Il tempo inesistente di Francesco Lauretta

E’ la prima volta che rimango incantata davanti al perfetto connubio di dipinti e significati e dall’imponente vocazione narrativa che le opere di Francesco Lauretta suscitano, riempiendoti l’anima. A contribuire a questo stato d’animo è stato lo stesso artista con le sue letture di minime vicende presso la z2o Sara Zanin Gallery, situata nel cuore di Roma.
Luoghi, memorie, persone, ricordate in qualunque momento, in ogni minimo istante, senza tralasciare il più piccolo sentimento provato, senza dimenticare la propria terra, la Sicilia, tanto amata e tanto odiata, che l’artista guarda da lontano e che con le sue letture osserva, al contempo, il nostro modo di vederla.
Le sue opere provengono da una vita vissuta, la pittura proviene dallo stesso suo essere, dal suo stesso respiro, che sfocia nella piena inesistenza. “L’inesistente è qualcosa che ha respirato, seppur nell’invisibile, che abbiamo visto e che non abbiamo conosciuto o se abbiamo conosciuto è perché abbiamo fatto parte dell’inesistente noi, o forse perché anche noi siamo inesistenze. L’inesistente se è avvistato è doloroso. E se è inesistente è gaudio, così, descrive, Francesco Lauretta nella sua poesia “Senza senso”.

41_Francesco Lauretta_prime visioni del postumiano 2015 base legno tv led 19'olio su scotch 28x28x130

Inesistenze è il nome della mostra in corso in galleria, l’apparire come manifestazione di una presenza incorporea come spiega il termine dal greco phantàzo. Un vorticoso circolo di assenze e presenze, vivi e morti, fantasmi e vita senza tempo che sfociano nelle pitture presenti sin dalla prima sala dove appare una disposizione centrale di una teca che si contrappone al forte significato di nascita o morte, culla o bara. “L’ingresso interroga il significato della forma, anzi la forma è proprio un’interrogazione sulla forma che si risolve in un significato divagante e sfuggente”.
La sala centrale è ricca di allegoria ed ospita un televisore sintonizzato sul I fatti vostri, storico programma del mezzogiorno di Rai2, che durante i suoi racconti di cronaca e di vita quotidiana vede il sovrapporsi di un volto che deriva dal perimetro realizzato per i suoi dipinti e dialoga tra ciò che rimane e ciò che svanisce durante la creazione, ironizzando sul senso della vita, sullo scorrere veloce del tempo. Nello stesso spazio si erge un un disegno rosso, un grande cosmo dove hanno presenza i vivi e i morti che combattono una guerra d’amore dove la morte non pone fine alla creazione, ma le dà modo di andare oltre. “Un’ambiguità domina la seconda stanza, temporale o spaziale, o più correttamente propriocettiva”.

35_Francesco Lauretta_Fremiti d'amore lungo i vostri brevi 2015detail

Lo spolvero caratterizza la terza sala, la polvere che crea un’altra vita e celebra la morte dell’artista attraverso le lapidi rappresentate. L’esaltazione del suo funerale attraverso il dipinto con fiori, colori, paillettes: è una festa! Il tutto accompagnato da una pedana rossa sulla quale, la sera dell’inaugurazione, la musa dell’artista, una body builder si autotrasforma, decide di andare oltre con le forme che crea attraverso il suo corpo.

32_Francesco Lauretta_nostra inesistenza 2015 detail

Direi che questo artista non si è fatto mancare nulla, elaborando davanti ai nostri occhi una chiara lettura che va dall’esistenza all’inesistenza del nostro essere, dalla vita che abbiamo vissuto e condotto ad un’altra che andremo nuovamente a rigenerare dopo la morte.

Mariateresa Rasulo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...