Alla scoperta delle collezioni private aperte al pubblico con la BMW Art Guide by Independent Collectors

Intervista a Silvia Anna Barrilà

Read the English version here

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È stata presentata a Maggio, in occasione del Gallery Weekend di Berlino (1-3 Maggio), la terza edizione della BMW Art Guide by Independent Collectors, una guida alle collezioni private aperte al pubblico promossa da Independent Collectors e BMW e pubblicata da Hatje Cantz. Ne abbiamo parlato con Silvia Anna Barrilà, coautrice della guida, in occasione della sua lezione sul collezionismo presso l’8° Master in Management delle Arti e dei Beni Culturali della Business School del Sole 24 Ore di Milano.

Come è iniziata la sua collaborazione con Independent Collectors?

Nel 2008 ho scritto un articolo su Independent Collectors per ArtEconomy24, la pagina sul mercato del Sole 24 Ore. Allora si trattava di una novità: una community online per collezionisti d’arte contemporanea.  Così siamo entrati in contatto. Qualche tempo dopo Independent Collectors cercava qualcuno che moderasse il forum del sito, e così è iniziata la nostra collaborazione.

Quando è nata l’idea della guida, ho collaborato alla fase di ricerca preliminare e di conseguenza, quando siamo passati alla fase di redazione dei testi, sono stata scelta come uno degli autori.

Perché una guida alle collezioni d’arte private in tutto il mondo?

Non è una guida a tutte le collezioni private, ma a quelle d’arte contemporanea che, pur mantenendo il loro aspetto privato, sono aperte al pubblico. Perché è nata? Perché prima non esisteva, pur essendo il fenomeno del museo privato oggi estremamente diffuso. Quando il fondatore di Independent Collectors, Christian Schwarm, si è reso conto di questa mancanza, ha deciso di colmare la lacuna con il sostegno di BMW. Nella guida non si trovano solo i grandi musei privati noti a livello internazionale, ma anche indirizzi e contatti di privati che, su appuntamento, aprono i loro appartamenti agli amanti dell’arte.

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A che tipo di pubblico è indirizzata?

A tutti gli appassionati d’arte contemporanea e a tutti coloro che si interessano per il collezionismo. È pensata come uno strumento pratico da portare con sé nei viaggi per scoprire dei luoghi di qualità al di fuori dei circuiti tradizionali.

Come è cresciuta la BMW Art Guide in tre anni?

È cresciuta parallelamente alla crescita dell’interesse per l’arte contemporanea e del collezionismo, che si è espanso a livello globale, e all’aumento del numero dei musei privati in tutto il mondo. Se nella prima edizione nel 2012 c’erano 217 collezioni in 156 luoghi in 41 paesi, nella seconda edizione del 2013 si sono aggiunte 49 collezioni e nella terza edizione del 2015 se ne sono aggiunte altre 32.

Come avete gestito la ricerca delle collezioni? Di quali parti si è occupata personalmente?

Mentre la ricerca preliminare è stata fatta internamente, con la mia consulenza esterna, in fase di redazione  sono subentrati diversi autori che hanno arricchito la guida con le loro conoscenze ed esperienze. Io mi sono occupata naturalmente dell’Italia, che è veramente ricca di importanti collezionisti privati, e di altri paesi dell’est e del sud Europa, come Grecia, Turchia, Polonia, Russia, Ucraina., Inoltre mi sono occupata dell’Asia, in particolare di Cina e Giappone. Non sempre è stato possibile visitare le collezioni di persona, in alcuni casi i brevi testi introduttivi alle collezioni sono stati scritti sulla base di ricerche e interviste svolte con il collezionista.

Quali sono le novità della terza edizione?

Oltre alle 32 nuove collezioni, la terza edizione è stata seguita da una nuova capo-redattrice. Mentre le prime due edizioni sono state seguite da Jana Hyner, la terza edizione è stata seguita da Sylvia Dominique Volz. Inoltre si sono aggiunti nuovi autori: oltre a me, alla coppia di giornalisti Nicole Büsing e Heiko Klaas e a Christiane Meixner, si sono aggiunti quest’anno Alexander Forbes, responsabile per gli Stati Uniti, e Anne Reimers, responsabile per la Gran Bretagna.

L’Italia è patria di molti collezionisti, sulla guida sono molte le collezioni annoverate: ma i lettori italiani come percepiscono questa realtà?

Come dicevo già prima, in Italia il collezionismo d’arte contemporanea è un fenomeno rilevante e diffuso e il ruolo dei privati nel sostegno e nella promozione dell’arte contemporanea è importantissimo poiché in molti casi va a colmare le lacune delle strutture statali, non sempre presenti in questo senso. L’Italia è, all’interno della guida, il secondo paese più rappresentato, dopo la Germania, con 26 collezioni. Forse questa realtà non è ancora percepita da tutti, ma credo che la consapevolezza si stia diffondendo sempre di più grazie all’attivismo delle fondazioni, dei singoli collezionisti e delle loro associazioni.

Ritiene che la guida sia un mezzo per avvicinare un pubblico sempre maggiore all’arte, o più che altro a far conoscere i collezionisti?

Penso che sia uno strumento per avvicinare un pubblico sempre maggiore all’arte, e non tanto per dare visibilità ai collezionisti. Anzi, molto spesso i collezionisti sono riservati, per cui accettano di entrare a far parte della guida solo sulla base del rapporto di fiducia che li lega a noi e perché sanno che si tratta di un prodotto di qualità. Certamente oggi ci sono anche tanti collezionisti con un profilo sempre più pubblico e che sono già molto noti al grande pubblico.

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Quale sarà il futuro della BMW Art Guide? Sarà tradotta in altre lingue?

Credo ci sia l’intenzione di andare avanti e aggiornare periodicamente la guida inserendo sempre nuove collezioni, ma è una decisione che spetta a Independent Collectors e BMW. Sicuramente il pubblico ha accolto bene la guida e sono sempre di più i collezionisti che di loro iniziativa ci contattano per entrare a farne parte. Attualmente è tradotta in inglese e tedesco e non credo siano previste altre traduzioni.

http://www.bmw-art-guide.com

http://www.independent-collectors.com

Laura Posadinu

Images courtesy of: Independent Collectors, S. A. Barrilà

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