L’arte britannica ad Art Basel

Si è conclusa la 46esima edizione di Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più importante al mondo che si tiene ogni anno a Basilea. Anche quest’anno è di rilevante importanza la presenza dell’arte britannica con i suoi artisti di punta ma non solo; tra gli stand più affollati vi è indubbiamente quello di White Cube che presenta artisti del calibro di Gilbert & George, Tracey Emin, Antony Gormley e Damien Hirst, quest’ultimo con due imponenti opere, una teca con pesci che si aggira sui 3 milioni di sterline, e uno dei famosi quadri con farfalle. Ma nel 2015 gli Young British Artists sono ancora i top-selling per quanto riguarda il mercato inglese? Sembrerebbe di sì, nonostante un’ondata di artisti più giovani stia prendendo campo: «È una questione ciclica – ci dice Maureen Paley, gallerista, fra gli altri, di Gillian Wearing e Rebecca Warren – ci sono artisti di cui si comincia a sentir parlare sempre più spesso, che emergeranno nel tempo». 1433162178.341_6_oQuest’anno, infatti, è Beatrice Gibson, artista londinese classe 1978, a vincere il Baloise Prize con l’opera “Solo For Rich Man” (2015), film che fa parte di una serie di cinque video, comprato dal Baloise Group a 8mila sterline, a cui ha collaborato anche l’artista Fluxus George Maciunas. La Gibson, già nota nella film industry, lavora e sviluppa i suoi progetti con la galleria Laura Barlett di Londra, presente in fiera nell’area Statement dove sono presentati i progetti di giovani artisti emergenti.

Il nome di Martin Boyce riecheggia all’interno della fiera: non solo esposto da The Modern Institute Gallery, ma presente anche nella sezione Unlimited con il progetto “We are Resistant, We Dry Out in the Sun” (2004), ed in mostra al Museum für Gegenwartskunst di Basilea fino al 16 agosto. TMartin-Boycera gli altri britannici ad Unlimited, un intero padiglione dedicato alle opere di grandi dimensioni, vi sono Martin Creed, Sarah Morris ed Elizabeth Price con opere video, un trittico di Gilbert and George lungo quasi venti metri, l’installazione di scale/specchio di Jim Lambie e l’opera di David Shringley, che chiama il pubblico a partecipare mettendo a disposizione cavalletti e fogli per disegnare una scultura di tre metri posta al centro dello spazio (“Life Model”, 2012).

Sadie Coles presenta i lavori di Jim Lambie e Sarah Lucas: quest’ultima, tra i più noti artisti appartenenti alla Young British Art, è esposta quest’anno al padiglione Inghilterra della Biennale di Venezia.
Dai galleristi non trapelano prezzi e quotazioni, riservate1431425893.3515_6_o a compratori e collezionisti, solo raramente si riesce ad avere una fascia di prezzo: le opere di Nicholas Byrne, William Daniels e Oliver Osborne presenti da Wilma Gold, oscillano tra le 8mila e le 40mila sterline, mentre le sculture di Tony Cragg, artista molto presente in fiera non solo all’interno delle gallerie britanniche ma anche delle altre straniere (inoltre in mostra a Milano sulle terrazze del Duomo fino al 31 ottobre), vanno dai 300mila ai 600mila euro. Molto popolari anche le opere dell’indiano naturalizzato inglese Anish Kapoor, presentato da gallerie quali Lisson, Continua, Paragon e Massimo Minini. Ogni anno la fiera richiama collezionisti da tutto il mondo ed è per questo particolarmente apprezzata dai galleristi inglesi che ammettono di preferire Art Basel addirittura a Frieze London, riferendosi non all’aspetto commerciale, ma proprio per il suo contenuto altamente culturale.

Gli YBAs, così come altri big inglesi, risultano quindi essere ancora fortissimi e competitivi anche in un contesto di mercato internazionale, ma il pubblico di Basel, multiculturale e raffinato, sembra apprezzare anche il lavoro di nomi meno noti e di artisti emergenti, giovani ma in realtà già importanti ed affermati per essere presenti ad una fiera di alto spessore come quella di Basilea.

Silvia Nonaizzi

Featured images:
1. Frame dal film di Beatrice Gibson Solo for Rich Man (2015) http://www.artbasel-online.com/en/Beatrice-Gibson-Solo-for-Rich-Man,p1479137
2. Martin Boyce – We are Resistant, We Dry Out in the Sun (2004) http://www.artribune.com/2015/06/basel-ed-atkins-elizabeth-price-grace-schwindt-oliver-payne-fiera-basilea-2015/martin-boyce-2/
3. Tony Cragg – Runner (2011-2012) http://www.artbasel-online.com/en/Tony-Cragg-Runner,p1477359

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