TURISMO CULTURALE: L’EMILIA-ROMAGNA RIPARTE DAI SUOI CASTELLI

foto firmaI Castelli come prodotto turistico-culturale in grado di generare valore per l’intero territorio. È questo il cuore del recente Progetto pilota regionale “Castelli del Ducato di Parma e Piacenza, Castelli d’Emilia-Romagna – Castelli d’Italia”, declinabile ulteriormente in “Castelli d’Italia e d’Europa” in caso di una contestuale o successiva favorevole apertura tesa all’internazionalizzazione della marca d’area. Il Progetto è stato firmato lo scorso 5 agosto 2015 presso la Rocca Sanvitale di Fontanellato (sede dell’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza) dal Presidente dell’IBC Regione Emilia-Romagna Angelo Varni e dal Presidente dei Castelli del Ducato Conte Orazio Zanardi Landi, alla presenza del Presidente della Regione Stefano Bonaccini e del sindaco di Fontanellato Domenico Altieri.

Si tratta di un modello guida, nel settore turistico-culturale, di rete pubblico-privato per la valorizzazione e promozione del patrimonio culturale e paesaggistico italiano. Il territorio italiano rappresenta infatti uno straordinario e quanto più variegato patrimonio fatto di storia, cultura, tradizioni, enogastronomia, paesaggio e i Castelli sembrano porsi nei confronti di questo come un magico fil rouge, luoghi in grado di legare insieme le specifiche risorse e di generare indotto economico per il territorio, opportunità di lavoro e crescita professionale per quanti desiderano operare in ambito culturale, storico-artistico e turistico.

logo«Castelli del Ducato di Parma e Piacenza è nata nel 1999, grazie all’impegno di un novero di mecenati, proprietari privati e amministrazioni pubbliche, che divisi tra soci fondatori, ordinari e sostenitori garantiscono dal 1999 l’apertura al pubblico delle storiche dimore, dei castelli e di importanti luoghi d’arte» ci spiega Francesca Maffini, responsabile Progetti, Comunicazione e Ufficio Stampa, Rapporti Istituzionali e Relazioni Esterne per i Castelli del Ducato di Parma e Piacenza. «L’obiettivo, da sempre, è la valorizzazione e la promozione non solo dei castelli, ma anche dell’intero territorio circostante, che offre un prezioso connubio tra enogastronomia, cultura, storia e ambiente. Oggi il Circuito coordina e riunisce 24 Castelli e 14 Alloggi di Charme per 388 posti letto complessivi, 14 “borghi storici e monumenti” compresi in “Luoghi da visitare”, oltre a 21 Comuni tra Parma e Piacenza. Sono 500mila i visitatori che entrano ogni anno nei manieri attratti dalla ricca offerta messa in campo: non solo visite guidate, ma anche cene e banchetti a tema, animazioni per famiglie con bambini, concerti, degustazioni e visite by night a lume di candela, mostre d’arte, mercatini, laboratori creativi, ghost hunting, eventi di gala e meeting e da quest’anno anche gli innovativi Castle Street Food e gli Street Food con Chef Stellati.

Nel 2015 il portale www.castellidelducato.it  ha già registrato oltre 1 milione di visualizzazioni di pagine. Ha segnalato oltre 70 itinerari tematici che hanno messo in rete monumenti, percorsi, luoghi storici, antiche botteghe, castelli e dimore storiche. Dal portale, Castelli del Ducato ha presentato e lanciato oltre 1.000 eventi sul territorio, 120 laboratori didattici e attività culturali-creative per le scuole.

Con il collegamento “Castelli del Ducato di Parma e Piacenza – Castelli d’Italia” si potrà potenziare il sistema culturale-integrato rendendolo capace di innescare processi di sviluppo economico, rispettando la coerenza sul piano storico, artistico, culturale e targettizzando i temi per famiglie con bimbi, scolaresche, visitatori fai da te, giovani, senior con capacità di spesa medio-alta, gruppi».

Nel programma delle attività indicate nella convenzione spiccano in particolare una serie di azioni:fontanellato

  1. Censimento dei Castelli della Regione Emilia-Romagna;
  2. Valorizzazione e promozione culturale e turistica della marca d’area Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e dei Castelli dell’Emilia-Romagna come i Castelli più belli d’Italia;
  3. Studio delle potenzialità di valorizzazione della marca d’area Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e dei Castelli dell’Emilia-Romagna sia in Italia che nel mondo;
  4. Definizione di un piano di comunicazione – promozione;
  5. Riunire e collegare in un circuito culturale e turistico di qualità i Castelli dell’Emilia-Romagna che risponderanno a criteri che verranno stabiliti dall’IBC e dall’Associazione Castelli del Ducato di Parma e Piacenza;
  6. Organizzazione di un momento di confronto, di scambio di esperienze che sia anche un laboratorio di idee, finalizzato alla tutela, alla valorizzazione e allo sviluppo turistico, economico e culturale dei Castelli del Ducato di Parma e Piacenza e dei Castelli dell’Emilia-Romagna;
  7. Coinvolgimento e predisposizione di accordi ed intese con il MIBACT, e altre istituzioni pubbliche e private, al fine di rafforzare la partnership e diffondere il progetto in tutta la regione e proporlo con buona prassi a livello nazionale».

Nel 2009 l’Associazione Castelli del Ducato firmò nel municipio della città di Amboise una partnership con i Castelli della Loira che richiamano migliaia di visitatori. «La chiave è proprio questa: prendere le eccellenze – i Castelli – facendoli diventare oggetto di attrazione turistica a livello mondiale. Come fanno in Francia. In questo modo si ha un ritorno di immagine complessiva di qualità del territorio» afferma Francesca Maffini.

Il Progetto ha trovato pieno appoggio da Fondazione Cariparma: «Avevamo capito fin da subito l’importanza del Progetto. La finalità era ben chiara: investire nel turismo culturale per aumentare la capacità concreta di intercettare flussi turistici aggiuntivi» afferma Luigi Amore, Segretario Generale di Fondazione Cariparma. «Il costo complessivo si aggira attorno agli 80 mila euro circa e il contributo concesso dalla Fondazione è stato di circa 37 mila euro» prosegue. «Fondazione Cariparma  ha sempre avuto una tradizione generalista in termini di investimento sul territorio e concessione di contributi. Ci concentriamo in particolare su tre settori: il sociale, welfare e servizio alla persona, soprattutto oggi a luce dell’attuale crisi economica; la ricerca scientifica e tecnologica; il settore arte e beni culturali. Al riguardo,  recentemente, ci siamo posti il problema di come intendere il concetto di bene culturale: non solo in termini di tutela e restauro ma anche di valorizzazione e fruizione. Sosteniamo lo sviluppo concreto di progetti e di reti culturali sul territorio, in particolare attraverso il bando “Reti d’arte”, che sta avendo un grande successo. Crediamo che la contaminazione pubblico-privato sia assolutamente necessaria in questo settore. Siamo fermamente convinti della necessità di dover cambiare registro per quanto riguarda la valorizzazione: vi è il rischio che molti progetti culturali restino una mera retorica, bisogna capire che non può esserci una ricaduta automatica di tali progetti, perché ciò avvenga è necessario mettersi in rete con operatori del mondo economico e con interessi diversificati».

Francesca Tommasini

Foto 1: Castello di Agazzano (PC).

Foto 2: Firma della convenzione presso la Rocca di Fontanellato (PR).

Foto 3: Logo Castelli del Ducato di Parma e Piacenza.

Foto 4: Affreschi di Parmigianino, Rocca di Fontanellato (PR).

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