Il rapporto tra artista e gallerista: Conversation ad Art Basel

“Per comprendere il mio lavoro è importante parlare anche di relazione tra artista e gallerista”. Così Wael Shawky, artista nato ad Alessandria d’Egitto nel 1971, risponde ad Andrée Sfeir-Semler, direttrice della Sfeir-Semler Gallery, durante la Conversation The Artist and the Gallerist tenutasi sabato 20 giugno 2015 nel Salon di Art Basel.

Shawky, che vive e lavora ad Alessandria d’Egitto e ha ricevuto il plauso internazionale per i suoi lavori che lo vedono artista e regista, esplora gli eventi transitori della società, della politica, della cultura e della religione nella storia del mondo arabo. L’artista crea racconti usando marionette, attori bambini e formati televisivi per dare enfasi al potere che le narrazioni storiche e mitiche detengono. “La creazione di storie è il punto di forza dei miei lavori, si tratta di qualcosa di più del puro intrattenimento”.

Sfeir-Semler e Shawky si sono incontrati grazie ad uno Studio Visit in Cairo, la gallerista è solita viaggiare in Siria, Damasco, Libano, alla ricerca di talenti, ed hanno iniziato così una stretta collaborazione.

Andrée Sfeir-Semler assiste l’artista in tutte le fasi della produzione dei lavori: dall’organizzazione del film, alla realizzazione pratica dei suoi pupi e nella scelta delle musiche arabe tradizionali. Per esempio, Cabaret Crusade: The Secrets of Karbala, capitolo finale di una trilogia di film (The Horror Show File la prima parte e The Path to Cairo la seconda), è stato realizzato dall’artista con l’utilizzo di marionette di vetro frutto della collaborazione di un team veneziano dell’isola di Murano, guidato dal veneto Adriano Berengo, che si è occupato della realizzazione del vetro prezioso dei pupi, di un secondo team francese, addetto al loro meccanismo, e di un terzo che ha realizzato i costumi, grazie alla collaborazione e soprattutto al supporto della gallerista.

Le marionette dW. Shawsky, Cabaret Crusades. The secrets of Karbola-Marionette 2014 Murano glass, fabric, threat, enamel, vetrine 50x10x15 cmi Cabaret Crusade diventano oggetti e sculture individuali e vengono esposte nella grande sezione di Art Basel Unlimited, vetrina per le grandi installazioni dei giovani artisti, mentre una marionetta del film viene presentata nello spazio della Galleria Sfeir-Semler, sezione Galleries, al prezzo di 65.000 $.

Far conoscere la cultura araba nel mondo è l’obiettivo non solo dell’artista ma anche della galleria che, nelle sue sedi di Amburgo e Beirut, promuove giovani artisti promettenti. Infatti, Andrée Sfeir-Semler ha la sensibilità di comprendere e supportare i piani di Shawky, finanziandolo e sostenendolo economicamente lungo tutto il suo lavoro. L’artista, ad esempio, compie lunghi studi prima di realizzare un’opera e la gallerista, durante tutta la sua durata, lavora in sinergia con lui: gli fornisce libri, lo aiuta nella ricerca di persone che possano aiutarlo durante tutto il suo lavoro, investe energia nella promozione e sponsorizzazione dell’artista a diversi musei, gallerie e istituzioni pubbliche e private20150620_114102

Circa tre anni fa Andrée Sfeir-Semler è addirittura  riuscita a vincere la diffidenza anche di Carolyn Christov-Bakargiev, direttore artistico di Documenta a Kassel, che, dopo un iniziale rifiuto, nel vedere le prime immagini dell’opera cinematografica, ha deciso di presentare Shawky a Documenta del 2012.

Grazie all’aiuto della gallerista, Shawky ha anche realizzato una mostra personale Contemporary Miths a Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella nel 2010 incentrata sul primo film Cabaret Crusades: The Horror Show File. Qui la mostra, con le sue marionette e soprattutto con il complesso processo produttivo avvenuto a Cittadellarte e in Egitto, ha consentito all’artista di promuovere la prima produzione della sua trilogia.

Wael ShawWael Shawky, Cabaret Crusades the Horror Show File, installation view 2010ky presto inizierà una nuova produzione sulla storia del Golfo Arabico e tra i suoi progetti futuri c’è una collaborazione con la Lisson Gallery di Londra. Già nel 2014, infatti, la promozione dell’artista da parte di Andrée Sfeir-Semler è arrivata alla Lisson Gallery, una delle gallerie più influenti nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, con un’opera video Dictums: Manqia 1.

L’accurata selezione di giovani artisti da parte della gallerista dà quindi loro grande visibilità, richiede un ingente investimento economico, in quanto si tratta di arte mai vista prima, ma risulta essere molto soddisfacente.

 

Maria Chiara Buongiorno

 

 

Immagini:

1. W. Shawsky, Cabaret Crusades. The secrets of Karbola-Marionetta 2014, Sfeir-Semler Gallery.

2. W. Shawsky, Cabaret Crusades. The secrets of Karbola 2014-Marionetta, Art Basel Unlimited.

3. W. Shawky, Cabaret Crusades. The Horror Show File, installation view 2010, Cittadellarte-Fondazione Pistoletto.

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