10 Domande a Francesca Marini

Francesca Marini è Docente presso l’International Studies Institute Florence, dove insegna nei corsi di  The Art of Florence: Exploring Visual Culture e The Business of Art: the Economics and Management of Culture. Inoltre, è parte del gruppo di studio del “Monitor delle Aste” di Plus24 – Il Sole 24 Ore. In questa intervista, ci svela alcuni aspetti del particolare mondo delle case d’asta.
FMarini (1)

Che cos’è il Monitor delle Aste di Plus24 – Il Sole 24 Ore?

Il Monitor delle Aste di Plus24 – Il Sole 24 Ore è uno strumento il cui scopo principale è l’osservazione e l’analisi delle vendite d’asta nel mercato nazionale e internazionale. Il monitor, nato grazie all’esperienza del Professor Guido Candela, analizza i risultati d’asta, concentrandosi sia sul risultato complessivo di vendita, sia sui risultati dei singoli lotti, col fine di rilevare i dati precisi della singola sessione ed offrire una visione complessiva dell’andamento del mercato attraverso il confronto con vendite e risultati precedenti.

Qual è il suo ruolo all’interno del Monitor delle Aste?

Il mio ruolo è di storica dell’arte. Il mio lavoro è stabilire quali sono gli artisti più rappresentativi all’interno del mercato dell’arte, oppure evidenziare la tipologia di opere più presenti nei cataloghi. In poche parole, cerco di capire chi o che cosa deve essere tenuto d’occhio in quanto presente in maniera interessante sul mercato.

Qual è la situazione delle case d’asta nel mercato italiano?

In Italia esistono molte case d’asta, ma di dimensioni abbastanza ridotte e fanno fatica a sopravvivere nel mercato a causa dell’eccessiva fiscalità e di un sistema, quello italiano, con forti problematiche legate all’esportazione delle opere.

Qual è la struttura di una casa d’asta?

Una casa d’asta si compone di diversi dipartimenti specialistici (se decide di operare in diversi settori), per esempio Sotheby’s si compone di circa 70 dipartimenti, dalla Fine Art alla Contemporary Art, dai gioielli al vino agli orologi. La struttura, inoltre, è dotata di un’amministrazione, di un magazzino, di un ufficio stampa e di marketing e di un archivio, dove sono contenute le registrazioni di tutti i lotti su cui hanno operato.

Per ogni sessione d’asta, viene redatto un catalogo. Di che cosa si tratta?

Il catalogo per una casa d’asta è fondamentale. Si tratta, infatti, di uno strumento tecnico e di marketing. All’interno possiamo trovare le schede di presentazione di tutte le opere in vendita, dove, per ogni opera, generalmente, vengono indicate le attribuzioni, la datazione, le eventuali pubblicazioni di autori. Il dipartimento, inoltre, valuta l’opera e produce una stima minima e massima.

Generalmente si tratta di cataloghi cartacei, esistono delle versioni online?

Sì, esistono anche i cataloghi online, ma personalmente credo che il cartaceo non verrà mai sostituito, poiché un buon catalogo è un oggetto di valore, riceverlo in anteprima rispetto l’esposizione delle opere testimonia un elevato status sociale.

Come vengono organizzati i lotti all’interno del catalogo?

L’ordine delle opere all’interno del catalogo corrisponde a quello di vendita in sala ed è soggetto di studio e di particolare attenzione. Esso è in stretto rapporto con la strategia di vendita: i lotti devono essere posizionati in maniera disomogenea, in base al valore e alla loro attribuzione. L’ordine, inoltre, è in funzione del fatto che il banditore deve tenere un ritmo di vendita sostenuto e mantenere alta la tensione emotiva.

Il banditore in una sessione d’asta è una figura molto particolare. Qual è il suo compito?

Il ruolo del banditore è importantissimo. L’atto della vendita è il momento di massimo sforzo, il banditore tiene le fila di tutto l’evento. Conosce i prezzi di riserva, che generalmente non sono noti al pubblico, conosce personalmente chi è interessato alle opere, gestisce le offerte in sala, quelle telefoniche, quelle online e quelle scritte. Il suo compito è quello di tenere alta la tensione in sala, non far annoiare i compratori ed anzi, al contrario, stimolare la competizione.

Ultimamente sta prendendo piede il mercato delle aste online. 

Sì, il fenomeno delle aste online sta diventando molto interessante. In Italia, Meeting Art è la numero uno nelle aste online. Anche se la maggior parte degli transazioni online rimane sotto i 10 mila euro. Certamente per la casa d’asta le vendite online sono molto convenienti, in quanto abbattono numerosi costi. Ma ancora, non penso che l’online rimpiazzerà le vendite dal vivo, che, soprattutto quelle serali di Londra e New York, sono un evento sociale e mondano imprescindibile.

Quali sono state le prime aste online?

Saffronart ed Heffel sono state le pioniere delle vendite online. All’inizio non hanno avuto grande successo per motivi legati soprattutto alla percezione mediamente negativa delle vendite online. Si pensava, infatti, non fossero sicure in termini di pagamenti e di trasporti. Oggi la situazione è cambiata, ed infatti, il rapporto annuale di Tefaf 2014 segnala un incremento delle vendite online che raggiungono il 6% delle vendite d’arte totali.

 

Marta Raimondi

Foto: http://www.artribune.com/2014/11/unasta-senza-base-dasta-esperimento-basezero-a-milano-il-mercato-lascia-spazio-alla-passione-opere-allincanto-senza-paletti-e-il-prezzo-lo-decidete-voi/

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