“REGIONE” APPENNINO: UNA GRANDE ESPOSIZIONE A CIELO APERTO

Oggi ci troviamo sulle dolci colline parmensi, ai piedi dell’antico Castello di Torrechiara, per intervistare la Dottoressa Agata Cleri, architetto e portavoce dell’associazione culturale “Donne di Torrechiara” nonché del nuovo progetto “Regione” Appennino e del portale “Assapora Appennino”:

Come è nata l’associazione culturale “Donne di Torrechiara”?

«L’idea dell’associazione “Donne di Torrechiara” è nata nel 2009 nella piccola frazione di Langhirano, in provincia di Parma, per fronteggiare i problemi causati dal terremoto del 23 dicembre 2008 e si è costituita ufficialmente l’8 Marzo 2010. Il nostro scopo era quello di puntare l’attenzione su Torrechiara: il Castello, infatti, l’elemento più riconoscibile di questo territorio, era stato chiuso a causa dei danni del terremoto».

Ci può descrivere il progetto “Regione” Appennino?

«Cerchiamo, da sempre, un rapporto costante con il territorio circostante. In questi anni l’Associazione ha avuto una sua evoluzione: abbiamo voluto creare un progetto che potesse portare sviluppo, cioè lavoro. Così è nata l’Associazione di promozione sociale e turistica “Rete Appennino” e l’ Agenzia turistica di Comunità Assapora Appennino, un gruppo di operatori dell’accoglienza raccolti in un Club di prodotto iscritto all’Azienda di Promozione Turistica della Regione Emilia Romagna per agire in modo professionale nel mercato dell’industria turistica. downloadDonne di Torrechiara ha provocato un “passaparola” dal Castello verso la zona sud di Parma, verso l’Appennino appunto, ed è entrata a far parte di una rete composta da diverse associazioni e imprese del territorio. Si tratta di tre soggetti principali che collaborano: oltre alla Rete Appennino troviamo il Club di prodotto degli operatori dell’accoglienza e il Mercato del contado, una rete di piccoli produttori locali».

Qual è lo scopo del progetto?

«Lo scopo di questo progetto, nato dal basso, da chi conosce e vive il territorio, è lavorare insieme perché possa esserci un turismo di comunità, che dia la possibilità di lavorare a chi abita in questo territorio. Altrimenti non è sviluppo e lavoro ma “uso”. Vogliamo dare lavoro ai giovani per evitare la famosa “fuga di cervelli”, vogliamo ripopolare l’Appennino. Per fare questo è però molto importante che tutto venga messo a sistema e che tutti vadano nella stessa direzione: verso un discorso di promozione sociale, culturale e turistica. Parlo di paesaggio, natura, piccoli borghi storici, arte e cultura, tradizioni ma parlo anche di enogastronomia, poiché attraverso il turismo i nostri prodotti tipici verranno valorizzati».

“AssaporAppennino” è il portale che dà voce a “Regione” Appennino. Di cosa si tratta?

«Da poco abbiamo creato una piattaforma web per raccontare il territorio: AssaporAppennino; la piattaforma diventa motivo di reciproca conoscenza oltre che strumento informativo prima e di promozione e commercializzazione poi. La nostra comunicazione si basa soprattutto sulle immagini, vogliamo che le immagini parlino da sole e invoglino il turista a visitare il territorio. Neanche Parma stessa conosce bene la sua montagna! A tal fine collaboriamo con la Cooperativa dei 100 Laghi, il Parco Nazionale e i Parchi del Ducato.

Vorrei citare un’iniziativa, presente sulla piattaforma web, alla quale tengo particolarmente: “Megafono 2.0”, un progetto finanziato dalla Regione e partito da Langhirano che vede protagonisti i bambini e i ragazzi come “redattori” del territorio. Bisogna educare i ragazzi fin da piccoli a raccontare il luogo in cui si vive. Si pensa in futuro di allargare il progetto anche agli 8 comuni dell’Appennino».

Il 6 Giugno 2015 l’Appennino tosco-emiliano è stato riconosciuto riserva MAB (Man and Biosphere) dell’Unesco. Come ha influito sul progetto questo riconoscimento?

«Attraverso questo importante riconoscimento, Torrechiara con il suo Castello diventa la “porta d’ingresso” Nord di Parma della MAB. Si sta pensando anche a un progetto di collaborazione con la Regione Liguria, la MAB infatti confina con le Cinque Terre, anch’esse Patrimonio dell’Unesco: si sta lavorando sull’idea di un circuito che dal mare porti i turisti all’Appennino e viceversa. Qui troviamo infatti quel confine in cui il clima mediterraneo si incontra con quello delle montagne, dove il rapporto uomo-natura è rimasto sostenibile e ne guadagnano da ciò le produzioni tipiche, vedi tra le più conosciute il formaggio Parmigiano-Reggiano e il Prosciutto di Parma. Qui il legame cultura-territorio è di fondamentale importanza, la cultura è la base di tutto. Collaboriamo anche con i Musei del Cibo di Parma. Se si riuscisse a creare l’immagine, l’idea di un prodotto inscindibile dal territorio, dalla sua storia, cultura arte e tradizioni si risolverebbe anche gran parte del problema della contraffazione!».

Tante le iniziative e gli eventi legati anche al mondo dell’arte e dei beni culturali.

Si è concluso lo scorso weekend al Castello di Torrechiara, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2015 (Mibact), un evento promosso dalla stessa Rete Appennino e dell’Agenzia turistica di Comunità Assapora Appennino, in collaborazione con il Polo Museale di Torrechiara e il Comune di Langhirano (Parma).IMG_4045

La giornata di sabato 19 settembre è stata inaugurata con un appuntamento di rilievo nazionale: l’autoconvocazione degli Stati Generali delle Donne della Regione “Appennino, in vista dell’appuntamento del 26, 27 e 28 settembre 2015 a Milano: la  Conferenza mondiale delle donne del 2015. Gli interventi si sono alternati a iniziative di valorizzazione dei prodotti tipici dell’Appennino come “La tavola del Contado” e delle antiche tecniche dell’arte della tessitura, ancora praticate in questi territori e protagoniste di due documentari che sono stati proiettati durante la giornata: “Janas, storie di donne, telai e tesori” di  Stefania Bandinu e Giorgia Boldrini con musiche di Paolo Fresu,  e “Tessiture  Handmade in Vairo Italy since 1900” di Marco Epifani su Paola Berini e Maria Coruzzi. Anna Kauber ha presentato il suo progetto “Il cantico di Francesco” e l’artista parmigiana Caterina Orzi ha inaugurato nel castello la sua mostra fotografica “Amori dalla cenere, che indaga con delicatezza le problematiche della violenza sulle donne (la mostra è sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e è stata presentata da Stefania Provinciali Critica d’Arte).IMG_4035

Nella serata invece una vera e propria Notte rosa e l’apertura serale straordinaria delCastello di Torrechiara, dove Lucia Fornari Schianchi, ex Soprintendente per il
Patrimonio Storico Artistico di Parma e Piacenza, ha coinvolto i visitatori nel racconto dal titolo Quanti temi in questa camera doro, illustrando le storie narrate dagli affreschi della famosa “Camera d’Oro”, attribuita a Benedetto Bembo, per celebrare, ad un tempo, la delicata storia d’amore tra Pier Maria e Bianca Pellegrini e la potenza del casato attraverso la raffigurazione di tutti i castelli del feudo.  «Ci troviamo in uno dei più bei castelli d’Italia e d’Europa» ha affermato l’ex Soprintendente.IMG_4034

L’evento è proseguito nella giornata di domenica 20 settembre con nuove dimostrazioni dell’antica arte del telaio e visite guidate gratuite al percorso museale recentemente restaurato (camminamenti e sala del vespro) a cura di Marina Ferrari, funzionario architetto dell’ex Soprintendenza BAP che ha seguito i lavori. La giornata ha visto anche il coinvolgimento dei più piccoli con l’iniziativa di rievocazione in costume medievale de “Il ritorno di Lady Hawke” e la costruzione di “Un Castello di Mattoncini”, ovvero la realizzazione di un plastico del Castello con i famosi mattoncini Lego.

Francesca Tommasini

 

Foto 1 (copertina): Castello di Torrechiara e scorcio dell’Appennino (foto di Francesca Tommasini).

Foto 2: Logo Rete Appennino.

Foto 3: Stati Generali delle Donne (foto di Francesca Tommasini).

Foto 4: Mostra fotografica “Amori dalla cenere”, di Caterina Orzi (foto di Francesca Tommasini).

Foto 5: I racconti di Lucia Fornari Schianchi sulla Camera d’oro del Castello di Torrechiara, “Quanti temi in questa camera d’oro” (foto di Francesca Tommasini).

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