L’India contemporanea ad Art Basel 2015

Qual è oggi la risonanza a livello mondiale di un settore dell’arte, quella indiana contemporanea che, uscita da un periodo di altalenanza, vede un tasso di crescita del mercato lento ma in costante aumento?

I risultati di Art Basel 2015 mostrano quale sia in parte lo stato attuale dei fatti. La manifestazione ha visto la presenza di due gallerie indiane: la Chemould Prescott Road di Mumbai che dal 2010 prende parte anche alle edizioni di Basel Miami e Basel Hong Kong e la Galleryske di Bangalore, al sesto anno consecutivo di presenza in Fiera. Entrambe si dicono soddisfatte delle vendite, da parte di acquirenti privati, che hanno superato l’80% dell’offerta proposta.

Atul Dodiya: Campaigners during the Quit India Movement, Gowalia Tank – 1942

Atul Dodiya: Campaigners during the Quit India Movement, Gowalia Tank – 1942, 2014

Le opere presentate dalla Chemould Prescott Road hanno visto un range di prezzi tra i 40.000 e i 180.000 dollari. Tra le opere vendute troviamo “Campaigners during the Quit India Movement, Gowalia Tank – 1942”- (2014) di Atul Dodiya: un dialogo tra arte indiana e rappresentazione di alcuni estratti storici salienti dello scorso secolo. Dodiya ha già un florido mercato secondario: le sue opere sono passate all’asta da Christie’s e Saffronart raggiungendo risultati fino a 601.000 dollari. Venduta anche la serie di stampe digitali di Reena Saini Kallat, “Saline Notations”: l’artista, che spesso si cimenta con l’elemento salino affronta qui il tema della transitorietà come un gesto che lei considera di resistenza contro l’oblio; Quattro delle sei opere della serie del 2015 “Falling upwards”, disegni a tecnica mista su carta e incisione su plexi glasses di Mithu Sen ed infine “Wind Study (the hour of the day of the month of the season)” di Jitish Kallat il quale sovrapponendo le linee di grafite sul foglio con un liquido infiammabile, vuole rappresentare la conversazione silenziosa tra il movimento del vento ed il fuoco nel momento della combustione.

Jitish Kallat, Wind Study (the hour of the day of the month of the season)

Jitish Kallat: Wind Study (the hour of the day of the month of the season)

La galleria Galleryske, che rappresenta sia artisti emergenti che affermati, ha proposto un’offerta che copre un ampio ventaglio cronologico della produzione artistica contemporanea indiana; tuttavia la decisione di presentare in fiera determinati artisti rispetto ad altri è una commistione di trend e di scelte strategiche ben precise perché i fattori economici incidono molto, specialmente ad Art Basel, dove c’è un livello così alto di vendite ed un pubblico di acquirenti così differenziati. Il range di prezzi delle opere presentate è stato tra i 20.000 e i 200.000 dollari.

Tra le vendite di Galleryske ci sono state le opere “Heavy Hat” di Pors & Rao, due artisti che lavorano in collaborazione su progetti in cui il comportamento umano, il movimento performativo e la materialità si fondono in modo intuitivo in una scultura che segue il moto concentrico; le due serie “Interruptions 1 e 2” di Mariam Suhail; ed infine “No title”, tre vasi in legno con inserti in ceramica di Sudarshan Shetty.

Mariam Suhail, Interruptions 2, 2014

Mariam Suhail: Interruptions 2, 2014

Nella sezione Unlimited, che vede riunite installazioni di grandi dimensioni, la voce dell’India è stata portata in scena dall’italiana Galleria Continua, attenta ai mercati non solo occidentali, con l’installazione “Untitled, Rock, 2012” di Shilpa Gupta, artista presente anche a Palazzo Beson all’interno della mostra “My East Is Your West” insieme a Rashid Rana e ad altri nell’evento collaterale della 46esima edizione della Esposizione Internazionale di arte- Biennale di Venezia organizzato dalla Gujral Foundation e la Fondazione Antonio Mazzotta.

L’installazione di Shilpa Gupta presentata ad Art Basel è formata da un’innumerevole agglomerato di microfoni in una stanza buia dove si ripetono quattro minuti di audio. L’attenzione dell’artista è rivolta verso ‘la tecnologia come medium ed estensione della percezione umana e della modalità di trasmissione ed interiorizzazione delle informazioni nella vita di tutti giorni’.

Dopo una fiducia che era calata negli scorsi anni, notiamo tuttavia che il nome di alcuni artisti contemporanei attrae le compagnie di privati che investono in questo settore che oggi vede una lenta ma costante crescita, con una solidità maggiore sorretta dal comparto moderno. A conferma di ciò risulta interessante osservare come il sistema dell’arte indiana si stia aprendo sempre più all’internalizzazione attraverso il canale delle fiere e delle case d’asta. Nel 2000 è stata inaugurata a Mumbai Saffronart che si è sviluppata partendo dalle vendite all’incanto on-line. Nell’ultima seduta d’asta, Contemporary Day Sale del 12 febbraio 2015, sono stati venduti tutti e 67 lotti a catalogo totalizzando un incasso pari a 1.475.567 di dollari.

Reena Saini Kallat: Saline Notations

Reena Saini Kallat: Saline Notations, 2015

Questo mercato nel 2014 ha avuto una crescita del PIL pari al 6,9%. Christie’s rimane la casa d’aste leader di vendita per quanto riguarda l’arte moderna e contemporanea indiana, la quale nel 2013 possedeva una quota di mercato pari al 49% con le tradizionali aste di marzo, giugno e settembre. Sotheby’s
nel 2013 deteneva il 33%* della quota di mercato, mentre il restante è quasi interamente da attribuire a Saffronart. Gli appuntamenti di Sotheby’s ricalcano il calendario della concorrente Christie’s, dove nell’ultimo appuntamento di ottobre 2014 ha incassato 4.697.975 sterline. Le art sales di arte Indiana moderna e contemporanea di Christie’s si concentrano su opere di pittura, scultura, fotografia ed installazioni di artisti provenienti dalle diverse zone dell’India.

Mita Papi

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