Peep-hole, uno sguardo sul contemporaneo a Milano

Inaugura domani martedì 20 Ottobre un nuovo episodio di Extra Dry#3 un progetto artistico, questa volta a cura di Franco Vaccari, promosso da Peep-hole all’interno del celebre ristorante di via Solferino Dry. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il centro di arte contemporanea Peep-hole può essere oramai considerato di diritto un punto di riferimento nel panorama artistico nazionale, e non solo. Tuttavia, proprio per la sua peculiarità, ancora non ha trovato un chiaro inquadramento e nell’attuale panorama continua a operare come un soggetto di iniziativa privata ma dalla forte vocazione pubblica.

Peep-Hole nasce a Milano nel 2009 su iniziativa dei curatori Vincenzo De Bellis, IMG_9589l’attuale direttore artistico di miart, Bruna Roccasalva e Anna Daneri, ai quali di lì a breve si unisce Stefania Scarpini. Peep-Hole si costituisce come associazione culturale e in un primo periodo trova sede in un piccolo spazio nel quartiere Porta Venezia che in passato è stato sede della galleria Massimo De Carlo prima, dello studio dell’artista Patrick Tuttofuoco poi. Nel 2012 la necessità di trasferirsi costituisce per Peep-Hole lo stimolo per nuove sfide, e l’incontro con i titolari della storica Fonderia Artistica Battaglia determina la svolta per la sua trasformazione da piccolo spazio indipendente a centro d’arte di respiro internazionale. La nuova sede di Peep-Hole è infatti una affascinante archeologia industriale racchiusa nella sede della Fonderia Artistica Battaglia al 10 di via Stilicone, di fronte alla nota Galleria Lia Rumma.

Peep-Hole, letteralmente “spioncino”, allude alla visione che si ottiene attraverso una lente fish-eye che, da un piccolo foro, consente all’osservatore un’ampia panoramica, pur restando invisibile. Chiaramente ispirata alle Kunsthalle del centro Europa e agli alternative space anglo-americani, Peep-Hole applica questo stesso sguardo all’arte contemporanea, senza aggiungere filtri o sovrastrutture. In una città che ancora non possiede un museo d’arte contemporanea, Peep-Hole si presenta come “la project-room di un museo, senza museo” e, attraverso un programma di mostre, pubblicazioni, incontri, conferenze e workshop, che vuole mettere in rete artisti internazionali più o meno noti promuovendo il loro lavoro. Come si legge sul loro sito: “our mission is to weed out useless superstructures replacing them with a leaner relationship between artwork and viewer.

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La programmazione espositiva si compone di almeno cinque mostre l’anno. Quest’anno il team ha portato a termine il progetto pluriennale Six Ways to Sunday, di cui la sesta e ultima collaborazione con un centro d’arte straniero chiuderà il 7 novembre. La mostra, prima personale italiana della celebre artista canadese Liz Magor, vede come istituzione partner e ospite di Peep-Hole il CAG Contemporary Art Gallery di Vancouver.

the book societyPer quanto riguarda la produzione editoriale, l’attività si articola in due progetti: Peep-Hole Sheet e The Book Society. Il primo, giunto ormai alla pubblicazione del 25° numero, è un progetto editoriale che trasla su carta le
stesse linee guida dello spazio espositivo: agli artisti viene data carta bianca, con il solo limite dello spazio che, nel caso della carta, viene conteggiato in battute. Peep-Hole Sheet è un trimestrale edito e distribuito da Mousse Publishing. Il secondo progetto, invece, apre una riflessione sull’arte attraverso un’indagine del formato-libro ed è dedicato all’editoria d’arte indipendente.

Un altro progetto oramai consolidato nel programma di Peep-Hole è Effetto Venturi: un ciclo di seminari organizzati al Museo del Novecento nei quali la generazione più giovane di artisti è posta in relazione a quella più “adulta” ed affermata, al fine di veicolare una trasmissione del sapere artistico attraverso il dialogo intergenerazionale. Effetto Venturi è un progetto fatto con gli artisti e per gli artisti che bene rappresenta la restituzione che Peep-Hole rivolge alla comunità che ha sostenuto la sua missione fin dall’inizio. Nel 2009 infatti, all’alba della sua creazione, sono stati gli artisti attraverso le loro donazioni a fornire al centro d’arte la linfa per iniziare. Questa forma di sostentamento è stata nel tempo affiancata da altri metodi di fundraising come le campagne di donazione e la presentazione di progetti ai bandi pubblici.

 È da segnalare che dal 2012 Peep-Hole è sostenuta nei suoi progetti da Fondazione Cariplo; extra dry2l’ultimo in ordine cronologico è Arthuro, una piattaforma pensata per facilitare l’accesso del grande pubblico ai programmi formativi delle istituzioni d’arte contemporanea di tutto il mondo (online da novembre). Possiamo incontrare i progetti di Peep-Hole, infine, anche fuori dalle sedi deputate dell’arte: con Extra Dry ad esempio, per il terzo anno consecutivo Peep-Hole collabora con Dry Cocktails & Pizza a una video programmazione con l’obiettivo di portare l’arte contemporanea fuori dai posti usuali e incontrare un nuovo pubblico. Qui sono state proposte opere di artisti sia emergenti che affermati, con un focus sull’arte italiana. Nonostante la sopravvivenza delle realtà indipendenti non-profit sia sempre in bilico, il fermento che si percepisce da Peep-Hole ci fa ben sperare. Aspettiamo allora la prossima mostra – dal 19 novembre, la mostra personale di un giovane artista californiano – curiose di sapere cos’altro ci riserverà Peep-Hole per il futuro. Sicuramente qualcosa di cui varrà la pena di avere notizia.

            Roberta Capozucca                                                                                                          Sara Cattaneo                                               about.me/rcapozucca                                                                                                   about.me/sara.cat 

Photo Credit: http://www.peep-hole.org/ph/

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