Intervista a Luca Costa Sanseverino

Luca Costa Sanseverino è Project Manager e co-fondatore di F3 Business Advisory Services, società di consulenza internazionale sia nel settore privato che istituzionale. Sanseverino, di nazionalità italo-inglese, laureato in Scienze Politiche e con un Master in economia dei mercati emergenti è specializzato nella ideazione, programmazione, esecuzione, controllo e valutazione finale i progetti di diversa tipologia.

Il suo background di esperienze partcache_13270160e dal giornalismo per poi seguire dal 1992 al 2002 una ditta di import/export operativa nei paesi in conflitto dei Balcani. In Africa sviluppa progetti per OII (Organization for International Investments)e per IFI (International Financial Istitutions). In Italia sviluppa progetti culturali per ONU, UE e le Nazioni Unite.

Con l’apertura di F3BAS si presenta l’opportunità di lavorare in sinergia con il
gruppo, sfruttare le competenze traversali come le lingue e le competenze specifiche sui territori in via di sviluppo come ad esempio l’Azerbaijan.

Qual è secondo lei un punto di forza del Project Management?

“Il punto di forza del Project Management è rappresento dalla metodologia applicata ai processi decisionali. Ciò aiuta il management a minimizzare problematiche derivanti dalla variabile umana. Perciò è necessario adattare tale metodologia ai contesti, al fine di sapere quando cambiare qualcosa e come reagire ad un imprevisto.”

Quali sono le prospettive dell’applicazione del Project Management nel settore culturale?

“Il Project Management in generale si è affermato come metodo da più di 15 anni in svariati settori. Nell’ambito culturale sta emergendo grazie alla maggiore richiesta di qualità e di affidabilità sia da parte dei finanziatori che dal pubblico. Credo sia fondamentale il suo utilizzo come garanzia di professionalità nel gestire l’azione culturale.

Qual’è secondo lei il maggior rischio nella gestione di un progetto?

“Uno dei maggiori rischi è il tempo. E’ facile dover posticipare i tempi di chiusura di un progetto per problemi burocratici o di liquidità. La soluzione alla riduzione di tale rischio risiede nella accurata programmazione che spesso deriva dalle esperienze pregresse.”

Può rappresentare un ostacolo alla sintonia del gruppo di lavoro il controllo periodico delle attività?

“In contesti lavorativi dove è presente alta professionalità, il controllo non rappresenta un ostacolo bensì un incentivo a migliorare le proprie performance.”

In alcuni contesti imprenditoriali, principalmente quelli italiani, l’utilizzo del project management può essere visto come un cambiamento dello status quo aziendale?

“Vi sono contesti nei quali l’assenza di innovazione e di studio di nuove metodologie aziendali, comporta diffidenza da parte dell’imprenditore. Oggi infatti le aziende si scontrano con la velocità dei cambiamenti di mercato ed una conseguente internazionalizzazione. I business model cambiano repentinamente e chi non innova e non si adegua, rischia di essere sopraffatto dai concorrenti.”

 

Massimiliano Mautone

https://about.me/massimilianomautone

Immagini: 1) http://www.esca.ma 2) Luca Costa Sanseverino

 

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