Il mito del mercato globale dell’arte

In questa edizione di Art Basel l’argomento affrontato durante la conversation “The Myth of the Global Art Market” pone l’attenzione su una problematica evidente: il mercato dell’arte è un sistema aperto e globalizzato o mantiene delle gerarchie, anche in appuntamenti internazionali come è la fiera di Basilea?

Partendo da questo presupposto Olav Velthius, professore presso il dipartimento di sociologia e antropologia dell’università di Amsterdam, conferma la grande maggioranza di partecipazione di gallerie provenienti da paesi come Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera che mantengono un ruolo cruciale all’interno del panorama fieristico, benché durante i 45 anni di vita di Art Basel, il mercato abbia dimostrato importanti cambiamenti. Cresce, ad esempio, il numero dei collezionisti provenienti da paesi da sempre considerati ai margini di questo sistema, e l’energia e la vitalità che caratterizza la produzione artistica di giovani emergenti in territori come sud America, Asia e Africa è innegabile.

The Myth of the Global Art Market_Conversation_Art Basel 2015

A questo punto, una seconda domanda sorge spontanea: qual’è il ruolo che deve assumere una fiera internazionale e quali prospettive definisce nel mercato?

Stefano Baia Curioni, professore e direttore presso l’Università Bocconi della laurea in Economia per l’arte e la cultura, suggerisce un’ipotesi di lettura. Art Basel è un’istituzione che conferma la propria qualità espositiva sull’attenta selezione delle gallerie che partecipano ed è riconosciuta come protagonista in grado di sancire le future proposte artistiche a livello museale. Inoltre l’importante supporto di partnership private conferma l’atmosfera esclusiva della fiera, un sistema autorappresentativo difficile da modificare che ha un forte impatto a livello semantico su come l’arte rappresenti sé stessa. L’attività di Art Basel localizza dove l’arte ed il suo mercato si orienteranno, determinando forti cambiamenti anche nei luoghi stessi in cui si svolge la fiera. Ricordiamo le edizioni di Hong Kong e Miami che hanno modificato radicalmente il volto di queste città motivando l’apertura di poli museali e numerose attività legate al collezionismo e all’arte contemporanea.

La conversazione prende spunto dal libro Cosmopolitan Canvases: The Globalization of Markets for Contemporary Art scritto a quattro mani dai due moderatori, che riflette sulla reale natura del mercato dell’arte contemporanea. Invitati a confrontarsi con loro l’artista e curatore di origini cinesi Lu Jie, fondatore della galleria Long March Space, nata nel 1999, e Marcio Botner artista brasiliano fondatore della galleria A Gentil Carioca e CEO Oacalage a Rio de Janeiro.

Sia l’artista brasiliano che Lu Jie evidenziano l’importanza per le loro gallerie di partecipare ad appuntamenti internazionali, valutando anche l’aspetto formativo ed educativo che una fiera come questa ha per i giovani artisti. Questi ultimi, una volta rientrati nei loro paesi, condividono l’esperienza acquisita, maturando nuove consapevolezze sul piano artistico ed alimentando collaborazioni con l’estero fondamentali per la crescita e l’evoluzione di nuovi mercati. A questo proposito l’artista cinese tiene a precisare come la discussione sul tema della globalizzazione del mercato dell’arte o sul mito di quest’ultima, debba essere affrontata su differenti livelli di ricerca.

È ormai dimostrato l’incremento nella produzione artistica e nello sviluppo del mercato di paesi come Cina e Brasile, ma al tempo stesso, si deve evidenziare l’importanza che ha per questi territori la dimensione locale. I giovani collezionisti tendono ad investire e promuovere artisti dei loro paesi e numerose sono le gallerie e i centri d’arte che sostengo l’arte tradizionale. Fondamentali risultano azioni orientate alla diffusione di queste realtà territoriali, in grado di valorizzare artisti tradizionali.

L’internazionalizzazione del mercato è visibile e si sta assistendo ad un lento decentramento dei centri d’interesse per l’arte, ma rimane necessario un continuo confronto tra realtà globali e locali, tra moderno e tradizione. Binomi che caratterizzano la contemporaneità che ci circonda e che alimentano lo scambio sia sul piano culturale che nella dimensione economica.

a cura di

Claudia Antelli

Fonti: Art Basel in Basel 2015, General Impression, Art Basel

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