IL LABIRINTO DELLA MASONE DI FRANCO MARIA RICCI

Edoardo Pepino Ph Dario FusaroMetti la magia e l’enigma di un labirinto che nasce dal bamboo e uniscilo alla bellezza dell’arte e al sapere dei libri… perdersi tra natura e cultura per poi ritrovarsi. Stiamo parlando del labirinto (di bamboo) più grande al mondo, il Labirinto della Masone dell’editore e designer Franco Maria Ricci, a pochi chilometri da Fontanellato in Provincia di Parma. Il Labirinto è aperto al pubblico dal 29 maggio 2015.

Edoardo Pepino, Direttore editoriale Franco Maria Ricci, ci racconta questo luogo unico.

Come è nata l’idea del Labirinto? A cosa si ispirò Franco Maria Ricci quando decise di progettarlo?

L’idea viene da diverse esperienze e dal desiderio di costruire un posto visitabile dal pubblico. Un labirinto come metafora e luogo immaginario, un labirinto letterario ma anche fisico, l’idea di perdersi come nel deserto. Ricreare un’emozione, costruendo un luogo nella campagna di famiglia che potesse unire complessi ed edifici a un giardino-labirinto, alla collezione di opere d’arte nonché all’esperienza editoriale. Avendo uno stile e una certa riconoscibilità nella sua idea di bello, Franco Maria Ricci decise dunque di costruire un luogo invece che un libro.

Quali sono i servizi e le attività che il Labirinto offre al pubblico?001_LabirintoAeree_definitiva

Il Labirinto è uno spazio multiforme, conglomerato di vegetazione e architetture, di percorsi un po’ enigmatici (come si conviene a un labirinto) e di opere murarie che ospitano in modo permanente opere d’arte, libri rari e preziosi, insomma ciò che Franco Maria Ricci ha creato o riunito intorno lui durante tutta una vita di editore, graphic-designer, collezionista d’arte e bibliofilo. Il Labirinto è Giardino, Museo, Biblioteca,… e anche sede di eventi (mostre temporanee, concerti, spettacoli), che già hanno avuto (come nel caso della Mostra su Ligabue e Ghizzardi che durerà fino al prossimo gennaio, o l’evento di performances multimediali e musicali “Solaris”, che a novembre ha fatto “sold out”), e avranno sempre in futuro l’intento di trasmettere attraverso esperienze diverse la stessa emozione e lo stesso stile che distinguono l’opera di Ricci come editore d’arte e designer. È anche un luogo di incontri e di feste in grandi sale, in cortili o sotto porticati, e un luogo per acquisti (include un bookshop elegante, un negozio di specialità gastronomiche, un ristorante curato da chef “stellati”, una caffetteria). C’è persino una cappella a forma di piramide! Per i visitatori l’esperienza del Labirinto è quindi varia e mutevole; è fruibile in molti modi. Gli appassionati, i curiosi, gli habitué (cominciano già ad essercene), vengono qui e ci restano un pomeriggio, la sera, alcuni si fermano l’intera giornata. Al suo interno risiede la Fondazione, che ha il nome del fondatore, e che ha l’intento di portare avanti numerosi progetti in campo sia culturale che paesaggistico.Mauro Davoli_La prima corte con il BelvedereLQ

Come è strutturato il Labirinto a livello organizzativo?

Il Labirinto è un luogo da visitare ma è anche un ufficio vivo e la sede prestigiosa di una Casa Editrice. In mezzo alle sculture e ai quadri, i giovani appassionati (come me sono in molti ad avere meno di 35 anni) abitano la galleria e ne sono gli attenti ed esperti custodi; lavorano con il pubblico, anche straniero, studiano la collezione, ne illustrano i pezzi, accolgono le scuole, correggono le bozze dei libri, ne impaginano le immagini, propongono attività, valutano proposte editoriali, didattiche, spettacoli. Sotto l’occhio attento di FMR e di Laura Casalis, ci adoperiamo tutti inseguendo qualità, dedizione e buon gusto che da queste parti duecento anni fa furono gli stessi valori di Bodoni. La fortuna, specie per chi è giovane, è anche di poter collaborare con molti illustri professionisti, da tempo legati a Ricci: Giovanni Mariotti, Massimo Listri, Vittorio Sgarbi…

Quale è stata la strategia di comunicazione per promuovere il Labirinto?

“Bouche à oreille”, passaparola.
Fin dall’inizio Ricci è stato convinto che un posto unico, un luogo di delizie, nel quale nessun dettaglio è lasciato al caso, e che unisce le numerose esperienze di una persona che con il suo stile ha inciso un segno indelebile, sarebbe stato una scoperta e una sorpresa per tutti; da condividere e promuovere. In parte è andata così. Molti visitatori vengono attratti dalla meraviglia riportata da un amico o da un parente, o dal fascino di vedere coi propri occhi un labirinto colossale. Ovviamente c’è anche la stampa (anche quella internazionale) che incuriosita da un progetto così originale, ha cominciato a parlare del Labirinto da molto tempo, quando ancora era lontano dall’essere terminato. Da quel momento in Casa Editrice (ora c’è anche il Labirinto, ma il nostro lavoro è sempre stato e continuerà a essere quello dei libri) abbiamo iniziato a ricevere ogni giorno e-mail e messaggini, richieste di chiarimenti su questo o quell’aspetto e informazioni sull’avanzamento dei lavori. Spesso da paesi lontani, da interlocutori impensati. L’attività di Franco Maria Ricci è molto apprezzata, anzi, in paesi anche inaspettati. Una mostra delle edizioni e sulla grafica Franco Maria Ricci ha ora terminato la sua tournée nelle principali città del Messico; un’altra (cento pezzi della collezione d’arte di Ricci) si è svolta in primavera nel Museo Nazionale di Arte Antica, a Lisbona.

Oggi si parla molto di “rete”, “sistema”, “network” nel mondo culturale: qual è il rapporto del Labirinto con gli altri musei, enti, istituzioni culturali del territorio? E a livello internazionale?

Tra gli intenti del Labirinto, e anche della Fondazione che vi ha sede, ce n’è uno particolarmente importante: la promozione del territorio di Parma e, in generale, delle bellezze italiane. Si tratta, in fondo, una prosecuzione in altra forma dell’attività iniziata da Franco Maria Ricci con la rivista FMR (la cui nuova edizione, da non perdere, è prevista per la primavera 2016!) che ha fatto conoscere, in tutti i paesi in cui veniva pubblicata, molti tesori italiani poco noti e a volte addirittura inediti. Nell’ambito di questa attività di promozione abbiamo colto, ancora prima dell’apertura, l’invito di due importanti associazioni: i Grandi Giardini Italiani e il circuito turistico dei Castelli del Ducato, che richiama sempre più l’attenzione di turisti anche internazionali verso la meravigliosa regione che ospita il Labirinto. Mauro Davoli_Veduta della corte centrale dai portici del lato ovest-1Oltre a Parma, città che serba le tracce e il profumo di una grande tradizione storica e culturale (basti pensare al Duomo, al Battistero, al Teatro Farnese, al Palazzo della Pilotta), il Labirinto è un punto di partenza ideale per visitare alcuni dei luoghi più affascinanti della Pianura Padana: la Rocca di Fontanellato, che contiene una stanza meravigliosamente affrescata dal Parmigianino, o Torrechiara, splendido esempio di roccaforte militare quattrocentesca, o la Rocca di Soragna o quella dei Rossi di San Secondo; e poi il duomo di Fidenza, Busseto, il borgo natio di Giuseppe Verdi, pervaso da una musica che continua a echeggiare nei teatri di tutto il mondo. Poco più lontane, Mantova, Cremona, Sabbioneta…

Francesca Tommasini

 

Foto 1: Ph Mauro Davoli, Il Labirinto visto dal Belvedere.

Foto 2: Ph Dario Fusaro, Edoardo Pepino – Direttore editoriale Franco Maria Ricci.

Foto 3: Labirinto della Masone.

Foto 4: Ph Mauro Davoli, La prima corte con il Belvedere.

Foto 5: Ph Mauro Davoli, Veduta della corte centrale dai portici del lato ovest.

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