LA SALVAGUARDIA DELLE OPERE D’ARTE DURANTE IL LORO TRASPORTO

Per il ciclo di conferenze voluto dal Mibact “Conservare per Ricordare” si è tenuto, venerdì 18 settembre, presso l’Accademia di Brera, il quinto incontro per professionisti del settore e non, sulla salvaguardia delle opere d’arte durante il loro trasporto. Marco Ciatti, attuale direttore in carica dell’Opificio delle Pietre Dure, cita un’annotazione di manifattura medicea risalente al1585 dove si fa menzione di “casse bene armate” e ancora “panni e materassi, tele incerate a protezione dall’acqua” per il trasporto di uno studiolo via mare. Ciatti chiarisce come il trasporto, sia parte integrante del progetto di conservazione e manutenzione che deve sempre essere unitario e coerente. Elisabetta Ciani, moderatrice all’interno della conferenza e fisico, presso l’ISCR, introduce il progetto SAFEART, portato avanti in collaborazione con la Sapienza e con la Professoressa Petrioli. Si tratta dell’introduzione di piccole scatole nere che, dotate di protocollo wireless e collegate da appositi sensori alle opere d’arte in punti di chiara criticità (giunture, punti di tensione..), forniscono all’operatore informazioni circa lo stato di stress e le eventuali sollecitazioni che l’oggetto subisce durante il trasporto. Il guscio in resina è compatibile con tutte le superfici, e così facendo, ci si pone l’obiettivo di creare un database unitario che raccolga le misurazione di stress e fornisca una base utile per l’organizzazione di un trasporto sicuro.

Marica Mercalli, soprintendente per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, introduce l’Indemnity: garanzia di stato che sostituisce la polizza assicurativa in caso di mostre e prestiti, laddove le perizie effettuate sull’opera e sul luogo di destinazione diano esito positivo. Dal 2005 lo stato si fa, dunque, carico economicamente di un’assicurazione che però non copre un inadeguato trasporto e un cattivo imballaggio. Chiara, quindi, la necessità di fare sempre riferimento alle schede conservative, presenti nel GEsMO, strumento che permette di gestire il procedimento di autorizzazione ai prestiti per le opere d’arte, previsto dall’articolo 48 del Codice dei beni culturali e del paesaggio. Sandrina Bandera, direttrice della Pinacoteca di Brera e del Polo Regionale Museale Lombardia, sottolinea come la qualità dei materiali di imballaggio e delle casse sia fondamentale durante la movimentazione: “il tipo di cassa, l’imballaggio, l’isolamento e persino lo stato delle sospensioni dei camion sono fondamentali”. In un quadro, che possa dirsi completo, le schede conservative devono rappresentare la risorsa più importante per la buona valutazione che precede il trasporto.

La movimentazione di opere, che hanno nel loro storico molteplici trasporti, dovrebbe essere valutata con maggior senso critico. Il Louvre, ad esempio, non presta mai affreschi strappati, o tele che hanno subito un cambio di supporto, per non forzare le tensioni nelle colle. Dagli errori del passato si è potuto, comunque, imparare e di certo i trasporti, non andati a buon fine, hanno fornito spunti di studio e ricerca.

Maria Vittoria Marini Clarelli, oggi Direttrice al Servizio I nella Direzione Generale Educazione e Ricerca, presenta un focus sull’arte contemporanea le cui criticità sono spesso dovute alle grandi dimensioni raggiunte dalle opere: banalmente la loro separazione in differenti contenitori ne determina la parziale dispersione o il cattivo allestimento. Roberto Ciabattoni (ISCR), sottolinea l’importanza della corretta progettazione dei presidi di sicurezza per la movimentazione, come il busto in carbonio creato ad hoc per il Satiro Danzante di Mazara Del Vallo. Prosegue Roberto Boddi (OPD), che analisi efficaci sui presidi di movimentazione sono necessari anche per la conservazione del manufatto: citando il caso dei climabox, il cui plexiglass, oltre a non essere sufficientemente flessibile, favorisce il proliferare di batteri xilofagi, dannosi per i supporti in legno.

Quando il trasporto è alla base del consenso ad un prestito, sottolinea la Dottoressa Caterina Bon Valsassina, alla Direzione Generale Educazione e Ricerca, la tecnologia non può superare il buonsenso. Ci sono delle prescrizioni, che seppur onerose, devono essere assolutamente garantite per un buon trasporto che, comunque, non potrà mai contemplare l’imponderabile; vetrine e imballaggi hanno costi, e tali costi sono investimenti dovuti e che fanno parte di un unicum imprescindibile per garantire la sicurezza delle opere d’arte.

 

 

Cristiana Cinquerrui

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