bacino esagonale. La città ha vissuto dal I al VI secolo d.C., ma poi ancora per tutta l’epoca medievale perdendo progressivamente la sua funzione e riducendo l’insediamento.

Oggi è un parco di 33 ettari con 5,5 chilometri di percorsi di visita, è un centro di ricerca internazionale e, nelle zone della darsena e del bacino esagonale, oggi lago in proprietà privata, è anche una riserva naturalistica con particolari specie botaniche e faunistiche e 2.300 piante storiche d’alto fusto.

Arrivato a Porto, con quale situazione si è confrontato?

Nel 2013 ho trovato un parco aperto solo su appuntamento per mancanza di personale. Ho pensato che la prima cosa da fare fosse quella di provare a far dialogare tra loro tre realtà presenti sul territorio: il comune di Fiumicino, l’aeroporto di Fiumicino e gli istituti di ricerca stranieri che operano lì.

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Bacino di Traiano e scavi del palazzo imperiale. Courtesy Portus Project

Dunque come ha proceduto?

Innanzitutto, d’accordo con il Comune, abbiamo lavorato al miglioramento delle infrastrutture: un parcheggio e una pista ciclabile protetta lungo la Portuense sono in corso di appalto da parte del Comune che sta istituendo un bus navetta che fa la spola dall’aeroporto al parco, alla città, e ha lanciato l’Archeo Boat che, risalendo il canale di Fiumicino, arriva a Porto.

Con un’attenzione particolare al tema dell’accessibilità, in primavera partirà un progetto pilota in cui delle golf car consentiranno la visita del parco a persone con disabilità. Mentre la Soprintendenza sta installando dei nuovi pannelli didattici dotati di tavolette braille e QR code per godere di un percorso multimediale audio e video.

Avete dato vita ad iniziative culturali?

Abbiamo avviato un progetto di visite guidate rivolto agli studenti delle scuol
e medie di Fiumicino, e curato da giovani archeologi e storici dell’arte dell’associazione LaboraStoria, Il progetto è arrivato alla terza edizione in partenza l’11 febbraio. Nell’estate del 2014, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, abbiamo anche organizzato la prima edizione delle Traianee, serate di teatro all’interno del parco. In primavera partirà, invece, la seconda edizione di “Navigare il territorio”, la prima esperienza di lavoro con un soggetto privato, la Fondazione Benetton.

 

Ce ne vuole parlare?

Con la fondazione culturale del gruppo Benetton, azionista di maggioranza di Aeroporti di Roma, tra aprile e giugno 2015 abbiamo avviato un programma di visite al parco guidate dai bambini e laboratori a tema archeologicoe naturalistico per una fascia dai 3 ai 13 anni. Si è trattato di un progetto interamente finanziato da Aeroporti di Roma che ha creato un interessante bacino di lavoro.

Quali sono, invece, le istituzioni straniere coinvolte?

Da anni la British School at Rome e l’École Francaise de Rome lavorano a Porto con il Portus Project; era arrivato il momento di dare visibilità alla loro ricerca anche al di fuori del mondo scientifico. Così è partita l’iniziativa degli “scavi aperti” che, in giorni prestabiliti, dà la possibilità di visitare gli scavi archeologici in corso. È stato inoltre organizzato un ciclo di conferenze, un percorso di visita virtuale -tra poco disponibile in rete- e una convenzione tra il Comune di Fiumicino e l’Università di Southampton per l’allargamento delle field school, campagne di scavo internazionali.

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Portico di Claudio. Foto SSCol

Che ricaduta hanno avuto tutte queste iniziative?

Intanto siamo passati dai circa 2.300 visitatori del 2013 agli oltre 15.000 del 2015, è stato un traguardo importante. Inoltre il concessionario che ha già in gestione i servizi di Ostia Antica (caffetteria, bookshop, biglietteria), in questi giorni ha presentato un programma di investimenti su Porto che dal 2017 permetterà di avere i primi introiti economici.

Fino ad oggi quindi è stato tutto gratuito?

Sì, fino ad oggi abbiamo operato su una gestione che permettesse un’ottimizzazione dei costi di mantenimento e una crescita di attività a costo zero. La prospettiva deve essere quella di arrivare ad una gestione economicamente compatibile che garantisca costi bassi ai fruitori insieme alla sostenibilità economica del parco, e che lo faccia diventare un centro di produzione culturale.

Possiamo definirla unesperienza virtuosa

Si, ma c’è ancora tanto da fare.

Quali saranno i prossimi passi?

Abbiamo diversi programmi in cantiere e stiamo andando verso un coinvolgimento strutturale del Comune e di Aeroporti di Roma per garantire una maggiore offerta al territorio e ai turisti di passaggio. L’obiettivo è quello di diventare un soggetto capace di creare lavoro e contribuire a migliorare l’equilibrio sociale coinvolgendo per esempio nei progetti anche i tanti migranti richiedenti asilo che oggi vivono a Fiumicino.

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