L’ARTE LATINOAMERICANA AD ART BASEL 2015

La 46esima edizione di Art Basel, che si è tenuta a Basilea dal 18 al 21 giugno, ha visto la presenza di un buon numero di gallerie latinoamericane, nello specifico di nazionalità messicana e brasiliana. Queste erano rappresentate sia nella sezione Galleries, settore principale della fiera, sia nella sezione Art Feature, settore con precisi progetti curatoriali. Le gallerie messicane erano presenti solamente nella sezione Galleries ed erano tutte provenienti da Città del Messico: Kurimanzutto, OMR e Proyectos Monclova.

Le gallerie brasiliane presenti nella sezione Galleries erano tre. A Gentil Carioca (Rio de Janeiro), fondata dagli artisti Marcio Botner, Laura Lima ed Ernesto Neto, ha cambiato allestimento ogni due giorni mettendo in risalto prima il lavoro di Maria Nepomuceno poi quello di Thiago Rocha Pitta. Nella sezione Unlimited, invece, era presente col lavoro rimasto invenduto di OPAVIVARÁ!, collettivo artistico fondato nel 2005 a Rio, che presentava “Formosa Decelerator”, opera dalla struttura ottagonale che con le sue 16 amache con al centro tè ed erbe era un chiaro invito al relax.

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La Galeria Fortes Vilaça (San Paolo) presentava lavori di vari artisti, tra cui Tamar Guimarães, presente alla Biennale di Venezia, Nuno Ramos e Los Carpinteros, collettivo artistico fondato nel 1992 all’Avana, una cui opera è stata acquistata da un collezionista privato. In generale gli acquirenti sono stati sia pubblici sia privati, provenivano da Europa, America, Asia e Brasile e hanno pagato cifre dai 10.000 ai 900.000 dollari.

La Galeria Luisa Strina (San Paolo) ha portato artisti come Marepe, Anna Maria Maiolino e Antonio Manuel, presente alla Biennale di Venezia. I suoi acquirenti sono per la maggior parte collezionisti privati europei, che hanno pagato cifre dai 15.000 ai 500.000 dollari. Nella sezione Unlimited ha presentato, insieme a Proyectos Monclova e Sies+Höke, il lavoro dell’artista Federico Herrero “Landscape with circles”, installazione in legno dipinta con colori acrilici e formata da volumi circolari di dimensioni variabili, venduta ad un’istituzione pubblica.

Le gallerie brasiliane presenti nella sezione Art Feature, invece, erano tre. Mendes Woood DM (San Paolo) metteva a confronto le mappe geografiche riguardanti la dittatura militare avvenuta in Brasile di Anna Bella Geiger, classe 1933, con le opere tridimensionali di Daniel Steegmann Mangrané, classe 1977. I prezzi variavano dagli 8.000 ai 36.000 dollari e gli acquirenti sono stati sia musei pubblici sia collezionisti privati, perlopiù americani. La galleria partecipava anche alla sezione Parcours con l’artista Adriano Costa, in collaborazione con Sadie Coles HQ.

La Galeria Millan (San Paolo) ha dedicato l’intera esposizione all’artista Artur Barrio, nato a Porto ma di nazionalità brasiliana, il quale ha costruito tre serie di immagini riguardanti il periodo di dittatura in Brasile. Ogni serie aveva un prezzo che si aggirava intorno ai 120.000 dollari, mentre altre opere presenti in catalogo raggiungevano i 220.000 dollari. Ai collezionisti, sia pubblici che privati, venivano consegnati i negativi delle foto.

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La Galeria Luciana Brito (San Paolo), infine, comparava i progetti di paesaggi anni 50-60 di Waldemar Cordeiro col più recente studio sulle architetture brasiliane di Caio Reisewitz. Il 40% delle opere è stato venduto ed è andato in mano esclusivamente a collezionisti privati europei. La galleria era presente anche nella sezione Unlimited con “OG-107 Scenery” di Héctor Zamora, istallazione composta da 8 paracaduti militari dotati di compressori che danzavano nell’aria come meduse giganti. L’opera, rimasta invenduta, sarà esposta a ottobre nel Palais de Tokyo a Parigi.

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Altri artisti latinoamericani presenti a Unlimited erano Jesús Rafael Soto con “Sphère Lutétia” (Galerie Perrotin, 700.000 dollari circa, invenduta), Pedro Reyes con “Disarm (Mechanized) II” (Lisson Gallery) e Diango Hernández con “Words to Sea” (Alexander and Bonin, Nicolas Krupp, Marlborough, Barbara Thumm). L’opera di quest’ultimo, cubano, è formata da sei cartelloni in cui si riportano parti del discorso che Fidel Castro tenne nel 1961 trascritte sotto forma di onde blu e arancio. La traduzione è stata fatta usando un carattere chiamato Waves che l’artista ha creato appositamente per questo lavoro. L’opera è concepita per stare in uno spazio coperto e sono in corso trattative per venderla a una fondazione privata nordamericana al prezzo di 170.000 dollari.

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Lucia Vaccari

1. OPAVIVARÁ!, Formosa Decelerator, 2014
2. Artur Barrio, Uma observação, 6 aproximações, 1 recuo, 1975
3. Héctor Zamora, OG-107 Scenery, 2013
4. Diango Hernández, Words to Sea, 2014 (Courtesy of Diango Hernández)

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