10 Domande a Danilo Maitti

image002Danilo Maitti, nel mondo dell’arte da trentacinque anni, vicepresidente di Arterìa e amministratore delegato di Art Defender.

 

  1. Arterìa e Art Defender

 Arterìa nasce ufficialmente nel 2000 e coinvolge piccole società con una lunga storia nel mondo della logistica. A tal proposito, infatti, basti pensare che una di queste vanta una tradizione di 150 anni. Si occupa esclusivamente di movimentazione di opere d’arte, fornendo un servizio al quale hanno accesso istituzioni museali, gallerie e privati. Da noi le opere transitano semplicemente, il che implica la loro permanenza nei nostri depositi per tempi abbastanza ristretti, in genere pochi giorni. Sempre più spesso i clienti, riponendo in noi particolare fiducia, richiedevano un servizio di deposito che permettesse non più solo il transito, ma anche la custodia prolungata. Ecco, quindi, che nel 2008 nasce Art Defender come esigenza, diciamo collaterale, di Arterìa. Disponiamo di depositi a Bologna e Firenze e i beni di cui ci occupiamo sono opere d’arte, beni di lusso e di particolare pregio. Da maggio offriamo un servizio anche per gli appassionati di automobili d’epoca.

 

  1. Avete a che fare con privati, musei e gallerie, con chi è più difficile rapportarsi?

 Se istituzioni museali e gallerie si rivelano interlocutori competenti e spesso particolarmente aggiornati, lo stesso non si può dire dei privati che, generalmente, sono meno informati; se questo alle volte è un limite, in altre circostanze porta il cliente a riporre in noi maggior fiducia.

 

  1. La regolamentazione italiana in merito alla circolazione di opere d’arte è fortemente limitata da leggi ormai anacronistiche. Ritiene che questo incida particolarmente sul mercato?

 Certamente si. Un adeguamento alle normative europee favorirebbe sicuramente il mercato. Ovviamente le più penalizzate sono, in questo caso, le gallerie.

 

  1. In cosa secondo lei il nostro paese è penalizzato?

 Affinché possa avvenire un prestito, al museo ospitante vengono richiesti degli standard molto elevati. In questo il nostro paese è piuttosto indietro, pochi musei oggi offrono le garanzie necessarie e spesso, fare delle mostre, può risultare complicato se non impossibile, se si tratta di movimentare particolari opere d’arte. Stati Uniti e Paesi Anglosassoni sono spesso leader nel mondo dell’arte; il Giappone, ad esempio, anche a causa dei frequenti terremoti ai quali è soggetto, offre degli standard altissimi, ad oggi i più elevati.

 

  1. In che momento entrate in gioco voi?

 Appena viene deciso di organizzare una mostra viene chiesto il budget della logistica e i costi assicurativi per la movimentazione delle opere che si intende esporre. Studiamo, quindi, un budget a partire dalla lista delle opere e lo forniamo al comitato organizzativo incaricato. Chiaramente ci sono dei casi in cui i tempi sono molto ristretti altri, invece, in cui si può lavorare meglio e con grande anticipo. In Giappone ad esempio siamo già a lavoro per il 2020, a Milano non siamo capaci di dirvi ad oggi cosa ci sarà in ballo a dicembre.

 

  1. Come si esplica il vostro servizio?

 Il primo passo è sempre il sopralluogo, che può avvenire in luoghi istituzionali e in case private; ma il fattore comune rimane sempre la precisione e l’accortezza con la quale il tecnico valuta le dimensioni dell’opera, il suo stato, la sua esatta ubicazione (valutandone, quindi, anche le modalità di estrazione) e chiaramente l’effettivo percorso che bisogna fare, generalmente con camion, per prelevare fisicamente l’oggetto e portarlo a destinazione. La sinergia con gli uffici è totale: loro si occupano, ad esempio, della prenotazione degli aerei e devono avere in mano dati certi sulle dimensioni delle opere da trasportare.

Successivamente, prepariamo personalmente gli imballaggi, garantendo casse in legno create su misura per la singola opera; produciamo anche cornici ad ambiente climatizzato con vetro anti sfondamento: nei nostri laboratori, tutto viene fatto su misura, per garantire altissimi standard di sicurezza.

La nostra responsabilità inizia con la presa in consegna dell’opera e termina con l’allestimento della stessa a destinazione.

 

  1. Cosa vi rende leader del settore in Italia?

 I nostri biglietti da visita sono il nostro centralino e i nostri tecnici. Il primo costituisce il contatto iniziale con il cliente: educazione, preparazione e professionalità risultano perciò indispensabili. I tecnici sono, invece, incaricati di fare il primo sopralluogo: presso l’abitazione privata del cliente o presso depositi, musei o gallerie. Nel primo caso la discrezione è d’obbligo, entrare nell’abitazione di qualcuno, di una famiglia, è un atto molto intimo, bisogna saperlo fare con tatto e competenza.

Garantiamo tassi assicurativi molto vantaggiosi, rappresentiamo una garanzia nel mondo della logistica e questo ci permette di tutelare noi stessi e il cliente. Sappiamo cogliere realtà locali con esigenze differenziate: a Venezia il contatto continuo con l’acqua e, quindi, con l’umidità, ci costringe a valutare con estrema attenzione i bollettini meteo e ad adeguare il lavoro e l’organizzazione, ad esempio, all’andamento delle maree.

Siamo gli unici al mondo a disporre di hangar propri presso gli aeroporti di Malpensa e Fiumicino: questo ci permette di poter scegliere la compagnia migliore per il trasporto aereo.

 

  1. Quanto incide la logistica nell’organizzazione di una mostra?

 Fare una stima esatta è impossibile, probabilmente il 30-40%. Dipende dal tragitto, dalla quantità di casse o contenitori che dobbiamo produrre. Essendo fatti ad hoc costituiscono, alle volte, la porzione più dispendiosa del servizio che offriamo.

 

  1. Art Defender propone servizi di restauro e diagnostica. Avete dei professionisti incardinati nella vostra realtà aziendale o fate ricorso a terzi?

 Disponiamo di professionisti e restauratori che lavorano in azienda, altamente qualificati e competenti. Certe analisi, però, richiedono strumentazioni delle quali non disponiamo, ecco perchè abbiamo siglato una collaborazione con l’Opificio delle Pietre Dure: così da garantire la plurisecolare esperienza dell’istituto anche alla clientela privata.

Il fattore comune dei nostri dipendenti è la passione per l’arte.

 

  1. Italia ed Estero?

Il nostro servizio si esplica, nella maggior parte dei casi, oltre che all’interno del nostro paese, dall’Italia all’estero. Spesso sono i musei a richiedere il nostro intervento come condizione necessaria affinché l’opera possa essere spostata. Ogni azienda del settore è ben consapevole delle istituzioni e dei musei della propria area di azione, ed è per questo che ci affidiamo ad agenti esteri ed in loco nel caso del ritorno delle opere in Italia. In questo c’è stima e fiducia, non si parla di competizione.

Avere dei competitor italiani sarebbe, invece, un bene. Ciò costringerebbe, infatti, ad un ampliamento di vedute e al delineamento di nuovi obbiettivi, oltre che al raggiungimento di standard competitivi con il resto del mondo.

 

 

Cristiana Cinquerrui.

 

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