L’arte africana ad Art Basel 2015

“L’Africa è la nuova Cina per l’arte contemporanea” sostiene Giles Peppiatt, direttore del dipartimento di arte africana presso la casa d’asta londinese Bonhams. Un’affermazione troppo estrema? Ancora è difficile prevedere se il continente africano ricoprirà davvero un ruolo come quello del colosso asiatico nel mercato dell’arte, ma è già possibile affermare che negli ultimi tempi i valori degli artisti africani nelle case d’asta occidentali sono cresciuti esponenzialmente. Significativo è anche il grande successo che gli artisti africani contemporanei hanno riscosso alla più recente edizione della più importante fiera di arte contemporanea, Art Basel, terminata domenica 21 giugno a Basilea.

Ad ogni edizione di questa fiera sempre maggiore è il numero di artisti africani proposti dalle gallerie, sempre più alti sono i prezzi delle loro opere, sempre più affermati i loro nomi e le loro reputazioni.

Stimata a livello mondiale è Marlene Dumas, pittrice sudafricana, celebre per i suoi volti ad acquarello ed i toni accusatori delle sue opere. La sua opera più costosa, “The Visitor”, è stata venduta da Sotheby’s London per 6.324.633 dollari. Le più importanti istituzioni museali mondiali come ad esempio la Tate Modern di Londra e la Fondation Beleyer di Basilea stanno dedicano un gran numero di esposizioni a questa artista. La Dumas era presente anche alla fiera di Basilea presso lo stand di Zero X Gallery, galleria belga che rappresenta l’artista dagli anni Ottanta, con due acquerelli proposti al pubblico a 50.000 euro l’uno, che sono stati immediatamente venduti.
Anche Frith Street di Londra ha portato a Art Basel due disegni e due dipinti della Dumas, così come la galleria David Zwirner di New York, la quale ha venduto un dipinto della Dumas per 3,5 milioni di dollari.

A Basilea Kewenig Gallery, galleria berlinese, ha portato un arazzo dell’artista sudafricano William Kentridge intitolato “Winterreise”, che è stato venduto senza difficoltà nei primi due giorni di fiera al prezzo di 100.000 dollari. La galleria berlinese rappresenta l’artista sudafricano, al quale aveva dedicato tra gennaio e marzo 2015 una mostra personale nel proprio spazio espositivo nella capitale tedesca.
In vendita due “Set of Heads”, costituite da cinque teste di legno e bronzo l’una e tre teste l’altra, sempre opera di Kentridge, anche presso lo stand di Marian Goodman Gallery di New York. Le sculture in questione sono state acquistate nei primi giorni di fiera da una fondazione.DSC03832
Kentridge, artista noto per le sue incisioni e le statue realizzate con i materiali più diversi, è uno dei grandi rappresentanti africani nel panorama dell’arte contemporanea attuale; il suo record in asta è stato registrato nel marzo 2013 presso la sede di Sotheby’s a New York, quando una serie di 25 piccole sculture in bronzo fu venduta a 1.538.500 dollari.

Un altro grande nome dell’arte africana contemporanea presente a Basilea è Kendell Geers, artista sudafricano conosciuto soprattutto per giochi grafici con le lettere e le sculture irriverenti, che in asta da Phillips London nel febbraio 2009 ha raggiunto il suo record di vendita con “Twilight of the Idols”, scultura battuta a 132.082 dollari.

Stephen Friedman, galleria londinese, ha portato in fiera la sua tela “Four Letter Brand”. Al fianco di Geers la galleria ha esposto nella città svizzera “Archangel Gabriel” di Kehinde Wiley, artista californiano di origini africane, la cui opera più costosa è stata venduta nel maggio 2014 da Sotheby’s New York per 143.00 dollari. Vi era inoltre una fotografia (“Self Portrait”) di Yinka Shonibare, artista nigeriano vincitore di un Turner Prize.

Anche una galleria italiana, Galleria Continua, ha presentato a Basilea un artista africano: nella sezione Unlimited era esposto Pascale Marthine Tayou, camerunense, record d’asta di 41.481 dollari da Sotheby’s London, con un’istallazione d’effetto intitolata “Plastic Tree” realizzata con rami e sacchetti di plastica, che offriva una riflessione sull’inquinamento del nostro pianeta.

L’unica galleria africana presente a Basilea era Goodman Gallery di Johannesburg, la quale presentava artisti africani e internazionali: tra le opere in vendita vi erano un disegno di Kentridge ed uno dei suoi “Set of Heads”, una scultura di Geers e la tela intitolata “Contraband #1” di Hank Willis Thomas.

Infine erano presenti artisti africani anche nella sezione Feature di Art Basel: la galleria newyorkese Jack Shainman ha mostrato un’artista africana ben conosciuta negli Stati Uniti, Carrie Mae Weems, con un’esposizione di ventidue fotografie, vendute in equa misura tra privati ed istituzioni nei primi giorni di fiera. Le opere avevano un prezzo che si aggirava tra i 20.000 ed i 200.000 dollari, e come per gran parte delle altre gallerie, sono state acquistate da acquirenti europei ed americani, non africani.

Invenduta invece l’unica grande opera di Georges Adeagbo presentata da Wien Lukatsch Gallery di Berlino: una grande istallazione offerta al pubblico al prezzo di 100.000 euro. La scelta compiuta ha comunque soddisfatto la galleria, che ha fatto conoscere l’artista rappresentato a livello più globale.

Un mercato in espansione dunque, quello africano, con il Sud Africa che prevale sugli altri stati: si prevede un continuo incremento di vendite e di valore delle opere degli artisti negli anni a venire.

 

Giulia Cavanna

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