IL DESIGN STORE E IL BOOKSHOP DEL MUDEC

Marta Miglierina, referente per il design store e bookshop di 24 Ore Cultura tra cui il bookshop del Mudec, ci spiega come questi due servizi coesistano e si differenzino tra di loro.

Com’è nata l’idea di aprire un design store all’interno del Mudec?

Quando ho cominciato a lavorare per il Sole 24 Ore il Mudec era già stato inaugurato con il design store al suo interno. E’ nato come una sorta di wunderkammer, un luogo dove si può trovare qualcosa di introvabile, oggetti di design di alto livello. Le nostre scelte di business si sono indirizzate verso oggetti di alto livello qualitativo, non necessariamente caratterizzati da alti prezzi: la qualità, infatti, non è definita solo dal prezzo.

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Chi sceglie gli oggetti da vendere nello store?

Lo store manager è presente nello store tutti i giorni e prepara delle proposte da sottoporre all’AD. In un secondo momento ne discuto insieme all’amministratore delegato di 24 Ore Cultura e alla responsabile del museo. La mia figura, per esempio, è molto economica, io rispondo del fatturato e del budget del design store, quindi per me sono importanti anche alcune considerazioni legate ai venduti o al periodo in cui si va incontro. Sono molte le variabili da considerare durante la selezione.

In che modo vengono selezionati artisti e oggetti da esporre?

La ricerca è continua e avviene anche nella quotidianità. Nel mio spostarmi in giro per il mondo anche a titolo personale c’è sempre un’attenzione alle selezioni dei design store e dei bookshop. A volte capita, invece, che siano gli stessi artisti a venire al Mudec per sottoporci vari progetti.

Avete commissionato edizioni speciali di oggetti realizzati appositamente a marchio Mudec?

No, al momento no, ma è una cosa su cui stiamo lavorando. Alcuni artisti hanno dato vita a creazioni ispirandosi alle mostre in corso, ma non a marchio Mudec. Attualmente il marchio Mudec è utilizzato esclusivamente nella cartotecnica da museo, cioè nei quaderni, nei magneti, nelle matite, eccetera.

A che target di clientela vi rivolgete con la vostra offerta così ricercata?

L’utente del museo è il nostro utente principale. Chi visita un museo, infatti, ha un interesse particolare verso determinate cose, è propenso a osservarle in un modo diverso. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento del design d’eccellenza e in questo la presenza del museo ci aiuta a farci conoscere.

Qual è l’articolo che avete venduto di più finora?

In una realtà come il design store la qualità è più importante della quantità. Difficile dire qual è il pezzo più venduto anche perché lavoriamo con pezzi unici.

Può fare un paragone tra il ricavato del design store e il ricavato del bookshop?

Un bookshop ha un fatturato che nasce in una realtà diversa, chi esce da una mostra è più portato a comprare. Quelli del bookshop, infatti, sono acquisti d’impulso, si desidera portare a casa la bellezza che si è vista in mostra.

Qual è la spesa media dei visitatori nel bookshop?

La spesa media è in rapporto al numero di visitatori, quindi dipende da diversi fattori, come il periodo dell’anno, se si considerano giorni durante la settimana o nel weekend. Mediamente possiamo dire che varia dai 2 ai 6 euro.

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Siete soddisfatti dei risultati fino ad ora raggiunti in termine di vendite?

Sì, certamente. Anche se cercheremo di migliorare ulteriormente le nostre performance e i nostri risultati.

Come si organizza un bookshop?

L’allestimento del bookshop dipende dalla mostra che è in corso. Generalmente quando è in corso una mostra di un solo artista si selezionano i libri di quell’artista o libri che parlano di lui, si propongono testi che trattano della sua arte o del momento storico in cui è vissuto. C’è sempre una sezione dedicata ai libri per bambini e poi c’è l’oggettistica, che incide notevolmente sul venduto di bookshop. Esistono due tipologie di oggettistica: la prima è legata alla mostra e presenta oggetti realizzati ad hoc con immagini presenti in mostra, se ne sono stati concessi i diritti. La seconda tipologia, invece, propone oggetti generici che però si ricollegano alla mostra per colori e forme. La consegna del materiale avviene pochi giorni prima dell’inaugurazione, momento in cui si allestisce lo spazio.

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Da chi reperite gli articoli del bookshop?

Da molti fornitori, di cui molti stranieri, in base alle necessità. Generalmente ci affidiamo a fornitori storici che conosciamo bene e con cui lavoriamo da diverso tempo, ma siamo sempre alla ricerca di nuovi fornitori in grado di rispondere a diversi bisogni sia in termini di qualità e varietà che in termini economici.

Come coesistono il design store e il bookshop? Vi è il rischio di una concorrenza interna?

No, essi coesistono tranquillamente proprio perché hanno scopi differenti. Il target è diverso: il design store è pensato per i visitatori del museo e per gli appassionati di arte e design in genere, mentre il bookshop è dedicato specificatamente ai visitatori delle mostre. Inoltre i due raccolgono articoli che rispondono a fasce di prezzo differenti.

 

Lucia Vaccari e Marta Raimondi

 

Immagini tratte dal sito del Mudec e del sito del design store

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