Lucia Frassoni e il ruolo del Registrar

Il reperimento, il trasporto di opere, l’organizzazione logistica e infine l’allestimento di una mostra d’arte sono attività che poco hanno a che fare con lo spirito creativo che viene abitualmente associato a chi lavora all’interno di questo settore. Tuttavia, l’attitudine di trattare nel modo migliore gli imprevisti, l’abilità di contrattare con enti e istituzioni di natura differente e la capacità di gestire le richieste e lavorare con diverse professionalità coinvolte, fanno del registrar un vero e proprio artista capace di affrontare in tutti i suoi aspetti la produzione di una mostra.

Nei musei degli Stati Uniti questo tipo di figura professionale inizia a farsi strada negli anni Cinquanta e si organizza dal 1978 attraverso un comitato di professionisti, il Registrar’s Committee, riconosciuto dall’AAM – American Associations of Museum. In Gran Bretagna si può riscontrare la stessa situazione, nasce nel 1979 la UK Registrars Group un’associazione no-profit che prevede un forum dedicato attraverso cui i registrar possono scambiarsi informazioni ed expertise confrontandosi con collezionisti, galleristi e managers che lavorano nel settore culturale.

Stati Uniti e Gran Bretagna, tuttavia, non sono gli unici paesi sensibili a questo tipo di professione, anche in Francia, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca e Spagna possiamo trovare comitati il cui interesse risiede nella creazione di una rete di comunicazione tra professionisti.

Un modo per aggiornarsi sui cambiamenti di un mondo trasversale come quello dell’arte, che necessita del supporto di figure con competenze anche apparentemente distanti tra loro, ma che oggi vengono riconosciute e sono sempre più importanti.

AAEAAQAAAAAAAAM8AAAAJGFiMGU1ZDAxLTU0MjEtNDkyMS1iMmQ5LWI1MGNmNDQyODBiYw

A questo proposito abbiamo avuto il piacere di ospitare presso la Business School del Sole 24 ORE Lucia Frassoni registrar presso ViDi S.r.l., nuova realtà italiana nata nel Luglio 2014 che produce e organizza mostre sia a livello nazionale che internazionale. ViDi nasce come conseguente prosecuzione di Alef – Cultural Project Management, che ha operato nell’ambito dei Beni Culturali per 14 anni. Il core business dell’impresa prevede la progettazione, l’organizzazione logistica e l’allestimento di mostre d’arte, partendo dal know how acquisito con Alef e la collaborazione con diverse istituzioni sia private che pubbliche in ambito culturale.

Il ruolo del registrar in ViDi è fondamentale e l’attività, come ci spiega Lucia Frassoni, ha inizio una volta ricevuta la lista di opere selezionate dal curatore per la mostra. Un lavoro che prevede la gestione e l’organizzazione di più committenti e personalità che divengono necessarie per la realizzazione concreta dell’esposizione. Si parte dal reperimento delle opere e dall’invio della richiesta di prestito alle istituzioni proprietarie, che si traduce in contratti e accordi che il registrar dovrà gestire e controllare. Al contempo, quest’ultimo dovrà comunicare con assicurazioni, compagnie di trasporti, exhibition designer, ufficio stampa e soprattutto con i prestatori delle opere, così da alimentare un rapporto basato sulla fiducia reciproca ed essere in grado di ridistribuire le informazioni correttamente tra tutti i soggetti coinvolti.

In questo lavoro le tempistiche sono fondamentali per la corretta realizzazione del progetto, ma soprattutto per avere le capacità di prevedere ed in caso affrontare gli imprevisti: una tempesta di neve che impedisce il trasporto delle opere, la necessità di ulteriori certificazioni, la richiesta di cambiamenti contrattuali da parte dei prestatori etc…

Lavorare all’interno di un’azienda come ViDi che non solo organizza, ma produce mostre, offre la possibilità di vedere tutte le fasi di una mostra dalla nascita dell’idea all’inaugurazione. In questo modo riesco ad avere una mappa mentale di tutto quello che serve, ma soprattutto la gestione e il controllo delle tempistiche.

0375f40

In Italia è largamente diffuso il coinvolgimento di aziende private per la realizzazione di mostre, mentre all’estero di meno. La figura del registrar nel nostro paese è ancora poco conosciuta e viene nominata per la prima volta nel 2001 e definito come: colui che crea, documenta e organizza tutti gli atti relativi al prestito di un’opera d’arte.

Come conferma anche Lucia Frassoni: nel nostro Paese ancora non è ufficialmente riconosciuto il ruolo del registrar a livello ministeriale pur rivestendo un ruolo fondamentale nell’organigramma di un Museo, Istituzione o Fondazione. In molti casi sono altre figure, già presenti all’interno ad occuparsi di tutte le procedure e della documentazione necessaria.

Le prospettive nelle istituzioni pubbliche italiane, sempre secondo la nostra ospite: fino a che questo ruolo non verrà ufficialmente riconosciuto come fondamentale nella struttura di un Museo non sono molte le prospettive per chi vuole fare questo lavoro. Mi auguro però che le cose cambino per una migliore gestione del patrimonio italiano.

Lucia Frassoni ha un percorso accademico in ambito culturale e ha frequentato il master in Economia e Management dell’Arte e dei Beni Culturali presso la Business School del Sole 24 ORE.

L’esperienza di stage con Alef è stata fondamentale per conoscere tutte le fasi che si susseguono per organizzare una mostra e mi ha fatto capire quali fossero le caratteristiche che avrei dovuto migliorare ed acquisire per gestire al meglio questo lavoro.

Fonti: ViDi S.r.l.

RCAAM

Uk registrars group

Registrarte

a cura di

Claudia Antelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...