Nei depositi del Mudec: la nuova collezione etnografica

MUDEC, il Museo delle Culture in via Tortona a Milano, amplia la sua collezione etnografica per un progetto in collaborazione con il Comune.

In quanto ospiti degli spazi del complesso Ex Ansaldo, siamo recentemente stati invitati a visitare il deposito del mudec_depositi3museo, in concomitanza dell’arrivo di una nuova collezione proveniente da Papua Nuova Guinea e Indonesia.

Si tratta della collezione Asmat, dall’omonima popolazione che per tradizione lavora il legno, tramandandosi il ruolo del proprio fondatore, che fu scultore. Un corpus di circa 150 oggetti risalenti agli anni Cinquanta, proveniente dalla collezione di un video documentarista che si recava spesso a Papua per realizzare documentari.

“Questa collezione è interessante proprio perché grazie alla documentazione video realizzata dal collezionista stesso si può contestualizzare bene l’opera, cosicché tutte le informazioni raccolte conferiscono valore agli oggetti: per le collezioni etnografiche questo è molto importante.” ci spiega Carolina Orsini, capo conservatore delle collezioni del MUDEC.

mudec_depositi2La collezione è formata da una serie di opere lignee di vario formato, le più imponenti raffiguranti gruppi di figure umane disposte a torre, strumenti musicali, ornamenti per il corpo, lance fatte di canne e di legno intagliato.

Dalla visita abbiamo potuto osservare quanto sia complessa la fase di ricezione, di disimballaggio e di catalogazione di una collezione d’arte, tutto sotto la supervisione del responsabile del magazzino. Le prime attività sono state quelle di ingresso dei pezzi, di disimballaggio e di verifica dello stato degli stessi – in questa fase, dunque, si verifica che le opere non abbiano subito traumi e che non riportino danni. Si procede poi alla fase di disinfestazione, una fase particolarmente importante soprattutto per opere lignee e di tessuto, suscettibili di attacco da parassiti.

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Le opere, quindi, vengono sottoposte ad anossia: ogni oggetto viene inserito in una membrana di plastica in cui viene progressivamente aspirata tutta l’aria all’interno, e si lascia l’opera sottovuoto per un determinato periodo, in modo tale da soffocare parassiti ed eventuali uova intaccanti le sculture. Nel magazzino sono inoltre disposte gabbie ai feromoni per catturare eventuali esseri volatili scappati ai controlli. Molto importante è, inoltre, la misurazione precisa delle dimensioni degli oggetti, sia per evitare ambiguità nella catalogazione che per avere un’idea di quelli che saranno gli spazi necessari per l’esposizione.mudec_depositi6

Abbiamo infine potuto notare quanto queste fasi siano fondamentali nel complesso delle attività svolte da un museo. Le particolari misure di sicurezza, a cui noi stessi siamo stati sottoposti prima di entrare, ci dimostrano quanto sia complicato e delicato il lavoro svolto prima di un’esposizione o di una mostra d’arte.

In attesa della sua collocazione all’interno del museo, tale collezione entra già a far parte di un progetto di rivalorizzazione e recupero della storica collezione civica del Comune di Milano, che in seguito ai bombardamenti del 1943 al Castello Sforzesco aveva perduto parte del suo patrimonio, ed in particolare delle collezioni etnografiche.

 

Laura Posadinu

Giulia Vitali

 

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