Il MacS di Catania raccontato da Giuseppina Napoli

Nato nel 2013, il MacS – Museo d’arte contemporanea Sicilia di Catania possiede già un nucleo di opere interessanti in collezione ed è in fase di espansione. Ce lo ha raccontato la sua direttrice, Giuseppina Napoli, in occasione di una visita al museo.

Da dove è nata l’idea del MacS e come s’inserisce nel panorama culturale siciliano e all’interno della città di Catania? Ci sono altre realtà di questo tipo nel panorama dell’isola?

L’idea del MacS è nata molto tempo fa ed è maturata nel corso degli anni, complice anche la suggestione di via Crociferi, alla quale credo vada attribuita parte della bellezza di questo progetto, e la mia aspirazione a valorizzare il patrimonio culturale siciliano facendolo diventare una sorta di “contenitore” d’arte contemporanea. Il MacS è una giovane realtà che esiste da poco più di due anni e sorge all’interno della Badia piccola del Monastero di clausura delle suore Benedettine, e anche per questo è una realtà unica a Catania, dinamica e complessa che è fatta di stimoli e di convivenza tra passato e presente e che ė incline a creare sodalizi culturali con altrettanti prestigiosi contenitori storico-artistici, al fine di rendere più vitale il panorama artistico dell’isola.

Di cosa si ocDSC_0197cupa il MacS e in quale modo il museo si presta all’esposizione e alla promozione dell’arte contemporanea?

Il progetto MacS è fortemente legato alle istanze tendenti alla valorizzazione dei beni culturali del patrimonio siciliano e alla promozione dell’arte contemporanea italiana eminternazionale. Il MacS è un museo gestito da un ente culturale formato da professionisti del settore che si sono soffermati su determinate scelte artistiche come quella di privilegiare un taglio figurativo per le sue collezioni d’arte, nella convinzione dell’importanza dell’immagine e della sua funzione evocativa. Fonte d’ispirazione del MacS sono i criteri “classici” e parametri quali bellezza, perizia esecutiva, capacità tecnica, armonia delle forme, verosimiglianza, troppo spesso emarginati dalle avanguardie del Novecento, con le realtà, i mezzi, le esigenze e aspettative del nostro contemporaneo. Come ho ribadito già altre volte, il mio impegno è quello di garantire la crescita del MacS in totale autonomia e libertà, di assicurare al pubblico la qualità delle opere d’arte esposte e non lasciare spazio all’autoreferenzialismo e alla manipolazione mercenaria che spesso è causa di smarrimento nel mondo dell’arte contemporanea.

Qual è la posizione del museo rispetto agli artisti emergenti? Cosa fa il MacS per i giovani artisti? È in contatto con le Accademie?

Il MacS intende indagare le espressioni del contemporaneo sia attraverso le opere di giovani artisti esordienti che di artisti di chiara fama. Alcuni degli eventi passati hanno avuto come protagonisti giovani talentuosi e il riscontro con il grande pubblico è stato molto positivo, mentre progetti futuri, in previsione di un ampliamento degli spazi espositivi, includono sicuramente la partecipazione di giovani delle Accademie alle quali il MacS guarda con coinvolgimento e attenzione.

Da dove è nata la scelta di comporre una collezione con lavori quasi tutti successivi all’anno 2000 e con particolare attenzione alla fotografia?

Il MacS, in quanto ente con gestione autonoma, è “indipendente” sotto molti aspetti e ciò permette di uscir fuori dagli schemi classici della musealizzazione contemporanea che favoriscono quasi sempre lo stesso percorso del contemporaneo largamente storicizzato e optare per delle scelte coraggiose. Anche per le sue dimensioni e per l’intimità del luogo, il MacS permette di fuggire da qualunque spettacolarizzazione dell’opera d’arte e di essere orgogliosamente controcorrente. Inoltre l’attuale collezione del MacS non è che una porzione di quanto il museo ha acquisito ed intende acquisire nei prossimi anni.

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Come si sostiene economicamente il MacS? Da dove provengono i maggiori introiti e come vengono investiti?

Il MacS si sostiene in parte grazie agli introiti derivanti dai biglietti di ingresso, questo è il motivo per il quale si richiede un costante impegno e attenzione per migliorare i servizi offerti, garantire la qualità delle esposizioni e soddisfare le aspettative dei visitatori, e in con parte con il sostegno di sponsor amici del museo. Parte degli introiti vengono investiti nella gestione delle attività museali, nel restauro di ulteriori spazi espositivi e nell’organizzazione di nuove mostre d’arte.

Progetti per il futuro?

I progetti per il futuro sono molti e diversi: solo per citarne uno nei prossimi mesi contiamo di ultimare i lavori di restauro del piano superiore e aprire così una nuova ala del museo.

Sara Cattaneo // about.me

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