Il difficile percorso per entrare ad Art Basel


Si è conclusa ieri la quarantaseiesima edizione di Art Basel, la più prestigiosa tra le fiere internazionali dedicate all’arte moderna e contemporanea.

La commissione selezionatrice che determina le gallerie ammesse è famosa per la sua selettività, accettando ogni anno circa un terzo delle gallerie che fanno domanda; molte gallerie tentano per anni prima di riuscire a parteciparvi.

Art Basel in Basel 2015 | Unlimited VIP Opening | Impression

Art Basel in Basel 2015 | Unlimited VIP Opening | Impression

La difficoltà che anche le gallerie più affermate a livello internazionale riscontrano nella fase di selezione, unita alla vaghezza dei criteri applicati ed al fatto che la commissione stessa sia costituita da noti galleristi, ha portato a varie inchieste circa la limpidità di questo processo. Una delle ultime, quella pubblicata recentemente sul New York Times.

Come fare quindi ad aprirsi un varco in questo campo iper competitivo?

Puntare su un allestimento con approccio più museale che commerciale da proporre per la sezione Art Feature – dedicata, per l’appunto, ai progetti curatoriali –  può essere un mezzo per le gallerie di attirare l’attenzione della commissione selezionatrice. Feature può costituire quindi un trampolino di lancio verso Galleries, la sezione più ambita per visibilità e prestigio.

È il caso della galleria Grieder Contemporary di Zurigo, che quest’anno ha per la prima volta partecipato ad Art Basel grazie alla scelta di portare una piccola mostra personale dedicata a Vito Acconci con opere tra i 75.000 e i 120.000 dollari. L’allestimento dello stand è stato affidato a Kenny Schachter, il curatore che da sempre ha collaborato con l’artista.

Art Basel in Basel 2015 | Feature | Tornabuoni Art | Paolo Scheggi

Art Basel in Basel 2015 | Feature | Tornabuoni Art | Paolo Scheggi

La galleria Tornabuoni è stata invece ammessa quest’anno per la prima volta grazie allo sforzo organizzativo che ha consentito di riunire quattro opere di una stessa serie di Paolo Scheggi delle quali tre in prestito e solo una in vendita.

Il passaggio alla sezione Galleries può essere lungo, come dimostra la galleria Alexander Gray che da sempre dedica particolare attenzione all’aspetto curatoriale. Quest’anno infatti ha partecipato alla sezione Feature per la quarta volta, pur continuando ad ambire alla sezione principale. La proposta per questa edizione è stata una piccola mostra personale dedicata a Siah Armajani, artista di origine iraniana. Le sue opere partivano da 30.000 dollari e arrivavano ai 270.000 della scultura “Street corner No. 3”. 

Art Basel in Basel 2015 | Feature | Alexander Gray Associates | Siah Armajani

Art Basel in Basel 2015 | Feature | Alexander Gray Associates | Siah Armajani

Ma ad attirare l’attenzione della commissione selezionatrice può essere anche l’originalità: le gallerie delocalizzate rispetto ai grandi centri del mercato dell’arte contemporanea, per esempio, si contraddistinguono per forte identità.

Braverman, la galleria diretta da Yaffa Braverman a Tel Aviv, ha partecipato quest’anno per la prima volta ad Art Basel portando un unico lavoro di Nira Pereg, un’installazione video. La galleria ha richiesto di non pubblicare il prezzo dell’opera, ma è indicativo di quanto l’investimento possa essere giustificato, più che dal ritorno economico, dalla visibilità che Art Basel offre a livello internazionale. Lo sforzo finanziario cui si sottopongono le gallerie è ingente: l’affitto dello stand costa infatti 720 CHF per metro quadro (escludendo l’8% di IVA vigente in Svizzera, che normalmente viene rimborsato alle gallerie straniere), cui aggiungere le spese accessorie di trasferimento delle opere oltre che di galleristi e collaboratori. 

Fondare una galleria in una città dislocata rispetto ai grandi centri del mercato dell’arte comporta molte difficoltà. La galleria Rodeo, nata nel 2007 ad Istanbul, ha da subito cominciato a lavorare con artisti internazionali poiché allo stato attuale i giovani aspiranti artisti turchi devono emigrare all’estero per ricevere una formazione adeguata. In più, l’instabilità politica certo non favorisce l’investimento in opere d’arte contemporanea da parte dei collezionisti autoctoni. La complessità della situazione nazionale non ha però impedito a questa galleria di affermarsi nel giro di pochi anni: Rodeo ha visto quest’anno coronare il suo obbiettivo dall’ammissione alla sezione Galleries.

Francesca Vianello

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